cimeli rubati
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La città

Furto al Museo d'Arte Tipografica Portoghese

Rubati manifesti e clichés del ventennio fascista

Nella tarda serata di martedì 27 febbraio dei passanti, mentre percorrevano via Scipione Ronchetti, hanno notato che la saracinesca della storica Tipografia Portoghese era stata manomessa. Giunti sul posto, i proprietari hanno subito realizzato che dei malviventi erano entrati nell'attività di famiglia portando via circa cinquanta clichés, ovvero matrici zincografiche per illustrazioni da inserire nelle vecchie forme di stampa tipografiche, antichi manifesti e un pendolo in legno con un'aquila simbolo del partito fascista. Inoltre sono stati rubati manifesti stampati in tempi più recenti, su cui sono riportate le foto dei clichés sottratti. Fatto curioso è che quasi tutto il materiale trafugato appartiene al ventennio fascista, ad accezione di qualche stampa e di pochi altri oggetti. Dalla testimonianza della famiglia Portoghese rilasciata alla redazione di AltamuraLife non emergono altri atti di vandalismo ai danni dei locali interni alla tipografia. Questo fa presuppore che il furto potrebbe essere stato commissionato da un collezionista o un amatore di tali oggetti, fanatico del Fascio, anche se al momento gli inquirenti non escludono nessuna pista.

Difficile anche stabilire il valore economico del materiale derubato, sicuramente non si può parlare di una cifra alta, nonostante si tratti di cimeli antichi e difficili da reperire altrove. Al contrario, alto è il valore storico. Gli oggetti menzionati, insieme a locandine, ordinanze, annunci commerciali, culturali, civili e religiosi, rendiconti economici, periodici, fogli satirici, libri stampati (molti dei quali oggi conservati nell'Archivio Biblioteca Museo Civico o nell'Archivio Comunale di Altamura, e in parte affissi alle pareti della tipografia) ci consentono oggi di ricostruire il clima culturale, il dibattito politico, l'attività amministrativa e la storia della città lungo tutto il Novecento, dal 1891 al 2000. Non dobbiamo dimenticare che la Tipografia Portoghese, la prima fondata ad Altamura, fu uno strumento essenziale per la comunicazione a mezzo stampa e contribuì a vivacizzare la vita politica e culturale cittadina. L'unicità di questo luogo, data anche dalla sua funzione sociale (i locali erano collocati in un edificio comunale usato come orfanotrofio maschile e spesso presso la Tipografia Portoghese i ragazzi ospiti dell'orfanotrofio venivano avviati al lavoro e svolgevano il tirocinio per poi intraprendere l'attività tipografica), ha fatto sì che nel 2010 diventasseMuseo dell'Arte Tipografica.

"Faccio un utopistico appello: i beni che avete prelevato sono di esclusivo interesse storico e fanno parte di un unicum che non può essere smembrato. Nessun tornaconto economico consistente vi potrà riempire le tasche. Vi chiedo di restituire il maltolto, di consegnarlo nelle mie mani e di fare ammenda. Se siete parte anche voi della nostra comunità, e lo siete, abbiate la compiacenza di ammettere il vostro odioso errore e riparate": questa la richiesta fatta ai colpevoli da una degli eredi della famiglia Portoghese, a cui dopo l'accaduto sono arrivati tantissimi messaggi di sdegno e disappunto per un atto perpetrato nei confronti dell'intera collettività altamurana.
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