
Politica
Piano urbanistico generale, le osservazioni del Pd
Il partito indica dieci priorità da seguire e chiede dati certi
Altamura - mercoledì 8 luglio 2026
17.48
Comunicato del Partito democratico di Altamura, a firma della segretaria Anna Salvaggiulo.
Il Partito Democratico di Altamura esprime forte preoccupazione per il modo in cui l'attuale amministrazione comunale e il Sindaco stanno conducendo il percorso di redazione del Piano Urbanistico Generale. Il PUG non è un adempimento tecnico da chiudere in fretta. È lo strumento che decide che città saremo nei prossimi vent'anni: dove abiteremo, quali servizi avremo, quanto verde sarà garantito, come saranno tutelati il territorio, il centro abitato, le periferie, le aree agricole, il lavoro, la mobilità e la qualità della vita dei cittadini. Proprio per questo non possiamo accettare un percorso costruito senza una discussione pubblica vera, senza dati chiari e senza una visione complessiva della città.
Prima di parlare di nuove volumetrie, premialità, perequazioni e aree di atterraggio, l'amministrazione deve rispondere a domande precise: qual è oggi il reale fabbisogno abitativo di Altamura? Quanti appartamenti sono vuoti, invenduti o inutilizzati? Qual è lo stato dell'edilizia economica e popolare? Quali sono le previsioni demografiche su cui si fonda il piano? Come si arriva all'ipotesi di crescita della popolazione? Quale sviluppo economico si immagina per Altamura? Quali servizi pubblici verranno garantiti, dove e con quali risorse? Senza questi numeri, ogni scelta urbanistica diventa una scelta su misura, cucita per interessi specifici, non per il bene comune. E oggi il rischio è evidente: si continua a ragionare con la vecchia logica del "quanto possiamo costruire", invece di partire dalla domanda più importante: "di che città abbiamo bisogno?".
Altamura non ha bisogno di un PUG pensato per aggiungere metri cubi. Ha bisogno di un piano che parta dal reale: dal patrimonio edilizio esistente, dalle fragilità dei quartieri, dalla carenza di servizi, dal consumo di suolo, dalla necessità di rigenerare l'esistente, dal diritto alla casa, dalla tutela del paesaggio e dalla costruzione di una città più vivibile. Preoccupa, in particolare, l'idea di utilizzare meccanismi premiali e compensativi senza che sia stato prima chiarito il quadro complessivo. Non si può chiedere alla città di accettare nuove possibilità edificatorie senza sapere quali effetti produrranno area per area. Non si può parlare di trasformazioni urbane senza dire ai cittadini cosa cambierà concretamente nel loro quartiere. Non si può procedere con strumenti che rischiano di aumentare i volumi senza garantire davvero servizi, verde, scuole, spazi pubblici e qualità urbana.
Il PUG dovrebbe essere la carta dei valori della città, non la somma di interessi e scorciatoie. La parte strutturale del piano deve indicare con chiarezza le invarianti, le tutele, i limiti, le priorità e l'idea di futuro che Altamura intende darsi. Se questa parte manca o viene costruita in modo frettoloso, l'intero processo nasce debole. Noi chiediamo all'amministrazione comunale e al Sindaco di restituire serietà al percorso.
Chiediamo quindi all'amministrazione comunale e al Sindaco dieci impegni chiari:
1. Pubblicare i dati, le fonti e i criteri tecnici alla base delle previsioni del PUG.
2. Introdurre seriamente il tema dell'accesso alla casa, grande assente del Piano già a partire dall'atto di indirizzo.
3. Censire le abitazioni vuote e invendute, valutando il reale fabbisogno abitativo e le condizioni di disagio abitativo presenti in città.
4. Individuare i valori identitari dell'area urbana e dello spazio aperto attraverso la Carta delle Invarianti Strutturali, quale atto fondativo del Piano.
5. Evidenziare gli impatti delle previsioni su tutti i quartieri della città, garantendo a ogni cittadino la comprensione degli effetti del Piano sul proprio contesto di vita.
6. Garantire che servizi, verde pubblico, mobilità e dotazioni collettive vengano prima di qualsiasi nuovo volume.
7. Puntare sulla rigenerazione urbana e territoriale e sul contenimento reale del consumo di suolo, evitando che nuove previsioni edificatorie sostituiscano una vera idea di città.
8. Definire una strategia per il sistema delle aree produttive esistenti, con una seria valutazione dell'armatura infrastrutturale territoriale in termini di accessibilità, sicurezza urbana e connessione con il resto della città.
9. Verificare premialità e perequazioni con dati trasparenti, evitando meccanismi automatici che producano nuove volumetrie senza reali benefici pubblici.
10. Dare garanzie amministrative, norme di salvaguardia chiare e tempi adeguati, affinché la fase transitoria non diventi un varco per scelte irreversibili.
Altamura non può permettersi un PUG scritto nella fretta, senza numeri e senza comunità. Il futuro della città non può essere ridotto a un calcolo di volumetrie. Il Sindaco e la sua amministrazione hanno il dovere politico e istituzionale di dire con chiarezza che città vogliono costruire. Finora questa visione non si vede. Si vedono invece opacità, accelerazione, assenza di dati e il rischio concreto di consegnare Altamura a un nuovo ciclo di espansione edilizia senza servizi, senza qualità urbana e senza giustizia sociale. Siamo favorevoli a un piano urbanistico generale coraggioso, partecipato, trasparente, fondato sui dati e orientato alla rigenerazione urbana, alla tutela del territorio, al diritto alla casa, al verde, ai servizi e alla qualità della vita. Altamura merita un piano per vivere meglio, non un piano per costruire di più.
Il Partito Democratico di Altamura esprime forte preoccupazione per il modo in cui l'attuale amministrazione comunale e il Sindaco stanno conducendo il percorso di redazione del Piano Urbanistico Generale. Il PUG non è un adempimento tecnico da chiudere in fretta. È lo strumento che decide che città saremo nei prossimi vent'anni: dove abiteremo, quali servizi avremo, quanto verde sarà garantito, come saranno tutelati il territorio, il centro abitato, le periferie, le aree agricole, il lavoro, la mobilità e la qualità della vita dei cittadini. Proprio per questo non possiamo accettare un percorso costruito senza una discussione pubblica vera, senza dati chiari e senza una visione complessiva della città.
Prima di parlare di nuove volumetrie, premialità, perequazioni e aree di atterraggio, l'amministrazione deve rispondere a domande precise: qual è oggi il reale fabbisogno abitativo di Altamura? Quanti appartamenti sono vuoti, invenduti o inutilizzati? Qual è lo stato dell'edilizia economica e popolare? Quali sono le previsioni demografiche su cui si fonda il piano? Come si arriva all'ipotesi di crescita della popolazione? Quale sviluppo economico si immagina per Altamura? Quali servizi pubblici verranno garantiti, dove e con quali risorse? Senza questi numeri, ogni scelta urbanistica diventa una scelta su misura, cucita per interessi specifici, non per il bene comune. E oggi il rischio è evidente: si continua a ragionare con la vecchia logica del "quanto possiamo costruire", invece di partire dalla domanda più importante: "di che città abbiamo bisogno?".
Altamura non ha bisogno di un PUG pensato per aggiungere metri cubi. Ha bisogno di un piano che parta dal reale: dal patrimonio edilizio esistente, dalle fragilità dei quartieri, dalla carenza di servizi, dal consumo di suolo, dalla necessità di rigenerare l'esistente, dal diritto alla casa, dalla tutela del paesaggio e dalla costruzione di una città più vivibile. Preoccupa, in particolare, l'idea di utilizzare meccanismi premiali e compensativi senza che sia stato prima chiarito il quadro complessivo. Non si può chiedere alla città di accettare nuove possibilità edificatorie senza sapere quali effetti produrranno area per area. Non si può parlare di trasformazioni urbane senza dire ai cittadini cosa cambierà concretamente nel loro quartiere. Non si può procedere con strumenti che rischiano di aumentare i volumi senza garantire davvero servizi, verde, scuole, spazi pubblici e qualità urbana.
Il PUG dovrebbe essere la carta dei valori della città, non la somma di interessi e scorciatoie. La parte strutturale del piano deve indicare con chiarezza le invarianti, le tutele, i limiti, le priorità e l'idea di futuro che Altamura intende darsi. Se questa parte manca o viene costruita in modo frettoloso, l'intero processo nasce debole. Noi chiediamo all'amministrazione comunale e al Sindaco di restituire serietà al percorso.
Chiediamo quindi all'amministrazione comunale e al Sindaco dieci impegni chiari:
1. Pubblicare i dati, le fonti e i criteri tecnici alla base delle previsioni del PUG.
2. Introdurre seriamente il tema dell'accesso alla casa, grande assente del Piano già a partire dall'atto di indirizzo.
3. Censire le abitazioni vuote e invendute, valutando il reale fabbisogno abitativo e le condizioni di disagio abitativo presenti in città.
4. Individuare i valori identitari dell'area urbana e dello spazio aperto attraverso la Carta delle Invarianti Strutturali, quale atto fondativo del Piano.
5. Evidenziare gli impatti delle previsioni su tutti i quartieri della città, garantendo a ogni cittadino la comprensione degli effetti del Piano sul proprio contesto di vita.
6. Garantire che servizi, verde pubblico, mobilità e dotazioni collettive vengano prima di qualsiasi nuovo volume.
7. Puntare sulla rigenerazione urbana e territoriale e sul contenimento reale del consumo di suolo, evitando che nuove previsioni edificatorie sostituiscano una vera idea di città.
8. Definire una strategia per il sistema delle aree produttive esistenti, con una seria valutazione dell'armatura infrastrutturale territoriale in termini di accessibilità, sicurezza urbana e connessione con il resto della città.
9. Verificare premialità e perequazioni con dati trasparenti, evitando meccanismi automatici che producano nuove volumetrie senza reali benefici pubblici.
10. Dare garanzie amministrative, norme di salvaguardia chiare e tempi adeguati, affinché la fase transitoria non diventi un varco per scelte irreversibili.
Altamura non può permettersi un PUG scritto nella fretta, senza numeri e senza comunità. Il futuro della città non può essere ridotto a un calcolo di volumetrie. Il Sindaco e la sua amministrazione hanno il dovere politico e istituzionale di dire con chiarezza che città vogliono costruire. Finora questa visione non si vede. Si vedono invece opacità, accelerazione, assenza di dati e il rischio concreto di consegnare Altamura a un nuovo ciclo di espansione edilizia senza servizi, senza qualità urbana e senza giustizia sociale. Siamo favorevoli a un piano urbanistico generale coraggioso, partecipato, trasparente, fondato sui dati e orientato alla rigenerazione urbana, alla tutela del territorio, al diritto alla casa, al verde, ai servizi e alla qualità della vita. Altamura merita un piano per vivere meglio, non un piano per costruire di più.
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Altamura .jpg)









.jpg)

