
Mostre
Archeologia del contemporaneo nel campo 65: mostra nel Palazzo Baldassarre
venerdì 20 febbraio 2026 fino a domenica 29 marzo Evento in corso
Dal 20 febbraio (con inaugurazione alle ore 18:00) al 29 marzo, dal martedì alla domenica (10:00–13:00 / 15:00–18:00), nel Palazzo Baldassarre (Museo dell'Uomo di Altamura - MUdA) è aperta la mostra "Archeologia a Campo 65 – Tracce di guerra, resistenza, accoglienza, pace."
Ideata e curata dal prof. Giuliano De Felice, archeologo dell'Università di Bari "Aldo Moro", la mostra giunge ad Altamura dopo un primo allestimento al Museo Civico di Bari nell'autunno 2025. È promossa dall'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" – Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica, in collaborazione con l'Università di Foggia e Campo 65 APS, con il patrocinio del Comune di Altamura e della Città Metropolitana di Bari.
La mostra nasce all'interno di un progetto di archeologia del contemporaneo avviato nel 2021 e tuttora in corso nel sito dell'ex campo di prigionia PG 65, il più grande campo per prigionieri di guerra costruito in Italia durante la Seconda guerra mondiale.
Tra le masserie e gli altipiani dell'Alta Murgia, dove il paesaggio sembra immobile e senza tempo, riaffiorano i resti di una storia recente: quella di Campo 65, che nei suoi 31 ettari arrivò a ospitare quasi 9.000 prigionieri, in gran parte britannici, sudafricani e neozelandesi catturati in Africa a partire dal 1942.
Il sito, divenuto nel dopoguerra base logistica, campo alleato e poi Centro Raccolta Profughi, è oggi riconosciuto come bene di interesse storico (vincolo ministeriale 2017).
Oggi, grazie alle indagini e agli scavi condotti dalle Università di Bari e Foggia, Campo 65 è un luogo di memoria condivisa, dove rovine e reperti raccontano guerre, resistenze, accoglienze e nuovi inizi.
La mostra conduce il visitatore in questo viaggio attraverso pannelli didattici, reperti archeologici, plastici ricostruttivi e materiali audiovisivi, offrendo una prospettiva inedita sulla memoria materiale della guerra e sulle riconversioni di un luogo simbolico della Murgia.
La mostra è stata realizzata con il contributo dei progetti:
Ideata e curata dal prof. Giuliano De Felice, archeologo dell'Università di Bari "Aldo Moro", la mostra giunge ad Altamura dopo un primo allestimento al Museo Civico di Bari nell'autunno 2025. È promossa dall'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" – Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica, in collaborazione con l'Università di Foggia e Campo 65 APS, con il patrocinio del Comune di Altamura e della Città Metropolitana di Bari.
La mostra nasce all'interno di un progetto di archeologia del contemporaneo avviato nel 2021 e tuttora in corso nel sito dell'ex campo di prigionia PG 65, il più grande campo per prigionieri di guerra costruito in Italia durante la Seconda guerra mondiale.
Tra le masserie e gli altipiani dell'Alta Murgia, dove il paesaggio sembra immobile e senza tempo, riaffiorano i resti di una storia recente: quella di Campo 65, che nei suoi 31 ettari arrivò a ospitare quasi 9.000 prigionieri, in gran parte britannici, sudafricani e neozelandesi catturati in Africa a partire dal 1942.
Il sito, divenuto nel dopoguerra base logistica, campo alleato e poi Centro Raccolta Profughi, è oggi riconosciuto come bene di interesse storico (vincolo ministeriale 2017).
Oggi, grazie alle indagini e agli scavi condotti dalle Università di Bari e Foggia, Campo 65 è un luogo di memoria condivisa, dove rovine e reperti raccontano guerre, resistenze, accoglienze e nuovi inizi.
La mostra conduce il visitatore in questo viaggio attraverso pannelli didattici, reperti archeologici, plastici ricostruttivi e materiali audiovisivi, offrendo una prospettiva inedita sulla memoria materiale della guerra e sulle riconversioni di un luogo simbolico della Murgia.
La mostra è stata realizzata con il contributo dei progetti:
- On the Edge. Archaeology and History of Marginal Landscapes of Contemporary Apulia (PRIN Bando 2022)
Finanziato dall'Unione Europea – Next Generation EU – Principal Investigator: Giuliano De Felice - Changes – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society – Spoke 1. Historical Landscapes, Traditions and Cultural Identities
Coordinatore scientifico: Giuliano Volpe
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