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Ospedale e sanità

Ospedale della Murgia, non riparte l'attività operatoria

Molti pazienti attendono ancora dopo il rinvio per l'emergenza Covid19

La "fase 2" non parte ancora all'ospedale della Murgia. La situazione non è tornata quella pre-Covid, le sale operatorie sono ancora quasi del tutto ferme e i tempi per gli interventi chirurgici si sono allungati. Molti pazienti hanno necessità serie, legate pure a patologie tumorali, e stanno attendendo la ripresa dell'attività cosiddetta "di elezione", vale a dire quella programmata.

L'emergenza coronavirus ha fatto spostare avanti nel tempo le liste. Al "Perinei" sono garantite le urgenze, cioè i casi che arrivano tramite il pronto soccorso e non possono essere rinviati. Invece per quelli inizialmente programmati e poi sospesi il tempo si è fermato. E nel frattempo sono passati due mesi. Giungono numerose segnalazioni di pazienti che hanno preferito attendere la ripresa presso l'ospedale della Murgia anziché recarsi in altre strutture della Asl ma pensavano che i tempi sarebbero stati più brevi. Ora non resistono più ai dolori e ai problemi di cui temono l'aggravamento.

E' chiaro a tutti che uno tsunami ha travolto il sistema della sanità pubblica, compreso quello della Asl di Bari. All'ospedale di riferimento delle città di Altamura e Gravina dal 24 marzo sono ancora sospese le attività "di elezione" in quattro unità: ortopedia e traumatologia, otorinolaringoiatria, urologia, oculistica. Questa disposizione dell'azienda sanitaria riguardava tutti i presidi, fatta eccezione per l'ortopedia degli ospedali Di Venere e San Paolo, l'orl del Di Venere, l'urologia del San Giacomo di Monopoli, l'oculistica del Santa Maria degli Angeli di Putignano.

A parte sporadiche urgenze, l'attività chirurgica di queste unità del "Perinei" è bloccata. Molti pazienti premono. E fanno notare che i loro casi sono diventati urgenze a tutti gli effetti. Perché se prima avrebbero dovuto aspettare uno o due mesi (come previsto dal doppio binario delle liste programmate), ormai quel tempo è trascorso. E pure abbondantemente per quelli previsti entro trenta giorni.

Nel frattempo al "Perinei" la riorganizzazione per fronteggiare il Covid-19 ha visto uno spostamento del personale infermieristico nelle aree di "filtro", fondamentali per evitare che pazienti con sintomi o ammalati possano arrivare ai reparti. Senza poi dimenticare la carenza di anestesisti che già prima dell'emergenza costringeva a limitare le prestazioni chirurgiche con una riduzione delle sedute operatorie.

Proprio oggi c'è stata una parziale riapertura dell'unità di urologia.
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