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Territorio

Pasquale Lorusso nuovo presidente di Confindustria Basilicata

Al via il mandato quinquennale

Pasquale Lorusso è il nuovo presidente di Confindustria Basilicata: oggi, a Matera, in occasione dell'Assemblea dell'associazione, ha preso ufficialmente avvio il suo mandato quadriennale (2016-2020). Un'elezione e un insediamento avvenuti alla presenza di autorevoli ospiti, che hanno partecipato al dibattito seguito alla condivisione della relazione programmatica di Lorusso. Erano infatti presenti il neo presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il direttore del Centro Studi Confindustria Luca Paolazzi – che si è soffermato sulla figura e il ruolo dell'imprenditore nello sviluppo economico –, l'amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella e, con un video messaggio, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti.

Pasquale Lorusso, prima di illustrare i contenuti della relazione, ha chiamato sul palco dell'auditorium Gervasio la squadra di imprenditori che lo affiancherà durante il suo mandato: il presidente vicario Vito Arcasensa, i vicepresidenti Francesco Somma – delega alle politiche energetiche e ambientali -, Margherita Perretti – delega a cultura d'impresa e politiche della formazione -, Salvatore Antonio De Biasio – delega politiche della ricerca, innovazione e internazionalizzazione -, Giovanni Maragno – delega a politiche infrastrutturali e dei lavori pubblici – e, in qualità di vicepresidenti di diritto, il presidente del gruppo Giovani imprenditori Francesco D'Alema e del comitato Piccola industria Lorenzo Pagliuca. Una squadra, come ha sottolineato Lorusso, che si completa con il suo "allenatore vincente": il direttore generale Giuseppe Carriero.

Dopo aver ringraziato Michele Somma e manifestato l'orgoglio di Confindustria Basilicata per l'elezione di Vincenzo Boccia, Lorusso si è soffermato sugli obiettivi della sua presidenza: «Ho accettato questo incarico con grande senso responsabilità e mi impegnerò al massimo per aiutare la Basilicata tutta e i miei colleghi imprenditori a continuare a dare il meglio di se stessi, per ripartire assieme e con fiducia e guardare allo sviluppo di processi virtuosi di crescita, dando seguito, in senso concreto al "Patto per lo sviluppo della Regione Basilicata", sottoscritto il 2 maggio a Matera dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal nostro Marcello Pittella. La competitività territoriale – ha sottolineato il presidente di Confindustria Basilicata - deve essere l'obiettivo principe e per incrementarla dovremo lavorare su infrastrutture materiali adeguate, processi di internazionalizzazione e di innovazione, la cui centralità è confermato dalla strategia di specializzazione intelligente della Regione Basilicata e dalla configurazione delle imprese come "fabbriche 4.0"; sul dialogo con la pubblica amministrazione per accelerare l'operatività della programmazione 2014-2020 e individuare strumenti di intervento tarati sulle esigenze delle imprese. Ma dobbiamo anche puntare a creare delle opportunità credibili per i giovani, le nostre eccellenze lucane, per arrestare quel processo di impoverimento del capitale umano chiamato "fuga dei cervelli"».

La relazione di Pasquale Lorusso ha inoltre affrontato molti altri temi-chiave per la ripartenza della nostra regione: in primo luogo, riagganciandosi a quanto detto dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia durante l'assemblea del 26 maggio, l'assetto di un sistema bancario e di accesso al credito al fianco delle imprese e in grado di dare il giusto merito ai progetti imprenditoriali. Il "tranched cover" e l'avviata trasformazione di Sviluppo Basilicata in società finanziaria regionale sono, su questa linea, importanti segnali.

Rimanendo in tema di risorse e di incentivi messi a disposizione attraverso gli avvisi pubblici della Regione Basilicata, è necessario accelerarne la disponibilità, visto che le imprese sono tornate a investire, e focalizzarsi su: contrasto della desertificazione industriale che si rileva in alcuni poli territoriali della regione, come la Val Basento e Tito; supporto delle imprese della filiera componentistica auto a San Nicola di Melfi, per adeguare e innovare gli impianti, considerando che l'automotive è il settore che, secondo i dati Istat 2015, che fatto registrare un +307,9% nell'export nazionale. E bisogna anche mettere a valore gli sforzi del comparto manifatturiero, dove operano aziende – come quelle del mobile imbottito – che hanno fatto la storia industriale della regione.

Sono stati anche richiamati i temi del petrolio e, più in generale, dell'energia: Confindustria Basilicata crede che rappresentino un driver fondamentale per lo sviluppo regionale e che vada evitato il blocco degli investimenti nelle attività estrattive, visto anche il rischio di disperdere un patrimonio di professionalità presente sul territorio. Ma anche le opportunità offerte dal turismo e da Matera2019 per l'intera regione: « I dati Apt evidenziano che, nel 2015, in Basilicata c'è stato un incremento sia di arrivi (+16,5%) che di presenze (+9,8%) – ha detto Lorusso – e dobbiamo dimostrare di essere all'altezza di questi numeri con un'offerta adeguata alle aspettative dei turisti, costruita anche attraverso interventi agevolativi ad hoc». Non ultimo, il tema del comparto delle costruzioni edili, rappresentato dal sistema Ance di Basilicata: nel corso del 2015 si sono registrati degli incrementi nelle compravendite immobiliari e nella concessione di mutui alla famiglie per l'acquisto di abitazioni ma gli altri indicatori confermano il perdurare della crisi. L'impegno istituzionale dovrà essere forte per rilanciare le costruzioni e tornare a renderle strategiche per la crescita economico-produttiva della Basilicata.

La giornata si è conclusa con l'intervento del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che, riagganciandosi ai punti chiave della relazione di Lorusso e alla centralità del Patto per il Sud, ha parlato del grande processo di ripartenza e crescita che è possibile realizzare con un approccio di rispetto e riconoscimento verso chi produce. «Dobbiamo essere tutti, istituzioni comprese, corresponsabili di questo processo – ha detto Boccia –, perché non siamo "turisti" che si avvicinano a questo paese e abbiamo tutti l'interesse a farlo crescere. Siamo solo all'inizio di una fase di inversione e non possiamo "distrarci", perché dobbiamo recuperare 20 punti del Pil. Questa regione – ha aggiunto il presidente di Confindustria – e Matera2019 sono il simbolo di un grande progetto italiano che va sfruttato per raccontare l'Italia che produce: bisogna combattere l'assuefazione e l'ansietà e pensare che non sia possibile realizzare progetti che possono far crescere il nostro paese. E bisogna ricordare che la cultura anti-impresa non è solo contro le imprese ma contro l'interso paese! Allora – ha concluso Boccia – costruiamo una cultura del fare, basata su dibattiti e idee che diano all'Italia e al Mezzogiorno la degna identità, in un circolo virtuoso dell'economia da costruire assieme».
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