Conferenza detenuti
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La città

Waiting for Primavera dei Diritti, la reintegrazione sociale dei detenuti

Una conferenza sul tema organizzata dal Molino d'Arte e dall'A.B.M.C.

"Il carcere fa andare il cervello a pezzi. Si impazzisce. Troppi pensieri. Io ascolto sempre musica, ho le cuffie... se penso troppo a una cosa, mi sento male e devo fermarmi... devo fare qualcosa...". Sono le parole di un detenuto del carcere di Spinazzola. Chi sta fuori, spesso, è pronto a puntare il dito. A giudicare senza sapere. Senza mai aver messo piede in un istituto penitenziario. Il carcere rappresenta una doppia punizione, perché dopo c'è l'isolamento, l'autodistruttività, la disperazione. Si parla spesso della situazione delle carceri italiane, di celle troppo piccole, di istituti troppo affollati, dimenticando, forse, una cosa essenziale: la condizione del detenuto.

Lo scorso 12 febbraio, la Sala Conferenze dell'A.B.M.C. (Archivio Biblioteca Museo Civico) ha ospitato un incontro (promosso dall'associazione Molino d'Arte e dall'A.B.M.C.) sul tema della legalità, della riabilitazione e integrazione sociale dei detenuti. Numerosi i giovani presenti al dibattito, intitolato "Waiting for Primavera dei Diritti". Tra questi, anche due classi del Liceo Classico Cagnazzi accompagnate dalla prof.ssa Marisa D'Agostino, che hanno espresso opinioni davvero interessanti sul tema mediante piccoli messaggi scritti.

Durante la discussione, c'è stata la proiezione di un filmato, "Anima di celluloide", curato dall'associazione culturale "Il Borgo delle Arti" di Bari. Il video, i cui attori sono tutti detenuti, racconta la storia di un uomo che, per realizzare un sogno (girare un film), si ritrova a spacciare droga. Non arrivano i finanziamenti promessi, l'uomo viene fermato dai Carabinieri mentre, per la prima volta, trasporta, con la sua auto, sostanze stupefacenti. L'arresto è immediato. Il filmato si conclude con lo sguardo profondo e speranzoso di chi rivede la luce della libertà dopo tanto tempo.

Presente all'incontro, la dott.ssa Caterina Acquafredda, direttrice dell'Istituto Penitenziario di Altamura che ospita circa 110 detenuti sex-offenders, cioè colpevoli di reati a sfondo sessuale: "Dal 2003 collaboriamo con Il Borgo delle Arti. Abbiamo realizzato con loro due cortometraggi. Dobbiamo riconoscere che i detenuti sono delle persone concedendo loro anche la possibilità di una maggiore espressività. Nelle carceri non ci sono gli specchi. Lo specchio serve a notare come ci modifichiamo nel tempo. Al detenuto viene negata anche questa libertà. Vedere una persona dietro una inferriata è come vedere una bestia dietro le sbarre di uno zoo". La dott.ssa Acquafredda ha sottolineato l'importanza delle attività trattamentali (scolastiche, di musicoterapia, teatrali), fondamentali per l'umanizzazione della pena.

Nell'intervento dell'assessore alla Cultura, dott. Giovanni Saponaro, è stata sottolineata la sacralità del rispetto della persona: "Bisogna dare a tutti la possibilità di reintegrarsi. Durante le festività natalizie, un ex detenuto si è recato al Comune di Altamura per chiedere lavoro. Diceva - se me ne vado io in carcere, qualcuno se ne viene con me . Dopo aver pranzato con lui, ho capito il suo stato d'animo". La prof.ssa Marisa D'Agostino, invece, ha parlato di due parole chiave, il recupero e la reintegrazione.
Nell'intervento della dott.ssa Elena Saponaro, presidente dell'A.B.M.C., il ruolo dell'educazione: "Noi genitori abbiamo grandi responsabilità nei confronti dei figli. Gli agi in cui vivono oggi i ragazzi rappresentano un errore di percorso e di costume. Un confronto di tal genere potrebbe solo apportare benefici".

A coordinare il dibattito, lo psicologo Nicola Cifarelli (Molino d'Arte). Nella sala conferenze dell'A.B.M.C., anche una mostra fotografica curata da Nicola Petrara (Molino D'Arte). Da un lato, gli scatti, in bianco e nero, del backstage di un'esperienza teatrale organizzata dall'associazione Molino d'Arte, risalente a circa due anni fa, presso il Carcere di Trani. Dall'altro, gli scatti a colori della preparazione di uno spettacolo presso il carcere di Spinazzola (gennaio 2009). Detenuti, gli attori di entrambe le rappresentazioni. "Abbiamo cercato di lavorare molto sul vissuto dei protagonisti in modo da tirar fuor quanto più possibile. Tutti i detenuti ci hanno raccontato di aver salvato la vita di una persona", ha affermato lo stesso Nicola Petrara. "Noi pretendiamo tanto da loro, poi, però, sono loro a pretendere tanto da noi", ha spiegato Antonello Arpaia, regista delle due esperienze teatrali.
"I detenuti sono come i fantasmi, tutti sanno che esistono, ma pochi riescono a vederli", ha scritto uno dei ragazzi presenti all'incontro.
16 fotoWaiting for Primavera dei Diritti
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"Primavera dei diritti" è una maratona culturale promossa dalla Regione Puglia, assessorato al Mediterraneo, e realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, con l'obiettivo di raccontare, attraverso i molteplici linguaggi dell'arte e della cultura, lo stato dei diritti civili e dei nuovi diritti nel nostro paese e nel mondo. Una grande rassegna internazionale che attraversa la Puglia nel mese di Febbraio 2010 per terminare con 11 giorni di evento a Bari (dal 18 al 28 febbraio) nel teatro Kursaal ed in altri spazi della città. Teatro, danza e musica, un ciclo di conferenze internazionali, meeting con le maggiori ONG, performance, mostre, videoinstallazioni, "azioni teatrali di propaganda" e tanto altro. Primavera dei diritti è, allo stesso tempo, un racconto ed un esperimento.

Scrive Luigi Pannarale, professore ordinario di Sociologia del diritto (Facoltà di Giurisprudenza, Università di Bari): "Il progetto Primavera dei diritti nasce non a caso in Italia, in un momento storico in cui alcuni diritti fondamentali sono oggetto di un processo di svuotamento, tale da mettere in questione non soltanto il pluralismo sociale, presupposto necessario di questi diritti, ma anche i fondamenti democratici della Repubblica. Attraverso un ciclo di lezioni sui diritti, tenute da illustri studiosi nazionali ed internazionali, la Primavera dei diritti si propone di sollevare discussioni, suscitare il confronto di idee, valutare i problemi di attuazione di alcuni diritti fondamentali alla luce dei mutamenti sociali e dei progressi scientifici che possono promuovere o indebolire la loro effettiva tutela".
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