
Ospedale e sanità
Liste di attesa: anticipare la visita? c'è chi dice no
I primi dati del programma di abbattimento
Altamura - venerdì 13 febbraio 2026
20.21
E' in atto il piano di abbattimento delle liste di attese in Puglia. La prima delle attività che viene svolta è il richiamo del paziente a cui viene rivolto l'invito ad anticipare la visita. Sette su dieci in media accettano.
I dati dall'inizio del mese di febbraio: sono state richiamate complessivamente 26.190 persone, di cui 21.701 per prestazioni specialistiche e 4489 per ricoveri.
Circa il 30% non accetta. Vediamo perché con le percentuali di questa settimana. Sono state 3053 le persone che hanno detto no ad anticipare le visite e gli esami diagnostici. Dal 9 al 12 febbraio sono state contattate 10.325 persone per anticipare visite ed esami e 1369 per anticipare il ricovero. 1200 persone sono le persone che sono risultate irreperibili.
Il 64% (1981 persone) di chi ha rifiutato l'anticipo della prestazione sanitaria, ha dichiarato di voler confermare la data precedentemente fissata. Il 21% ha detto di aver già ottenuto la prestazione in una struttura diversa rispetto a quella in cui era in lista d'attesa. Per il 7% la prestazione non era più necessaria. Nell'8% dei casi non è disponibile la motivazione.
Durante una riunione che si è tenuta oggi è emerso anche che alcune Asl sono a buon punto nel recupero delle liste d'attesa con priorità U e B rispetto al target di 124.320 prestazioni entro giugno 2026. A tal riguardo il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, ha ricordato a tutti la necessità di lavorare contemporaneamente all'erogazione delle prestazioni Urgenti e Brevi richieste nell'anno in corso, per rendere effettivi nel tempo i risultati ottenuti con il piano di recupero. L'attività di verifica dell'appropriatezza prescritta continuerà nelle prossime settimane, anche in virtù del fatto che nelle ultime settimane si è registrato un aumento delle richieste di prestazioni con codice U e B.
I dati dall'inizio del mese di febbraio: sono state richiamate complessivamente 26.190 persone, di cui 21.701 per prestazioni specialistiche e 4489 per ricoveri.
Circa il 30% non accetta. Vediamo perché con le percentuali di questa settimana. Sono state 3053 le persone che hanno detto no ad anticipare le visite e gli esami diagnostici. Dal 9 al 12 febbraio sono state contattate 10.325 persone per anticipare visite ed esami e 1369 per anticipare il ricovero. 1200 persone sono le persone che sono risultate irreperibili.
Il 64% (1981 persone) di chi ha rifiutato l'anticipo della prestazione sanitaria, ha dichiarato di voler confermare la data precedentemente fissata. Il 21% ha detto di aver già ottenuto la prestazione in una struttura diversa rispetto a quella in cui era in lista d'attesa. Per il 7% la prestazione non era più necessaria. Nell'8% dei casi non è disponibile la motivazione.
Durante una riunione che si è tenuta oggi è emerso anche che alcune Asl sono a buon punto nel recupero delle liste d'attesa con priorità U e B rispetto al target di 124.320 prestazioni entro giugno 2026. A tal riguardo il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, ha ricordato a tutti la necessità di lavorare contemporaneamente all'erogazione delle prestazioni Urgenti e Brevi richieste nell'anno in corso, per rendere effettivi nel tempo i risultati ottenuti con il piano di recupero. L'attività di verifica dell'appropriatezza prescritta continuerà nelle prossime settimane, anche in virtù del fatto che nelle ultime settimane si è registrato un aumento delle richieste di prestazioni con codice U e B.
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