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Territorio

“Urlo di dolore…”

Lo sfogo di un infermiere dell’Ospedale di Altamura

Pubblichiamo integralmente una lettera firmata da Michele Lospalluto, infermiere presso il P.O. Unico Altamura ASLBA, pervenuta nel pomeriggio in redazione.
<Le elezioni Regionali e Comunali sono prossime. Non si può dire che il Servizio Sanitario Nazionale, che la Costituzione affida alle Regioni ed ai Comuni (tramite la conferenza dei sindaci) funzioni male: la durata media della vita in Italia è tra le più alte del mondo (per diversi fattori e non solo per il SSN), gli indici di mortalità neonatale ed infantile sono tra i più bassi e così via. In gran parte delle Regioni, tuttavia, i cittadini sono fortemente ostici sulle modalità di erogazione dell'assistenza sanitaria e le ragioni di questa insoddisfazione sono reali: la sanità viene considerata spesso come luogo di occupazione e di potere da parte di partiti, come terreno di conquista di potenti interessi economici (le Regioni spendono il 70-80% del bilancio totale) e, talvolta, anche come brodo di coltura di corruzione e malaffare. Esempi concreti e recenti, a partire dalla nostra Regione, sono sotto gli occhi di tutti. Sono anni che vado denunciando per iscritto e da mesi attraverso i microfoni di Radio Regio il malaffare e quello che non funziona nella sanità del nostro territorio e nella ASL BA. Senza risposte. Questo mio "URLO DI DOLORE" non è un paradosso, ma un paradigma, perché maturato in ambienti dove la sofferenza della malattia è dolore ed il dolore molte volte si esprime con "L'URLO".

Il mio "URLO" proviene dall'anima, dall'angoscia che vivo, come operatore ed utente, per gli ultimi accadimenti di corruzione nella nostra sanità pugliese. Senza aver pretese o aspirazioni a volersi caricare "il mondo addosso" (non è il mio stile) di quanto di devastante sta attraversando la nostra sanità, voglio esprimere o meglio esplicitare pubblicamente questa mia angoscia, questo mio tormento, che vuole esplodere in un grido o meglio "URLO" liberatorio, per cercare di rompere, per usare un ossimoro, un silenzio assordante, che aleggia nei nostri ambienti, tra gli operatori, ma anche a livello di informazione. "L'URLO DI DOLORE" è ancora più forte per i danni che il PAL (piano attuativo locale) appena approvato procurerà al nostro territorio ed in particolare al nuovo ospedale, che stando agli impegni assunti, sarà consegnato entro giugno e dopo tre o quattro mesi di collaudi (1°, 2°, 3° lotto) sarà funzionante. Con molta probabilità con l'inizio del nuovo anno 2011. Quel PAL non prevede, nel piano di investimento triennale 2010-2012, per la ASLBA, un centesimo per le nuove aperture di strutture specialistiche (vedasi PAL-piano degli investimenti cap. VI pag. 283 e 291). Per cui si aprirà nel nuovo anno (speriamo) un ospedale moderno, hi-tech, forse il primo in Puglia da oltre 10 anni, senza quelle specialistiche essenziali previste dal precedente PAL. Pneumologia, neonatologia, neurologia ecc. Un ospedale che è un contenitore, come vado dicendo da anni, e che come contenuto ha la sommatoria del "nulla", quelle poche specialistiche, che da sole non daranno qualità e quindi credibilità e fiducia all'utenza. Infatti nel 2009 calano i ricoveri di circa 3000 unità rispetto all'anno precedente, cala anche l'attività "produttiva" del 15-20%, come nel precedente anno.
La mancanza di fiducia è dovuta alle lunghe liste di attesa, 6-8 mesi per un ecocardiogramma, 5 mesi per una visita ortopedica, per un'ecografia pelvico-renale si aspetta al 2013. Non parliamo della riabilitazione, dove si aspetta, se va bene, oltre 1 anno. In maniera criminosa si nega la logoterapia ad un bambino i cui genitori sono costretti a servirsi di terapisti a pagamento dissanguando il già precario bilancio familiare. Quindi diritti negati ai bambini, come ha fatto anche l'amministrazione del Comune di Altamura ad un altro bambino, dopo due sentenze perse. Quel PAL può mettere a rischio i LEA (livelli essenziali di assistenza) sul nostro territorio e, senza le nuove aperture di strutture specialistiche, coprirà appena il 50% dei posti letto del nascente ospedale. Un grave rischio di fallimento a 13 anni dalla sua prima pietra, a più di trenta dal suo progetto originario e, soprattutto, offenderà la memoria di quel grande uomo e Politico che più si è battuto, che più ci ha creduto, quel Fabio Perinei del quale, in questi giorni, ricorre il primo anniversario della sua dipartita e a cui, proprio in questi giorni, la Direzione della ASLBA ha deliberato la intitolazione di quell'ospedale. Ricordo che anche le specialistiche presenti sono sofferenti. Un infartuato molto spesso viene trasferito in altri presidi, con gravi rischi, perché la nostra struttura non è ancora (è da 5 anni che lo strumento è abbandonato, costato decine di migliaia di euro) in grado di fare l'emodinamica, in particolare la coronarografia per fare diagnosi certa. In verità ci sono come al solito professionalità non utilizzate. Eppure ci sono molti giovani medici che non vengono messi in condizione di mettere in campo le proprie conoscenze professionali. Altrettanto vale per la rianimazione, dove la mancanza di un dirigente, con nomina non provvisoria, migliorerebbe quella struttura dal punto di vista organizzativo e degli obiettivi e dei rapporti interni, dando ad essa un ruolo di primo piano e non, come spesso succede, di succursale povera del Policlinico. Le vicende molto conflittuali in ostetricia sono note a tutti, dove continua un clima fatto di tensioni, lettere anonime e di legali. Anche qui le ricadute sulla struttura sono il calo vertiginoso di attività, con la conseguente mobilità passiva verso altre strutture.
Troppi sono e sono stati gli interessi in campo, parlo di quelli economici, la causa di tutti i mali. Ma anche qui l'assenza di provvedimenti della Direzione Generale Aziendale ha fatto il resto. Come pure per la chirurgia dove, e per questioni strutturali (sale operatorie inadeguate ed insufficienti) e per i soliti ed eterni conflitti, oltre ad una gestione delle liste di attesa per gli interventi, a dir poco fuori dalle regole (le regole ci sono ma sono baypassate), la sommatoria delle due chirurgie di Altamura e Grumo non ha portato più ricoveri e più interventi. Ma anche qui, moblità passiva. Altro "URLO DI DOLORE" una ortopedia quasi svuotata di medici, con rischio chiusura nella passata estate, con forte mobilità passiva, che finalmente assume due giovani medici. Ma invece di "coltivarli", come si fa per una politica sanitaria futura, costringe il primo giovane medico ad andarsenealtrove (ricordo che circa un anno fa è andato via un altro giovane medico) e forse il secondo a breve. Ecco la fuga di giovani medici (anche la chirurgia ne ha perso uno un anno fa), anche qualificati, è l'altro problema della sanità di questo territorio. Ovvero, dice qualcuno, paghiamo i costi della dissennata e maledetta politica "Tedeschiana". Può essere, ma quando non si fanno i concorsi per dirigere le strutture e gli stessi stanno fermi da anni, ma poi si danno incarichi di dirigente in forte contrasto con il regolamento che la stessa ASLBA si è dato, si registra nella più grande ASL d'Italia, a tre anni dalla sua istituzione, una disorganicità, una frammentazione ancora in ex BA 2, ex BA3 ecc., una resistente dissipazione del personale di diverso profilo, si constata una obsolescenza ed una refrattarietà di una dirigenza alle innovazioni tecnologiche, per la fattispecie informatica, riferita a tutta la gestione degli avvisi pubblici e selezioni interne per incarichi, con il risultato che per una graduatoria (l'ultimo quello degli infermieri a 2 mesi dalla scadenza non è stata formulata la graduatoria, aggravando la già grave carenza) si aspettano mesi, per une selezione interna anni, allora diventa un sistema che ha seri problemi culturali. Non c'è una cultura di servizio, non c'è quello che chiamiamo "il bene comune", c'è dell'altro. Infatti nel nostro ospedale, con il cambio del Direttore Amministrativo, non è cambiato nulla o quasi.
Non c'è un ufficio rivalse per recuperare tickets non pagati e restituire quelli non dovuti. Continuano ad operare ditte, società ed associazioni non autorizzate. Delle spese ed acquisti fatti, con procedure molto discutibili, dal precedente dirigente, si parla di 700 mila euro per la sola cancelleria, il silenzio è assoluto, nessun provvedimento è in atto. Anzi quel dirigente è stato premiato con il trasferimento presso il P.O. di Putignano. Di contro ci sono ambulanze parcheggiate in ospedale, quindi inutilizzate, perché non sottoposte a manutenzione per il mancato pagamento delle fatture alle ditte preposte. Ma in un paese, in una Regione, in una realtà come la nostra, dove ci sono Direttori agli arresti domiciliari, dirigenti indagati con richiesta di arresto fortemente saldi alla poltrona, si può chiedere moralmente di staccarsi da quella poltrona? Qui nasce il solito dilemma. Cosa si può pretendere dal lottizzato, se il lottizzatore quando viene beccato con le mani nella marmellata rimane legato saldamente alla sua poltrona, dando un cattivo segno di moralità. Ed è proprio in questa caduta "culturale, in questo vuoto di fiducia, che si inseriscono lestofanti, incantatori di promesse, rappresentanti di OO.SS. che hanno manifestato a sostegno di indagati ed arrestati, contribuendo così ad una forte accelerazione del degrado. L'unica speranza che ci resta è che, ad una sanità che cambia in modo importante, nella sua logica di scelte di priorità e nei criteri con cui si prendono decisioni "politiche", il mondo professionale medico, ed in particolare quello infermieristico di cui faccio parte, risponda non solo concentrandosi sugli aspetti contrattuali (con la recessione e l'attacco ai salari è comprensibile), in particolare gli infermieri si occupano più di mantenere posizioni organizzative, ma con il proporre o sperimentare in modo autonomo contenuti o proposte adeguate ai cambiamenti. Ma nella nostra Regione la candidatura alle prossime elezioni del massimo rappresentante dell'IPASVI può fortemente minare questa autonomia, confondendo ruoli e funzioni. Alcune proposte:Liste di attesa: accesso diretto alle prestazioni specialistiche di maggior necessità, quelle utilizzate a fine diagnostico e non per controllo. I medici di base contattano direttamente gli specialisti. La scelta del cittadino di farsi operare o visitare a pagamento (la cosiddetta intramoenia) non deve costituire privilegio di priorità, ma di scelta del professionista. Come prevede l'ultima legge della Regione Toscana, che in questo caso propongo di allargare anche alle visite specialistiche e non solo agli interventi.
Nel caso di visite per controllo, ogni ASL deve riportare in maniera chiara e trasparente sul proprio sito i tempi di attesa per ogni specialistica, aggiornato ogni tre mesi, come fanno molte Regioni compresa la vicina Basilicata.Incarichi per direzione di strutture complesse e semplici: va difeso il diritto della Regione ad imporre il rapporto esclusivo ai medici incaricati. Non è possibile che gli stessi siano concorrenti nella stessa struttura che dirigono. I medici usufruiscono una indennità ad hoc per questo rapporto.Lottizzazioni e fenomeni degenerativi: la nomina dei Direttori Generali per appartenenza politica, rappresenta con i poteri loro attribuiti di nomina dei Direttori medici di struttura, il fenomeno più degenerativo della sanità del nostro paese. E' facile che con questi poteri siano condizionati dalle grandi case farmaceutiche e dalle multinazionali delle attrezzature. Uno strumento di controllo è sicuramente, con le evidenze scientifiche, il governo clinico, composto da operatori che determinano la direzione politica della sanità, liberandola dai poteri assoluti dei Direttori Generali e dalla cappa del sottofinanziamento. Nel piano della salute avevo proposto che venisse istituito un ufficio regionale.La partecipazione dei cittadini: si parla spesso della centralità dei cittadini nel percorso assistenziale, nella difesa del diritto alla salute. Ma sempre più spesso, lo stesso è vittima della burocrazia. Dagli orari di accesso alle strutture, agli orari assurdi nella somministrazione dei pasti, che sono solo funzionali all'organizzazione interna. Si potrebbero sperimentare strutture aperte, con la partecipazione di singoli cittadini ed associazioni di volontariato.
Il cittadino riceverebbe miglioramenti. Il consenso informato non può essere ridotto ad un'azione burocratica con un modulo, ma deve essere un'azione di presa di coscienza, con un'informazione corretta del suo diritto ad accattare o rifiutare una prestazione.Alcune di queste proposte, che non hanno pretese di "fare rivoluzioni" men che meno quelle "gentili" sono già state fatte dall'associazione "SALUTE PUBBLICA" e vogliono essere un contributo minimo a migliorare la sanità nella nostra Regione. Che questo "URLO DI DOLORE" al contrario di quello espresso nel quadro dall'impressionista EDWARD MUNCH nel 1885, non rimanga sordo e che venga avvertito da cittadini, amministratori, istituzioni politiche e soprattutto dagli operatori, fino ad ora agnostici, quasi apatici. E che "L'URLO" non venga interpretato solo "DOLORE" liberatorio o peggio l"URLO" che diviene il solo modo per guarire dentro di sé, ritrovandosi angoscia ed impotenza. Grazie per la sensibilità di avermi letto.
Altamura 01 Marzo 2010
Michele Lospalluto
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