Pietro Pepe
Pietro Pepe
Politica

Crisi di rappresentanza e astensionismo elettorale e politico

Riflessione post voto dell'ex presidente del Consiglio Regionale

Da PIetro Pepe, già presideete del Consiglio regionale pugliese riceviamo e pubblichiamo un'interessante riflessione sull'ultima tornata elettorale e sul rapporto tra istituzioni locali e cittadini


"Uno dei momenti più alti della crisi della Politica, viene avvertito alle elezioni in quanto si misura il grado di partecipazione democratica. Anche in quest'ultima tornata elettorale amministrativa, dopo quella Europea del 2013, è stato confermato il malessere della nostra Democrazia, sia pure in modo difforme, sul territorio regionale e Nazionale.

Oltre la metà degli Aventi diritto hanno disertato le urne alle elezioni regionali, appena temperato e superato da quelle comunali , anche per la folta, ed, in alcuni casi, pilotata presenza di liste civiche o civette.
Il segnale è stato chiaro, che mi auguro, impressioni le Forze Politiche e le classi dirigenti e li costringa a porre rimedio con scelte adeguate e credibili. Ai ballottaggi i sindaci vengono eletti da un quarto della popolazione ed accettati con indifferenza dal resto.
La Causa di tale Astensionismo, a mio giudizio, è da ricercarsi innanzitutto nella crisi di Rappresentanza che spinge il cittadino, per il profondo disagio, a rinunciare all'esercizio del suo diritto e all'adempimento del suo dovere civico previsto dall'articolo 48 della nostra Costituzione.
Il non voto è l'espressione concreta del distacco del cittadino dalla Politica e dai Politici per la continua e sconcertante illegalità diffusa a tutti i livelli e in ogni settore.
Purtroppo l'assenza, sia pure, in buon fede, non fa altro che favorire i soliti furbi sempre in ogni appuntamento elettorale, presenti ed organizzati.
Il virus che ha contagiato l'Italia, a differenza delle altre nazioni Europee, pure infettate in misura minore, è divenuta epidemia cronica, in quanto la nostra corruzione è di tipo ambientale e coinvolge tutta la politica, da DESTRA a SINISTRA, passando per il Centro, attraverso uno scandaloso ed insopportabile circuito di tangenti, e una evidente complicità di Burocrati infedeli e spregiudicati.
L'origine di questa grave infezione, che negli anni passati era modesta ed fisiologica, risale alla Cultura condivisa di occupare i Gangli vitali della società da parte della PARTITOCRAZIA; infatti alla logica del merito, dell'efficienza, della buona amministrazione si è sostituita quella dell'appartenenza, del favore, del clientelismo, dell'affare in ogni ente pubblico.

Non c'è azienda municipale, regionale o Nazionale specie nei settori della Sanita', dei trasporti e dei rifiuti, che sia sfuggita a questa logica.
Nonostante la riforma elettorale, che pure ha introdotto il sistema maggioritario e bipolare, il Ceto politico ha continuato a frammentarsi in tante piccole formazioni che ostacolano di fatto la riforma generale dello Stato e della sua gigantesca articolazione.
Permane una finta contrapposizione e si continua a sperperare le risorse pubbliche pur di conquistare un voto in più ed il potere per altre finalità.
E' da questa cruda realtà che bisogna ripartire ovviamente distinguendo PARTITO da PARTITO,PERSONA da PERSONA, PROGRAMMA da PROGRAMMA e consapevoli che nel Panorama politico, basta volerlo, non mancano correnti Politiche o candidati credibili ed onesti, motivati ed impegnati a combattere questo modo di intendere la politica e di gestire la cosa Pubblica.
Bisogna stare attenti a non fare di tutte le erbe un fascio, perchè cosi si fa il gioco dei CORROTTI, ed iniziare in ogni luogo il discernimento e la scelta di rappresentanti sinceri ed disinteressati.
Rammento che il termine candidatus sta ad indicare l'aspirazione di un cittadino a ricoprire una carica pubblica, ed è detto cosi perchè indossava una Toga Bianca, limpida ed immacolata, appunto candida che stride con lo sporco di certi politici odierni. In questo tempo, va detto, per una serie di circostanze legate alla evoluzione della Politica, al crollo della ideologia, alla inadeguatezza della classe dirigente e alla delegittimazione della Politica si è rotto il Patto di Cittadinanza,spero non in modo irreversibile , che connotava l'appartenenza di un individuo ad una comunità (Stato-Regione-Comune).
Un accordo tacito, ma solenne, che legava e che comportava Diritti e Doveri e che fa' come scriveva Moro, di una persona un cittadino. E' altresi', dannoso e si mortifica il Sistema Democratico con il non voto, lasciando a pochi, poi, il compito di individuare e di scegliere i Governanti, per altro non sempre all'altezza.

Non è retorico ricordarsi che la Democrazia è la forma di Governo in cui la Sovranità appartiene al Popolo e che la esercita tramite i suoi rappresentanti, liberamente eletti e responsabilmente scelti come sancito dalla nostra Costituzione. E' mia convinzione, che gli Italiani hanno deciso di disertare le Urne perchè non si sentono Rappresentati. Questa perdurante crisi di Rappresentanza viene accompagnata da una colpevole confusione organizzata dal Mondo illegale e dallo strapotere interessato di alcuni mezzi di comunicazione.
Non è da meno colpevole il comportamento dei Partiti , che hanno perso la loro identità e la loro funzione e si sono dimenticati del confronto delle idee e dell'essenziale ruolo di programmare, di raccogliere il consenso e di selezionare le classi dirigenti, e si sono dedicati, piuttosto, alla conquista del potere, a lotte intestine tra i diversi egoismi e personalismi.
E' urgente, dunque, aprire un serio dibattito in cui Politica e Società possono tornare a confrontarsi sulle questioni centrali della Vita Democratica a cominciare dalla questione MORALE che deve essere sempre al centro sia della organizzazione che dell'amministrazione della Cosa Pubblica. Specie i partiti democratici sono chiamati definitivamente a cambiare pelle.
E' urgente che adottino forme di partecipazione che prescinda dagli apparati, dalle tessere e dalle varie oligarchie, procedendo a tutti i livelli a selezionare candidature con il sistema delle primarie, però, regolate con legge e a dare in vita a programmi in linea con il Bene Comune, assicurando sempre il ricambio continuo.
E' altresi' indispensabile e necessario la collaborazione costante delle agenzie proposte alla educazione (Chiesa, Famiglia, Scuola, Stampa) che devono concorrere a formare moralmente e culturalmente le nuove leve.
E' questo il contesto che deve prevalere per sconfiggere la Piaga della corruzione , pesante zavorra e tassa occulta che può essere debellata se si mette mano ad alcune riforme della Pubblica Amministrazione che porterebbero a mio avviso, a:
Snellire l'apparato Burocratico riducendo discrezionalità ed arbitrio di pubblici impiegati;
Ridurre all'essenziale il Capitalismo Municipale e Regionale tagliando enti inutili e società improduttive;
Privatizzare alcuni servizi attraverso la libera concorrenza;
Dare piena attuazione al principio costituzionale della sussidiarietà.

Affido ai giovani sopratutto e agli uomini di buona volontà, questo appello e percorso politico che richiede da parte di tutti, un Rinnovamento del nostro stile di vita sociale e politico, prima che l'attuale condizione di cittadino si trasformi in quella di suddito, sottoposto ad un potere ritenuto estraneo.
Occorre, pertanto, recuperare fiducia e credibilità, liberandosi da una schiera di dilettanti o di aspiranti rappresentanti privi di vocazione a servire il prossimo, dedicando maggiore attenzione al valore e alla finalità della Politica, definita saggiamente "Arte cosi difficile, ma insieme cosi nobile".
Nell'attesa di questo auspicabile cambiamento, a prescindere dalla limitata partecipazione, in Democrazia la volontà della maggioranza espressa va sempre accettata e rispettata".
  • Pietro Pepe
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