
Cronaca
Medio Oriente: la testimonianza di un'altamurana che vive a Dubai
La donna è residente nella città degli Emirati Arabi Uniti
Altamura - lunedì 9 marzo 2026
21.50
Ci scrive un'altamurana, residente a Dubai, per raccontarci come si vive in questo periodo nella città degli Emirati Arabi Uniti, con la guerra in Medio Oriente. Riportiamo la sua testimonianza.
Vivo negli Emirati Arabi Uniti da diversi anni e sento il bisogno di raccontare la realtà che stiamo vivendo, perché troppo spesso sui social e nei media circolano giudizi e allarmismi che non corrispondono ai fatti. Dubai e gli Emirati sono un Paese stabile e sicuro. Questo non significa che nella regione non ci siano tensioni geopolitiche — sarebbe ingenuo negarlo — ma descrivere la città come se fosse sotto bombardamento è semplicemente falso.
Negli ultimi giorni alcuni forti boati sono stati percepiti anche qui, ma erano causati dai sistemi di difesa emiratini che intercettano missili diretti verso basi militari americane presenti nella regione. Non si è trattato di attacchi diretti contro Dubai, e i danni rilevati sono stati provocati solo dalla caduta dei detriti. Un elemento importante: le autorità degli Emirati Arabi Uniti sono vicine alla popolazione, presenti sul territorio e trasparenti nella comunicazione. La sicurezza dei cittadini è una priorità concreta, e la popolazione viene informata e rassicurata quotidianamente. Una gestione tangibile della sicurezza che, purtroppo, non sempre vediamo altrove.
Molti dei video e racconti che circolano provengono da turisti o persone di passaggio. Questo contribuisce a diffondere un clima di paura che non riflette la realtà di chi vive qui ogni giorno. Qui lavoriamo, paghiamo le nostre case, cresciamo famiglie e costruiamo la nostra vita come chiunque altro nel mondo. Chi vive all'estero resta cittadino italiano e mantiene tutti i diritti che ne derivano. È necessario chiarire anche un altro punto: le notizie che circolano sui media italiani, compresi TG e giornali, spesso descrivono falsamente l'assistenza dello Stato ai cittadini all'estero. La verità è che lo Stato italiano non sta intervenendo per i residenti, ma offre supporto solo ai turisti. I voli disponibili devono essere acquistati di tasca propria, e ottenere un biglietto non è affatto semplice. Chi racconta il contrario dà un'informazione incompleta e fuorviante.
Le ambasciate esistono proprio per assistere e tutelare i cittadini italiani all'estero. Chi è residente fuori dall'Italia è iscritto all'AIRE e continua ad avere un legame amministrativo con il proprio comune di origine. Vivere all'estero non significa smettere di essere cittadini italiani. Nessuno pretende privilegi o voli gratuiti. Ma chiedere informazioni chiare, aggiornamenti e supporto istituzionale è un diritto legittimo di qualsiasi cittadino italiano, ovunque si trovi nel mondo.
Prima di giudicare o alimentare allarmismi, forse sarebbe utile informarsi meglio e ascoltare chi vive davvero questi luoghi ogni giorno. Il mondo è molto più complesso di quanto appare da un video o da un commento online. Vivere all'estero non significa smettere di essere italiani.
Lettera firmata
Vivo negli Emirati Arabi Uniti da diversi anni e sento il bisogno di raccontare la realtà che stiamo vivendo, perché troppo spesso sui social e nei media circolano giudizi e allarmismi che non corrispondono ai fatti. Dubai e gli Emirati sono un Paese stabile e sicuro. Questo non significa che nella regione non ci siano tensioni geopolitiche — sarebbe ingenuo negarlo — ma descrivere la città come se fosse sotto bombardamento è semplicemente falso.
Negli ultimi giorni alcuni forti boati sono stati percepiti anche qui, ma erano causati dai sistemi di difesa emiratini che intercettano missili diretti verso basi militari americane presenti nella regione. Non si è trattato di attacchi diretti contro Dubai, e i danni rilevati sono stati provocati solo dalla caduta dei detriti. Un elemento importante: le autorità degli Emirati Arabi Uniti sono vicine alla popolazione, presenti sul territorio e trasparenti nella comunicazione. La sicurezza dei cittadini è una priorità concreta, e la popolazione viene informata e rassicurata quotidianamente. Una gestione tangibile della sicurezza che, purtroppo, non sempre vediamo altrove.
Molti dei video e racconti che circolano provengono da turisti o persone di passaggio. Questo contribuisce a diffondere un clima di paura che non riflette la realtà di chi vive qui ogni giorno. Qui lavoriamo, paghiamo le nostre case, cresciamo famiglie e costruiamo la nostra vita come chiunque altro nel mondo. Chi vive all'estero resta cittadino italiano e mantiene tutti i diritti che ne derivano. È necessario chiarire anche un altro punto: le notizie che circolano sui media italiani, compresi TG e giornali, spesso descrivono falsamente l'assistenza dello Stato ai cittadini all'estero. La verità è che lo Stato italiano non sta intervenendo per i residenti, ma offre supporto solo ai turisti. I voli disponibili devono essere acquistati di tasca propria, e ottenere un biglietto non è affatto semplice. Chi racconta il contrario dà un'informazione incompleta e fuorviante.
Le ambasciate esistono proprio per assistere e tutelare i cittadini italiani all'estero. Chi è residente fuori dall'Italia è iscritto all'AIRE e continua ad avere un legame amministrativo con il proprio comune di origine. Vivere all'estero non significa smettere di essere cittadini italiani. Nessuno pretende privilegi o voli gratuiti. Ma chiedere informazioni chiare, aggiornamenti e supporto istituzionale è un diritto legittimo di qualsiasi cittadino italiano, ovunque si trovi nel mondo.
Prima di giudicare o alimentare allarmismi, forse sarebbe utile informarsi meglio e ascoltare chi vive davvero questi luoghi ogni giorno. Il mondo è molto più complesso di quanto appare da un video o da un commento online. Vivere all'estero non significa smettere di essere italiani.
Lettera firmata
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