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Assistenza domiciliare, ore ridotte contro la volontà dei comuni

Gravina contro l’ufficio di piano, il sindaco minaccia il commissariamento

Il Comune di Gravina torna a scrivere all'ufficio di piano e minaccia di avviare le procedure per chiedere il commissariamento del piano sociale di zona.

La notizia arriva direttamente da palazzo di città dove non hanno gradito la scelta di ridurre da 4 a 1 le ore settimanali di cure domiciliari integrate in favore di persone affette da disabilità. Una scelta annunciata già nei mesi scorsi a causa degli imponenti tagli al sistema assistenziale regionale.
Tuttavia dal comune gravinese parte l'accusa rivolta all'ufficio del piano sociale di zona di aver assunto la medesima decisione "in piena autonomia e in totale difformità rispetto agli indirizzi espressi dai Comuni e formalizzati in seno al Coordinamento Istituzionale".
L'autore dell'ennesimo richiamo partito da Gravina e Rivolto alla vicina Altamura in qualità di città capofila dal Piano sociale di Zona porta la firma del consigliere comunale Giovanni Carbone.
L'insofferenza gravinese era stata formalizzata già a fine anno, all'indomani della decisione, presa il 29 dicembre, di comprimere ulteriormente il servizio di assistenza domiciliare. "Un provvedimento – lamenta Carbone – adottato dall'Ufficio di Piano in piena autonomia ed in totale difformità rispetto a quanto invece stabilito in sede di Coordinamento istituzionale. Dai verbali, in particolare da quello relativo alla riunione del 26 ottobre 2015, risulta infatti chiaramente la richiesta di ripristinare le ore di assistenza domiciliari disabili o almeno di tenerle a 4 ore settimanali".

"Nei fatti – prosegue Carbone – il Coordinamento Istituzionale è stato privato del suo compito di indirizzo e controllo, essendo stati gli orientamenti esplicitamente formulati, stravolti dalle misure prese dall'Ufficio di Piano. In proposito, è il caso di ricordare che nel corso dell'incontro tenutosi a Bari il 21 dicembre su espressa richiesta del Comune di Gravina, al quale prese parte il sindaco Alesio Valente, d'intesa con la dirigente Candela venne stabilito di attivare, a tutela degli standard del servizio, anche ulteriori risorse non utilizzate e coerenti con gli stessi".
Una richiesta a quanto pare rimasta inascoltata.
«Inevitabilmente – aggiunge Carbone – non possiamo che manifestare la nostra ferma contrarietà al comportamento dell'Ufficio di Piano ed alle misure varate, rispetto alle quali si sollecita con forza un immediato, urgente ripensamento, dato che esse presentano conseguenze gravi sotto il profilo del rispetto del diritto alla salute e del principio di uguaglianza".

Da ultimo il consigliere avanza la richiesta "di convocazione urgente del Coordinamento Istituzionale per una radicale verifica e rimodulazione delle schede di dettaglio del Piano di Zona e di un'ancor più celere modifica degli atti pianificati con decorrenza dal primo gennaio".
In coda alla vicenda arriva da palazzo di città una esortazione da parte del sindaco Valente al proprio collega altamurano: "Confido che il mio collega Giacinto Forte, nella sua veste di presidente del Coordinamento saprà imprimere un cambiamento radicale a questo andazzo: l'Ufficio di Piano ormai agisce senza più alcun rapporto con le realtà istituzionali, ignorandone anzi le direttive e senza curarsi nemmeno di dare risposta a chiarimenti e sollecitazioni, come quelli da noi ripetutamente richiesti in ordine all'attivazione del progetto "Home care premium". Una situazione ormai al limite della tollerabilità: in mancanza di un'inversione di rotta, faremo sentire la nostra voce. Se necessario, anche attivando le procedure propedeutiche al commissariamento".
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