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Politica
Elezioni regionali: la lista di Stea presenta ricorso
Esclusa dalla ripartizione dei seggi anche se ha superato il 4% tra le liste
Altamura - sabato 3 gennaio 2026
21.49
Il consigliere regionale uscente e capogruppo di Con Alessandro Leoci, candidato nella lista Avanti Popolari, ha depositato una memoria formale presso l'Ufficio Centrale Elettorale della Corte d'Appello di Bari nell'ambito del procedimento relativo all'elezione del Consiglio regionale della Puglia del 23 e 24 novembre scorsi. L'atto, presentato ai sensi della normativa vigente, contesta il procedimento di attribuzione dei seggi, così come risulta dai dati pubblicati sul portale del Ministero dell'Interno Eligendo, e mira a "sollecitare una verifica puntuale e rigorosa delle operazioni elettorali prima della proclamazione definitiva degli eletti".
Avanti Popolari è la lista presentata dall'assessore regionale uscente Gianni Stea. Ha superato la soglia di sbarramento del 4% tra le liste, ottenendo per la precisione il 4,17% su scala regionale, ma in base alla ripartizione dei seggi del Ministero dell'Interno il 4% viene calcolato sui voti validi e non solo sulle liste. Nei voti validi vengono conteggiati anche le preferenze espresse al solo candidato del centrosinistra Antonio Decaro e in questo modo la percentuale si riduce e va sotto il 4%.
Pur senza entrare nel merito tecnico delle questioni giuridiche sollevate, la memoria si fonda su alcuni principi cardine dell'ordinamento democratico che, secondo quanto evidenziato, risulterebbero compromessi dall'attuale applicazione delle regole: il principio di rappresentatività democratica, che impone che l'attribuzione dei seggi avvenga sulla base del reale consenso espresso dagli elettori alle liste; il principio di uguaglianza del voto, che richiede che ogni voto abbia il medesimo peso e non produca effetti distorsivi o discriminatori; il principio di libertà e personalità del voto, soprattutto in relazione al voto disgiunto, espressamente previsto dall'ordinamento; il principio di certezza del diritto, che esige regole chiare, prevedibili e coerenti con la normativa statale e costituzionale. "A proposito del voto disgiunto nella memoria del consigliere Leoci si sottolinea come abbia gonfiato i voti del presidente Decaro innalzando artificialmente la soglia", si sostiene nella memoria legale.
"Si fa presente, inoltre, come la fase attuale del procedimento elettorale, non essendosi ancora giunti alla proclamazione ufficiale, consenta e imponga all'Ufficio Centrale Elettorale un pieno esercizio dei poteri di verifica, controllo e rettifica dei dati, anche alla luce di verbali pervenuti tardivamente o affetti da errori materiali", si legge nel comunicato.
Avanti Popolari è la lista presentata dall'assessore regionale uscente Gianni Stea. Ha superato la soglia di sbarramento del 4% tra le liste, ottenendo per la precisione il 4,17% su scala regionale, ma in base alla ripartizione dei seggi del Ministero dell'Interno il 4% viene calcolato sui voti validi e non solo sulle liste. Nei voti validi vengono conteggiati anche le preferenze espresse al solo candidato del centrosinistra Antonio Decaro e in questo modo la percentuale si riduce e va sotto il 4%.
Pur senza entrare nel merito tecnico delle questioni giuridiche sollevate, la memoria si fonda su alcuni principi cardine dell'ordinamento democratico che, secondo quanto evidenziato, risulterebbero compromessi dall'attuale applicazione delle regole: il principio di rappresentatività democratica, che impone che l'attribuzione dei seggi avvenga sulla base del reale consenso espresso dagli elettori alle liste; il principio di uguaglianza del voto, che richiede che ogni voto abbia il medesimo peso e non produca effetti distorsivi o discriminatori; il principio di libertà e personalità del voto, soprattutto in relazione al voto disgiunto, espressamente previsto dall'ordinamento; il principio di certezza del diritto, che esige regole chiare, prevedibili e coerenti con la normativa statale e costituzionale. "A proposito del voto disgiunto nella memoria del consigliere Leoci si sottolinea come abbia gonfiato i voti del presidente Decaro innalzando artificialmente la soglia", si sostiene nella memoria legale.
"Si fa presente, inoltre, come la fase attuale del procedimento elettorale, non essendosi ancora giunti alla proclamazione ufficiale, consenta e imponga all'Ufficio Centrale Elettorale un pieno esercizio dei poteri di verifica, controllo e rettifica dei dati, anche alla luce di verbali pervenuti tardivamente o affetti da errori materiali", si legge nel comunicato.
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