Grano italiano - foto CIA
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Economia

Grano duro: produzione in lieve aumento

Ma prezzo ancora insoddisfacente per i produttori agricoli

Per il grano duro è previsto un lieve incremento per l'annata in corso ma sul prezzo c'è ancora battaglia per la giusta remunerazione ai produttori cerealicoli. Sono le previsioni dell'ultima campagna agraria.

L'aumento della produzione è dovuto solo a migliori condizioni climatiche ma non ad aumenti di superfici coltivate che, invece, negli ultimi anni sono diminuite del 20%.

Sulla questione cerealicola è molto chiaro Gennaro Sicolo, presidente regionale di CIA Puglia: "Quest'anno il Durum Days è stato incentrato soprattutto sul rilancio dei contratti di filiera", spiega Sicolo. "Questa è certamente una necessità da cui ripartire, ma un tema che non può essere eluso resta la volontà o meno di stoccatori e industriali di compiere un passo in avanti rispetto all'esigenza di tutelare e riconoscere la specificità della produzione italiana. Il grano duro italiano è l'unica materia prima attraverso la quale si può produrre la vera pasta italiana al 100%, prodotto di punta del made in Italy. Comprendiamo la necessità di coprire una parte della produzione con le importazioni, ma prima è necessario utilizzare tutto il grano italiano prodotto e riconoscere ad esso il giusto valore che deriva non solo dai nostri parametri qualitativi, dai superiori standard di sicurezza alimentare, ma anche dall'importanza di non mettere a rischio la stessa esistenza di una tradizione e una innovazione che fanno del grano italiano un patrimonio fondamentale".

Importante la questione del prezzo. L'attivazione della Cun (commissione unica nazionale) non soddisfa i produttori perché il prezzo quotato resta inferiore ai costi di produzione certificati da Ismea.

Secondo la Cia, "la tanto auspicata attivazione della Cun, per cui l'organizzazione si è battuta con grande determinazione, ad oggi non è ancora stata in grado di trovare un punto di equilibrio tra la parte agricola e quella industriale, partendo dalla perimetrazione oggettiva dei costi di produzione. Per questo motivo, CIA Puglia torna a lanciare un appello forte al ministro Lollobrigida e all'ISMEA, chiamati a fare in modo che il prezzo al produttore sia determinato a partire dai costi di produzione.
Quegli stessi costi di produzione che hanno subito un'impennata a causa degli aumenti che stanno caratterizzando i prezzi di carburanti, fitofarmaci, energia e concimi. Gli agricoltori non possono continuare a essere l'anello debole della filiera. Il loro lavoro è determinante nel successo della vera pasta italiana realizzata con grano italiano che deve essere equamente remunerato. "Rinnoviamo l'appello ai consumatori italiani: scegliete solo e soltanto la pasta fatta con il 100% di grano italiano: per il benessere e la salute, da una parte, e per la salvaguardia di una concreta sovranità alimentare e sostenibilità economica della cerealicoltura italiana", ha concluso Sicolo.
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