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Cronaca

Vito Zaccaria: «Non ho mai favorito nessuno»

L’ex Assessore ai Lavori Pubblici parla con carte alla mano. «Giuseppe Antonio Colonna? Non lo conoscevo»

L'ex assessore ai Lavori Pubblici Vito Zaccaria, indagato nell'inchiesta sui presunti intrecci fra mafia, politica e affari, mostra i documenti che testimonierebbero la sua innocenza. Le carte "incriminate" riguardano la ristrutturazione di un immobile privato. Secondo l'intercettazione, Giuseppe Antonio Colonna, attualmente in carcere per associazione mafiosa nell'ambito della medesima inchiesta, chiama Zaccaria per riferirgli di un parere negativo dell'ufficio tecnico comunale sulla pratica edilizia. A comunicare a Colonna il diniego del Comune è «Nunzio il geometra». Zaccaria risponde: «Fammi chiamare a me, glielo dissi a quel baccalà…». Tutto risale al 14 luglio 2007. Quattro giorni dopo la pratica risulta sistemata. «È falso», controbatte Zaccaria.

Il 5 luglio 2007 dal III Settore del Comune arriva l'ordine di non eseguire i lavori perché la progettazione proposta come ristrutturazione edilizia risulta «ampliamento dell'esistente». Il progetto, infatti, prevedeva la realizzazione di un pergolato strutturale in contrasto con la normativa. Inoltre, dal momento che l'intervento riguardava un immobile condominiale, mancava l'autorizzazione dei comproprietari. Il 23 luglio, il proprietario dell'immobile trasmetteva i nuovi elaborati progettuali. «La pratica era stata interrotta - spiega Zaccaria - il geometra aveva apportato delle integrazioni. Il 31 ottobre 2007 il tecnico comunale e la polizia municipale hanno effettuato un sopralluogo con cui attestano la regolarità del progetto. Dalla pratica viene eliminato il pergolato. Colonna non lo conoscevo - aggiunge - forse il mio numero glielo aveva dato l'imprenditore che si stava occupando della ristrutturazione e che, tra l'altro, è il mio testimone di nozze. Ero stato informato da lui di questa cosa. Quel "baccalà" si riferisce al fatto che gli avevo detto di non fare l'abuso. Non sono mai intervenuto per favorire qualcuno. A testimonianza di questo, il fatto che a settembre Colonna si rivolge ad un'altra persona per farla intervenire sui vigili urbani, stando a quanto si legge nel fascicolo delle intercettazioni. Tra l'altro si trattava di una Dia, dunque non richiedeva il rilascio di un permesso a costruire. La pratica riguardava la ristrutturazione dell'abitazione della moglie di Colonna, ma stiamo parlando di una cosa da poco».

Perché le dimissioni dalla carica di assessore a maggio? «Per motivazioni strettamente politiche», sottolinea Zaccaria. «Di queste vicende non sapevo e non so ancora nulla». Il 6 dicembre scorso, durante la perquisizione nell'abitazione e nel suo studio, Zaccaria era a Marsiglia per lavoro. «Sono rientrato il giorno dopo. L'8 mattina ho rassegnato le dimissioni da presidente di Murgia Sviluppo per non creare problemi alla società e ai dipendenti. Il 9 ero in Procura». Zaccaria, inoltre, secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Laterza e del giornalista radiofonico Alessio Di Palo, sarebbe uno dei mandanti dell'aggressione, avvenuta nel 2005, ai danni dello stesso Di Palo. «Non so perché inizialmente Di Palo faccia il mio nome - controbatte Zaccaria - ma credo che gli venga indicato da qualche altro rappresentante della politica altamurana, infatti poi il mio nome sparisce dalle carte della Procura e si individuano altri soggetti».

Zaccaria ribadisce: «Non ho mai avuto rapporti con Bartolomeo Dambrosio». E aggiunge: «Per quanto piccola e trascurabile sia la questione della pratica edilizia, penso che passeranno anni prima che possa difendermi. Pur volendo rientrare in politica, ora, per questa cosa, sono impossibilitato a farlo».

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