Assistenza domiciliare
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Ospedale e sanità

Anche sull'assistenza sanitaria si abbatte aumento dei costi

La Regione aumenta le tariffe delle prestazioni socio-sanitarie. "Non ricadono su famiglie"

Approvate dalla Giunta regionale della Puglia le tariffe regionali relative alle prestazioni residenziali, semiresidenziali, ambulatoriali, domiciliari in riferimento all'Assistenza Sociosanitaria in favore di soggetti non autosufficienti, disabili, persone con disturbi mentali e dello spettro autistico, persone affette da dipendenze patologiche, soggetti in età evolutiva, persone nella fase terminale della vita e a cui sono applicate le misure di sicurezza, che verranno applicate dal 1 ottobre 2022 nei confronti di tutti i posti oggetto di accordo contrattuale con le Aziende Sanitarie Locali o di tutti i posti occupati da utenti ai quali le Aziende Sanitarie Locali riconoscono la quota sanitaria.

Questa delibera nasce dalla necessità di aggiornare e revisionare le tariffe regionali per le strutture sanitarie e sociosanitarie territoriali e di adeguarle ai maggiori costi che tali strutture stanno sostenendo a causa della pandemia e del rincaro dei materiali e delle utenze. Il provvedimento approvato rende uniforme il sistema tariffario regionale territoriale in merito alla metodologia di calcolo, con l'obiettivo di rendere oggettiva la determinazione degli importi di singole voci di costo (costo del personale, vitto, pulizie, lavanolo), tenendo conto degli ulteriori e maggiori costi che le strutture sostengono per vincoli di legge e per altre spese generali (utenze, spese amministrative, manutenzione impianti e attrezzature, manutenzione/fitto immobile).

L'assessore regionale alla sanità, Rocco Palese, ha dichiarato che sono stati aumentati ben 36 profili di prestazioni socio-sanitarie senza ulteriori aggravi per le famiglie. Per ciò che attiene le tariffe per i disabili, che erano stabilite per il 50 per cento a carico dell'Asl e per il 50 per cento a carico delle famiglie, con le nuove tariffe il 70 per cento passa a carico dell'Asl e il restante 30 per cento alle famiglie. "In un unico caso che riguarda le RSA per anziani, siccome sono inserite nel decreto Lea, la Regione Puglia ha dovuto necessariamente adeguarsi a quanto stabilito dal decreto ministeriale, prevedendo il 50 per cento a carico delle Asl e il 50 per cento a carico delle famiglie", ha spiegato.

"L'adeguamento odierno delle tariffe quindi non comporta maggiori spese per le famiglie ma solo un incremento da parte della Regione Puglia pari a 25 milioni e 300 mila euro", ha aggiunto l'assessore.
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