Campo 65 - foto di Piero Amendolara
Campo 65 - foto di Piero Amendolara
Territorio

Settembre dedicato alle memorie di guerra

Con le storie del campo di prigionia, tra incontri ed appuntamenti culturali

Tra Altamura e Gravina sorgeva il più grande campo di prigionia italiano della seconda guerra mondiale. Di circa ottanta edifici, tra i quali alcuni manufatti di servizio, restano una dozzina di baracche in rovina, compresa la palazzina comando. Il suo nome per esteso era "Campo per prigionieri Nr.65 Gravina" (o "Campo 65"), ubicato comunque in territorio di Altamura, lungo l'attuale strada statale 96 e nei pressi dell'ospedale della Murgia. Era stato programmato per ospitare 12mila persone in tutto. Vi passarono nel periodo 1942-43 oltre 9000 prigionieri (era la capienza massima, ma considerando il turnover transitarono almeno 3-4 volte tanto), soprattutto del Commonwealth britannico, provenienti dai fronti della guerra d'Africa.

L'area è da oltre 10 anni di proprietà comunale. L'associazione Campo 65 ha organizzato ad Altamura per tutto il mese di settembre "Storie dal campo, rassegna internazionale su luoghi e memorie del Novecento", con l'obiettivo di proseguire nell'azione di riscoperta, conoscenza, tutela, recupero già intrapresa da qualche anno, di quello e di altri luoghi significativi del cosiddetto "secolo breve", ma anche nell'opera di approfondimento delle storie di vita dei prigionieri, dei soldati e dei carabinieri che li tenevano in custodia e dei rapporti con la popolazione locale.

La manifestazione verrà presentata dopodomani; prima con una conferenza stampa alle 10.30 proprio nella suggestiva area del Campo (con gli interventi di Giuliano De Felice, archeologo, docente dell'Università di Foggia, che in estate ha già coordinato una prima breve e sperimentale campagna di scavi e di ricerca e con il presidente dell'associazione Campo 65 Domenico Bolognese); quindi alle ore 18.30 nel casale Cagnazzi (sulla strada comunale esterna San Tommaso) la rassegna verrà presentata al pubblico, e nel corso della serata sono previste la proiezione di un documentario di Gianfranco Maiullari e, in collaborazione con il Festival Suoni della Murgia, l'esecuzione di brani musicali originali interpretati da Maria Moramarco e Luigi Bolognese e le memorie di prigionieri lette da Angelo Michele Di Donna e musicate da Luigi Bolognese.

Nel corso del mese sono stati programmati un ciclo di incontri e convegni, giornate di studio, escursioni, anche in bici, attività di recupero e pulizia dell'area, dibattiti sul futuro del campo e sulla sua salvaguardia, testimonianze dei discendenti dei prigionieri, visite guidate, mostre, performance, spettacoli, arte. Previsti anche la presentazione di un concorso di idee e un significativo rito interreligioso poiché nel campo si incrociarono esperienze umane di diversa estrazione culturale. La prima edizione della rassegna è dedicata al tema "Prigionieri di guerre". Il programma sarà pubblicato nella nostra agenda.

Negli stessi luoghi, negli anni '50 e primi '60 , furono accolti e ospitati migliaia di esuli del confine orientale italiano.
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