
Scuola e Lavoro
Natuzzi: parte confronto per evitare licenziamenti e chiusure
Previsti 479 esuberi e la chiusura degli stabilimenti di Altamura e Santeramo Jesce
Altamura - venerdì 9 gennaio 2026
14.39
Si è svolto oggi in Regione Puglia il confronto tra Natuzzi, istituzioni e parti sociali convocato dopo l'annuncio dell'azienda del 22 dicembre scorso del nuovo piano industriale comprendente 479 esuberi e la chiusura di due sedi produttive, ad Altamura (Graviscella) e a Santeramo (Jesce). Alla riunione hanno partecipato anche il presidente della Regione Antonio Decaro e l'amministratore unico Pasquale Natuzzi.
Nel corso dell'incontro l'azienda ha confermato i pilastri del piano industriale, dichiarandosi "disponibile a valutare le sollecitazioni dei sindacati". Sul fronte licenziamenti e chiusure non ci sono state risposte definitive ma l'apertura ad un confronto serrato. Sono stati annunciati tavoli tecnici, da condurre "strumento per strumento", sotto la regia della Regione Puglia in raccordo con i Ministeri delle imprese e del lavoro, con Invitalia, al fine di valutare un accompagnamento allo sviluppo industriale.
Da parte sindacale, oltre ad apprezzare l'intervento della Regione rispetto alla vertenza, la richiesta è di sollecitare l'azienda a presentare in tempi rapidi il nuovo progetto industriale, mettendo in sicurezza occupazione e produzione, con misure concrete per saturare la capacità degli stabilimenti italiani, incentivare il rientro delle produzioni all'estero e scongiurare qualunque ipotesi di chiusura, senza alcun azione unilaterale dell'impresa.
I prossimi passaggi, come comunicato dalle istituzioni, prevedono l'avvio già dalla prossima settimana dei tavoli tecnici regionali con l'azienda e, a seguire, la ripresa del negoziato con le organizzazioni sindacali. Il 27 gennaio è fissato un nuovo incontro in Regione Puglia e il 4 febbraio l'incontro al Ministero delle imprese a Roma che è stato anticipato (la precedente data era fissata al 25 febbraio) per fare il punto complessivo con il coinvolgimento del Ministero del Lavoro e di Invitalia.
Nel corso dell'incontro l'azienda ha confermato i pilastri del piano industriale, dichiarandosi "disponibile a valutare le sollecitazioni dei sindacati". Sul fronte licenziamenti e chiusure non ci sono state risposte definitive ma l'apertura ad un confronto serrato. Sono stati annunciati tavoli tecnici, da condurre "strumento per strumento", sotto la regia della Regione Puglia in raccordo con i Ministeri delle imprese e del lavoro, con Invitalia, al fine di valutare un accompagnamento allo sviluppo industriale.
Da parte sindacale, oltre ad apprezzare l'intervento della Regione rispetto alla vertenza, la richiesta è di sollecitare l'azienda a presentare in tempi rapidi il nuovo progetto industriale, mettendo in sicurezza occupazione e produzione, con misure concrete per saturare la capacità degli stabilimenti italiani, incentivare il rientro delle produzioni all'estero e scongiurare qualunque ipotesi di chiusura, senza alcun azione unilaterale dell'impresa.
I prossimi passaggi, come comunicato dalle istituzioni, prevedono l'avvio già dalla prossima settimana dei tavoli tecnici regionali con l'azienda e, a seguire, la ripresa del negoziato con le organizzazioni sindacali. Il 27 gennaio è fissato un nuovo incontro in Regione Puglia e il 4 febbraio l'incontro al Ministero delle imprese a Roma che è stato anticipato (la precedente data era fissata al 25 febbraio) per fare il punto complessivo con il coinvolgimento del Ministero del Lavoro e di Invitalia.
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