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Malati abbandonati dalla asl

L'allarme dal Tribunale della salute di Altamura

Leso il diritto alla salute dei cittadini?

Il dubbio parte dalla sede altamurana del Tribunale della Salute, che negli ultimi tempi ha raccolto numerose segnalazioni da parte di famiglie di persone con disabilità alle quali viene negato il diritto ad essere assistiti e curati con le strutture riabilitative extraregionali della vicina Basilicata, seppure queste siano regolarmente accreditate con il Sistema Sanitario Nazionale.

"Sembra che tutto scaturisca da una disposizione della Direzione della ASL di Bari che obbliga i cittadini a scegliere solamente i Centri pugliesi per le cure domiciliari, limitandone il diritto di cura e della libera scelta sancito dalle leggi in materia di tutela della salute, come evidenziato all'art.32 della Costituzione e sul quale diritto si è espressa recentemente la Corte Costituzionale con una precisa Sentenza del 2012, accogliendo positivamente le istanze dei cittadini" denunciano oggi i responsabili dell'associazione.

"Per altro - rimarca il presidente Nicola Fiore - le strutture lucane sono state precedentemente scelte dai pazienti perché risultate più efficienti e le cure da esse erogate hanno prodotto l'efficacia terapeutica prevista dal piano riabilitativo, con riduzione dei tempi di attesa e migliorandone l'inserimento sociale". Il timore e che le disposizioni Asl rompano un sistema non solo collaudato ma che negli anni ha dato buoni frutti anche sul piano finanziario poiché "come ribadito dalla Corte Costituzionale, la spesa pro-capite dei trattamenti riabilitativi dei Centri della Basilicata, risulta anche inferiore e quindi più vantaggiosa per la spesa pubblica".

Un motivo in più, stando a quanto denunciato dall'associazione, per richiamare l'attenzione della azienda sanitaria a cui le famiglie hanno più volte manifestato la loro disapprovazione senza però trovare alcun riscontro.
"Da tempo imploriamo alla ASL il concetto della presa in carico delle persone con disabilità per garantire loro la continuità terapeutica ed un vita più dignitosa, attivando anche le buone prassi ed invece bisogna lottare ancora per i diritti più elementari di tutela della salute" conclude il presidente Fiore auspicando, almeno questa volta, una risposta. Quanto meno una giustificazione.
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  • Tribunale della Salute
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