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Territorio

Emergenza Xylella, la Francia mette al bando i prodotti pugliesi

Bloccate le importazioni di 102 specie vegetali

Mentre gli ulivi pugliesi si ammalano e sono a rischio abbattimento, scoppia la "guerra" tra Francia e Italia.

La Xylella fastidiosa, il controverso virus degli ulivi che sta mettendo in ginocchio il settore agroalimentare della Puglia, rischia di creare una vera e propria guerra di boicottaggi incrociati.

Un decreto del Ministero dell'Agricoltura francese, infatti, blocca l'import di 102 specie vegetali provenienti dalla Puglia. Un vero e proprio embargo per tutto quanto arriva dal "tacco" dello stivale: vite, fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso e piante ornamentali, ovvero tutto ciò che può fare da vettore al parassita portandolo nelle campagne francesi è stato bandito dalle importazioni verso oltralpe.

Mentre l'azione intrapresa da Parigi è stata legittimata dalla Commissione Europea,per Coldiretti si tratta di un "un duro colpo all'economia ma soprattutto un pesante danno di immagine che rischia di alimentare una pericolosa e ingiustificata reazione a catena da parte di altri Paesi". Coldiretti sottolinea l'anomalia della decisione di "intervenire brutalmente con un provvedimento nazionale su una materia di competenza comunitaria da parte di un Paese come la Francia che è un partner storico dell'Italia, con la quale ha partecipato alla nascita dell'Unione Europea".

Anche alla luce dell'embargo francese, e per cercare di affrontarne le conseguenze, il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, è venuto in Puglia per partecipare ad un vertice a Bari con il commissario per l'emergenza, Giuseppe Silletti, incontrando a Lecce i sindaci e le associazioni olivicole e ambientaliste.

Intanto c'è chi non ci sta al veto dei cugini francesi ai prodotti nostrani e propone di rendere pan per focaccia: è il candidato del centrodestra alla Regione Puglia, Francesco Schittulli, che lancia la campagna #iononcomproMadeinFrance: "Invito i pugliesi a non compare i prodotti francesi - scrive sulla sua pagina Facebook - intendo così richiamare l'attenzione di un governo, quello francese, che non può unilateralmente, venendo meno anche a quelli che sono gli accordi Europei di libera circolazione delle merci, decidere di bloccare i nostri prodotti: il nostro vero Made in Puglia. Non compriamo profumi, formaggi, borse, abbigliamento e tutto quello che viene prodotto in Francia. Compriamo i nostri prodotti pugliesi".
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