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Tutelare il Made in Italy: al via l'etichettatura del grano

Soddisfazione nelle parole del consigliere regionale Gianni Stea e dell'Onorevole Liliana Ventricelli

E' stato firmato giovedì 20 luglio 2017 dai Ministri Martina e Calenda il contenuto del decreto interministeriale che introduce in via sperimentale, per due anni, l'obbligo di indicazione dell'origine del riso e del grano per la pasta.

Un decreto condiviso appieno dal consigliere della Regione Puglia (Gruppo Ap) e componente delle Commissioni Bilancio e Agricoltura, Gianni Stea, il quale afferma in una nota: "E' una svolta importantissima, che da tempo chiedevamo e che ora diventa concreta. Dopo il via libera all'etichettatura per certificare la filiera del latte, era indispensabile tutelare in egual modo il grano, uno dei prodotti più genuini della produzione agroalimentare nazionale. E tanto era ed è particolarmente importante per difendere il Made in Puglia, dal momento che siamo ormai davanti ad una vera invasione di prodotti provenienti dall'estero, dalla difficile tracciabilità e con qualità organolettiche assai dubbie".

Un traguardo positivo che - si spera - superi la fase sperimentale e venga esteso anche al grano utilizzato per altri prodotti e non solo a quello da pasta, in modo tale da mantenere la qualità dell'intera filiera agroalimentare pugliese e italiana su livelli di eccellenza, per tutelare al contempo la salute dei consumatori, spesso vittime di vere e proprie frodi.

"Da mesi - conclude il consigliere regionale Stea - sosteniamo la necessità dell'etichettatura d'origine obbligatoria, una istanza che abbiamo portato con determinazione su tutti i tavoli locali e nazionali".

Sulla questione è intervenuta anche l'Onorevole Liliana Ventricelli (PD), che scrive: "Con l'indicazione di origine del grano duro nella pasta è stato compiuto un passo importante sia per la tracciabilità del prodotto che per la tutela di un settore fondamentale per l'agricoltura del Sud Italia, in particolar modo per la cerealicoltura della Puglia e della Basilicata. Sono certa che il decreto firmato dai ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda sarà un primo argine alle speculazioni sui prezzi che hanno messo in ginocchio il comparto. Però, bisogna continuare a lavorare sulla trasparenza e sulla filiera. E' una tutela anche per i consumatori a fronte di tante preoccupazioni sulla sicurezza alimentare - aggiunge Ventricelli - che è un altro valore da salvaguardare. Infatti, in questo provvedimento s'incrociano sia le esigenze dei produttori che chiedono un prezzo adeguato sia le necessità dei consumatori finali che vogliono sapere ciò che mangiano. Ritengo che il Governo abbia svolto per intero il suo lavoro che è stato subito improntato a scongiurare il tracollo della cerealicoltura italiana. Un altro sforzo per la trasparenza si deve ancora fare, tanto che insieme ai colleghi del Pd della Camera abbiamo chiesto che venga istituita a Foggia la CUN (Commissione Unica Nazionale) del grano duro, un organismo in cui la formazione del prezzo vede partecipi allo stesso livello tutte le componenti della filiera".

La deputata comunica che sono state varate misure anche per ristorare i danni della siccità. "Il Governo ed il Ministero delle politiche agricole e forestali confermano la loro attenzione all'agricoltura - conclude l'On. Ventricelli - anche con l'attivazione del piano di aiuto alle aziende danneggiate dalla siccità. Quest'anno, sia per le alte temperature che per la scarsa piovosità, è un fenomeno che ha raggiunto il carattere di calamità naturale. Fondo di solidarietà anche per le aziende non assicurate, anticipazione di fondi europei ed altre forme di aiuto sono le misure varate in questo piano straordinario. Proprio il settore cerealicolo è uno dei più danneggiati".
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