Presidio degli agricoltori
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Economia

Costi di produzione alle stelle, presidio di Liberi Agricoltori

Alle autorità verranno consegnate in modo simbolico le chiavi dei trattori

Da ieri sono in presidio a Venusio gli agricoltori del territorio appulo-lucano che protestano contro i rincari generalizzati dei costi di produzione. Costi che sono diventati insostenibili mentre per il prezzo del grano duro nel mese di luglio si è registrata una brusca discesa (le quotazioni sono passate in quattro settimane da 580 euro a tonnellata a 515-520 euro).

La mobilitazione è stata organizzata dai Liberi Agricoltori di Basilicata e Puglia, rispettivamente guidati da Emilio Vesia e da Domenico Viscanti. Sono arrivate anche delegazioni di altre regioni perché si tratta anche di una prova generale di organizzazione per una grande manifestazione prevista a settembre.

Oggi seconda giornata della mobilitazione. Simbolicamente verranno consegnate le chiavi dei trattori e dei mezzi agricole alle autorità (Regioni Basilicata e Puglia e Comuni della zona di confine).

"Se non possiamo produrre per il mercato, produrremo per le nostre famiglie - afferma Viscanti - Da soli non ce la facciamo più. I prezzi di concimi, sementi, gasolio e pezzi di ricambio ci impediranno di programmare le semine autunnali. Aggiungiamo a questo i danni da fauna selvatica che sono sempre più insopportabili.

"Insostenibili, poi, i costi di produzione - dice Viscanti - ingiustificata è la riduzione del prezzo del grano che ci dicono che è sempre a causa della domanda e dell'offerta ma per noi ci sono speculazioni. Basta fare i conti per capire come ci rimettiamo. I costi di produzione sono notevolmente aumentati per ettaro, fino a 1300-1400 euro. In terre fertili, fertilissime abbiamo avuto rese basse, con una produzione che oscilla dai 15 ai 18-20 quintali a ettaro. A 50 euro al quintale come è quotato ora, basta fare i conti e si capisce che non possiamo andare avanti, siamo stremati. Se continua così, i giovani non torneranno a investire in agricoltura".
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