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Territorio

Parco degli Ulivi: parola al Comitato

"La Soprintendenza è intervenuta grazie alla nostra segnalazione"

I cittadini del Comitato Salviamo il Parco degli Ulivi non si arrendono, decisi a raccontare la propria versione dei fatti, nella giornata di mercoledì hanno convocato una conferenza stampa per spiegate il proprio punto di vista.
L'esigenza di incontrare la stampa è nata dopo aver letto sugli organi di stampa alcune ricostruzioni fornite dalla ditta Segeco rappresentata dal proprio legale e da tecnici e legali della proprietà Cannito, circa i ritrovamenti di reperti di interesse storico.

Secondo il Comitato, composto da residenti del quartiere e da cittadini attivi, la realtà è ben diversa da come hanno voluto far credere.

«Senza il nostro intervento deciso e tempestivo di giovedì scorso - ha tenuto a rimarcare Rosa Lillo - non avremmo mai saputo nulla del ritrovamento di questi reperti».

Infatti, sono stati proprio i residenti che hanno aderito al comitato, a dare notizia dei ritrovamenti archeologici, da quel momento è partita una attività di controllo sulle operazioni di cantiere, fatta da una presenza costante, monitorando anche dall'alto con l'ausilio di binocoli.

L'area oggetto di intervento, rientra in una zona sensibile, che ha portato la Soprintendenza a disporre, nella fase di autorizzazione del progetto, una serie di prescrizioni, una tra tutte quella di procedere agli scavi in presenza di un archeologo scelto da una lista della Soprintendenza ma chiamata dalla ditta Segeco.

«Abbiamo osservato le attività, e, nonostante fossero stati rinvenuti i primi reperti, pur in presenza dell'archeologo, il lavoro di cantiere proseguiva regolarmente con mezzi pesanti in costante movimento sull'area - ha continuato Rosa Lillo - alla luce di questa situazione abbiamo deciso di allertare la Polizia Municipale, intervenuta tempestivamente, i Carabinieri ed il Soprintendente Larocca, e solo in quel momento si è messo in moto il meccanismo che ha portato alla sospensione dei lavori».

Parole di fuoco anche nei confronti del Sindaco Forte che, secondo il Comitato, nel sopralluogo effettuato venerdì 10 giugno, non solo avrebbe rilasciato dichiarazioni affrettate sul valore dei ritrovamenti, ma addirittura avrebbe offeso alcuni aderenti al Comitato, tant'è che si sta valutando l'ipotesi di sporgere querela nei confronti del Primo Cittadino.

Durante l'incontro con la stampa, inoltre dal comitato è giunto anche un mea culpa per quanto accaduto sui terreni della proprietà Cannito, ricadenti anch'essi all'interno del Suolo Rossi.

«Presi dalla attività di Segeco - ha concluso Rosa Lillo - non abbiamo portato avanti la stessa mobilitazione quando sono stati effettuati gli scavi sul suolo nella proprietà Cannito, é nonostante i ritrovamenti avvenuti, non sono stati fermati i lavori. Tant'è vero che oggi sono già stati edificati tre piani, ma anche su questo fronte, il Comitato attende la relazione dalla Sovrintendenza sui reperti rinvenuti ».

Sulle criticità di natura tecnica riscontrate sugli atti, è intervenuto l'Arch. Nunzio Perrucci, il quale ha focalizzato l'attenzione del suo intervenuto sulla destinazione d'uso. In particolare, le destinazioni d'uso per l'area del Parco degli Ulivi, appartenente a privati, sono definite nel Piano Regolatore Generale. Su di esso, a detta del Comitato, è possibile realizzare attrezzature di servizio pubblico (scuole superiori, caserme, ecc).
Il progetto, invece propone non precisati "servizi relativi alla vita sociale e culturale", richiamando una categoria generica che non indica nulla impedendo ogni verifica attuale o futura, facendo riferimento a generiche "attività aperte al pubblico", che nulla hanno a ch vedere con quelle che offrono servizi per la comunità.

Nino Perrone, infine, ha precisato che l'iniziativa del Comitato Salviamo il Parco degli Ulivi, intende salvaguardare il principio di legalità in una città in cui questo principio si è ormai perso da anni, e non ha nulla contro le imprese ed i proprietari delle aree.

«Prima di rivolgerci al Tar - ha concluso Perrone - abbiamo provato ad interloquire con la politica ma alle nostre proposte, sono seguiti gli insulti».

Al Tar, sono stati presentati due differenti ricorsi, in quanto su quelle aree, a parere dei ricorrenti, sono stati rilasciati due permessi con destinazioni d'uso che non sono compatibili con le norme urbanistiche.

In conclusione, il Comitato Salviamo il Parco degli Ulivi, ha rinnovato le richieste già avanzata all'Amministrazione Comunale di procedere ad un esproprio al prezzo di mercato, che riconosca quanto dovuto alla proprietà, in alternativa la proposta di delocalizzare l'intervento, realizzando una scuola, in un quartiere periferico come quello di Trentacapilli.

E' andata in scena, dunque, l'ennesima puntata del romanzo chiamato "Parco degli Ulivi" e, dai toni usati dalle parti, abbiamo l'impressione che la risoluzione della vicenda è, di fatto, lontana.
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