
Associazioni
Referendum: incontro per il no
Organizzato dal comitato "Giusto dire No"
Altamura - venerdì 30 gennaio 2026
13.38
Il 22 e il 23 marzo 2026 si voterà per il referendum costituzionale sulla giustizia sulla separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. La riforma è stata approvata dal Parlamento. Si tratta di un referendum confermativo: a differenza di quello abrogativo, con cui si intende eliminare una norma già in vigore, per "confermare" non occorre il quorum del 50% + 1 dei votanti. Pertanto, si procederà al conteggio dei voti validamente espressi indipendentemente se abbia partecipato o meno alla consultazione la maggioranza degli aventi diritto.
Questo pomeriggio, alle ore 19.00, nel LiberHub in viale Martiri - angolo via Ottavio Serena si tiene un incontro organizzato dal comitato "Giusto dire NO" per approfondire le motivazioni relative alla riforma Nordio.
Intervengono:
l'avvocato Nicolas De Noia;
Claudia Mazzilli, referente del coordinamento per la democrazia costituzionale;
il magistrato Marco Guida;
il magistrato Marco Nuzzi che apre e modera l'incontro.
Secondo il comitato "Giusto dire NO", che è stato costituito a livello nazionale dall'Anm (associazione nazionale magistrati). Secondo il comitato: "la riforma della giustizia del Governo Meloni mina alla radice l'autonomia del potere giudiziario spaccando e depotenziando il CSM, l'organo che ne garantisce l'indipendenza dalla politica".
Questo pomeriggio, alle ore 19.00, nel LiberHub in viale Martiri - angolo via Ottavio Serena si tiene un incontro organizzato dal comitato "Giusto dire NO" per approfondire le motivazioni relative alla riforma Nordio.
Intervengono:
l'avvocato Nicolas De Noia;
Claudia Mazzilli, referente del coordinamento per la democrazia costituzionale;
il magistrato Marco Guida;
il magistrato Marco Nuzzi che apre e modera l'incontro.
Secondo il comitato "Giusto dire NO", che è stato costituito a livello nazionale dall'Anm (associazione nazionale magistrati). Secondo il comitato: "la riforma della giustizia del Governo Meloni mina alla radice l'autonomia del potere giudiziario spaccando e depotenziando il CSM, l'organo che ne garantisce l'indipendenza dalla politica".
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