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Economia

Vertenza Natuzzi: incontro tra Regione e sindacati

Sono state definite le priorità

Si è svolto oggi un incontro nel palazzo della Regione Puglia sulla vertenza Natuzzi, con un confronto con i sindacati. Il 2 febbraio si terrà un altro incontro tra azienda e sindacati.

Sono state definite oggi alcune priorità.

1. Piano di rilancio industriale e non di semplice risanamento
La Regione ha chiarito che eventuali interventi pubblici possono accompagnare solo un vero piano di rilancio produttivo, basato su investimenti che innovino processi e prodotti. Non sono ritenuti sufficienti interventi limitati alla razionalizzazione della rete commerciale o alle sole attività indirette.

2. Investimenti produttivi in rete con le PMI
Elemento vincolante della proposta regionale è che gli investimenti non siano realizzati in modo isolato, ma coinvolgano una o più piccole e medie imprese del territorio, rafforzando l'intera filiera e garantendo una maggiore sostenibilità industriale e occupazionale nel tempo. Nessuna revoca della politica di reshoring attraverso la realizzazione delle condizioni per il contenimento dei costi di trasformazione. L'auspicio è che ci sia nel piano industriale il ricorso ai benefici dell'art. 4 ter del dl n. 18 del 2024, in quanto Natuzzi è azienda con più di 1000 dipendenti e detiene un valore strategico oggettivo nel sistema economico e produttivo della Puglia e dell'Italia.
Parallelamente le nuove linee guida dovranno considerare un incisivo Piano di riorganizzazione del lavoro alternativo alla annunciata chiusura dei due capannoni.

3. Salvaguardia occupazionale come condizione imprescindibile
La Regione ha ribadito che, al termine del percorso di investimento, il saldo occupazionale dovrà essere almeno pari a quello iniziale con un aumento di una unità. Si auspica che l'azienda continui nel merito e valuti ipotesi di ricorrere a un contratto di sviluppo gestito dal Mimit che pene differenti vincoli.

4. Formazione e riqualificazione mirate ai reali fabbisogni aziendali
È stato assunto l'impegno a valutare l'ipotesi di una nuova misura regionale rivolta a tutte le aziende in crisi e non per la formazione "on the job", costruita sui bisogni concreti dell'innovazione industriale e superando cataloghi formativi non più adeguati. In parallelo è di imminente pubblicazione la misura di formazione per lavoratori in cassa integrazione, che consente percorsi di riqualificazione anche fuori dall'azienda, fino a un massimo di 400 ore individuali con indennità di frequenza.

5. Politiche attive e strumenti di transizione occupazionale
Accanto a eventuali incentivi all'esodo, in esito all'auspicato ripreso confronto tra azienda e sindacati, la Regione si è impegnata a realizzare un progetto di politiche attive insieme all'Arpal Puglia per l'attivazione di mirate misure di outplacement per la ricollocazione su base volontaria dei lavoratori Natuzzi. Un progetto che un è un vero e proprio "Patto di transizione occupazionale".

6. Distretto del mobile imbottito dell'Alta Murgia
Favorire l'aggregazione di impresa, la costituzione di rete delle PMI e rendere più competitivo il settore, raccogliendo i bisogni e indirizzando mirate politiche regionali industriali
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