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Scuola e Lavoro

10 milioni di euro per piccole e medie imprese

Condizione per ottenere l'incentivo, fare gruppo. Termine ultimo per la presentazione delle domande, 29 ottobre 2010

Le piccole e medie imprese della Puglia potranno acquistare computer, software, licenze d'uso e servizi di consulenza specialistica ad una condizione, fare gruppo e progettare insieme l'innovazione dei loro processi aziendali attraverso le TIC (Tecnologie dell'Informazione e Comunicazione). Per realizzare l'obiettivo hanno a disposizione 10 milioni di euro.

Finalità del nuovo bando regionale "Aiuti alla diffusione delle Tecnologie dell'Informazione e Comunicazione nelle reti di PMI" è generare innovazione nella produzione, nella commercializzazione, nella distribuzione e nella formazione dei lavoratori, purché le imprese si riuniscano attraverso forme aggregative come i contratti di rete, le Associazioni Temporanee di Imprese (ATI), i consorzi e le società consortili.

Il raggruppamento rappresenta la novità e l'elemento chiave del nuovo bando manovra anticrisi. Se in passato questo tipo di incentivo si rivolgeva alle singole imprese o alle associazioni di categoria, adesso gli aiuti sono destinati alle aziende che insieme fanno un passo avanti verso l'innovazione. Oggi, per questioni di budget, le imprese non hanno più risorse da investire in nuove tecnologie e dunque hanno bisogno di servizi in toto. L'incentivo mira ad innovare anche sotto il profilo dell'organizzazione aziendale, ammortizzando i costi tra le imprese del raggruppamento, che non possono essere meno di cinque.

Le aziende si riuniscono perché ritengono di avere le stesse esigenze sotto il profilo delle nuove tecnologie, dunque presentano un progetto con spese massime ammissibili fino ad 1milione di euro per le quali possono ricevere un contributo che può raggiungere i 500mila euro. Da sola difficilmente una piccola impresa potrebbe permettersi tecnologie infotelematiche di questo valore. Allo stesso tempo la Regione non elargisce il beneficio ad una sola azienda, ma moltiplica almeno per cinque di esse lo stesso aiuto.

Le aziende, mediante l'incentivo, potranno adottare soluzioni infotelematiche in cinque aree: produzione, logistica, marketing, organizzazione e risorse umane. Oggi, se una piccola impresa volesse avere relazioni commerciali con una grande industria, si troverebbe di fronte ad un meccanismo completamente informatizzato. La trasmissione degli ordini e la tracciabilità delle commesse, ad esempio, è infotelematica, dunque la piccola impresa deve essere attrezzata con gli stessi strumenti, trovando soluzioni da condividere con le altre aziende del gruppo. Soluzioni come software condivisi, pacchetti per la formazione a distanza utilizzabili da tutti, un unico portale. L'impresa è incentivata non a comprare la licenza, ma il servizio. Questa formula si chiama tecnicamente SAAS, cioè Software as a Service, e consiste nell'acquistare soluzioni di servizio abbattendo i costi e riducendo allo stesso tempo l'obsolescenza delle tecnologie aziendali.

Mentre le piccole e medie imprese destinatarie dell'incentivo potranno acquistare le strutture infotelematiche, dall'altra parte le aziende informatiche dovranno attivarsi per fornire le soluzioni più innovative, qualificando l'offerta. Con lo stesso bando sono intercettate domanda e offerta.
Il bando "Aiuti alla diffusione delle tecnologie dell'informazione e comunicazione nelle reti di PMI" è aperto dal 15 settembre al 29 ottobre 2010. Le domande di ammissione all'agevolazione devono essere compilate on line attraverso il portale www.sistema.puglia.it (sezione Bandi in corso) e trasmesse esclusivamente attraverso la Posta Elettronica Certificata (PEC) all'indirizzo BandoTIC141@pec.rupar.puglia.it.

L'incentivo riguarda potenzialmente un numero di imprese che si aggira attorno alle 225mila, circa il 66% del totale delle imprese attive in Puglia (sono escluse le aziende che si occupano di agricoltura e allevamento, costruzione navale, industria carboniera, siderurgia, fibre sintetiche e turismo). Mentre le imprese chiamate a fornire i servizi infotelematici sono oltre 4.000 e contano più di 12.000 addetti.
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