Libri

«Questo libro è un inno alla Politica»

In tanti ieri alla presentazione del volume di Antonio Natale "Pietro Pepe - Il Presidente"

Non è un caso che la presentazione del libro di Antonio Natale "Pietro Pepe – Il Presidente" (Murgia Edizioni) sia avvenuta ieri, 9 maggio 2011, a 33 anni esatti dall'omicidio di Aldo Moro e nella Giornata della Memoria dedicata alle Vittime del Terrorismo. E non è nemmeno un caso che ad intervenire, fra gli altri, sia stato Corrado Petrocelli, rettore dell'Università barese intitolata al politico rapito e ucciso dalle Brigate Rosse. Moro frequentò quella stessa Università, prima da studente, poi da docente. Il suo nome apre il libro di Natale e ne rappresenta una componente fondamentale. Proprio come nella vita di Pietro Pepe, fondatore e presidente onorario del Centro studi "Aldo Moro" di Altamura. A legarli, anche la Democrazia Cristiana, di cui Pepe è stato segretario cittadino, consigliere comunale e, per il gruppo DC del Comune di Altamura, presidente.

Nelle parole di chi, ieri, ha testimoniato la sua amicizia, ricordando l'intensa attività svolta da Pepe in 50 anni di Storia e di vita politica (Un libro lungo cinquant'anni si intitola la prima parte del volume), non poteva mancare il richiamo continuo a Moro. Un'atmosfera emozionata ed emozionante, tanto da far vibrare la voce dello stesso Presidente quando ha espresso il suo "Grazie" ai presenti e non. «Questo libro è un inno alla politica», ha detto a conclusione della serata. A quella politica intesa come servizio, che «guarda agli interessi degli altri e non ai propri, a quella politica che ricerca il vero senso delle istituzioni». La Politica degli anni passati, lontana da un mondo che rende sempre più difficile la sua sopravvivenza.

Un libro che parla facendo parlare soprattutto gli altri. I testimoni di una esistenza dedita a compiti e ad impegni che i numerosi ruoli ricoperti comportavano. Pepe è stato "politico per passione". Una passione che lo contraddistingue ancora, nonostante abbia lasciato la politica lo scorso anno, dopo aver ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio regionale della Puglia.

La chiesa di San Domenico, ieri, era pienissima. C'erano gli amici, i parenti, i conoscenti. C'erano le Istituzioni e le Forze dell'Ordine. C'erano i giovani. Pepe ne ha visti crescere tanti per la sua attività di docente di educazione fisica nella scuola media, svolta fino al 2007. L'educazione e la cultura sono state sempre al centro dei suoi interessi. E continuano ad esserlo, come testimonia la delega affidatagli recentemente dalla Regione Puglia a membro del Consiglio di Amministrazione del Centro di Studi normanno-svevi dell'Università di Bari. L'ultima onorificenza, a febbraio scorso, quando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha nominato Commendatore.

Il libro di Natale - come ha spiegato l'autore - raccoglie incontri, lettere, testimonianze, immagini di una Storia lunga cinquant'anni. Il volume contiene anche scritti vari di Pietro Pepe ed una ricca antologia fotografica. Il prologo è di Nicola Fusillo, le introduzioni di Giuseppe Giacovazzo e di Bianca Tragni.

Nel box di approfondimento, gli interventi che si sono succeduti nel corso della serata.
19 fotoPietro Pepe - Il Presidente
Pietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il PresidentePietro Pepe - Il Presidente
Loreto De Stefano, priore dell'arciconfraternita Pio Sodalizio SS. Rosario, ha ricordato l'omelia di Paolo VI durante la messa in suffragio di Aldo Moro in San Giovanni in Laterano (13 maggio 1978).

Mario Stacca, sindaco del Comune di Altamura: «Sono qui, oltre che come sindaco, come amico di Pierino Pepe. Mi lega a lui un affetto sincero per la sua capacità di dare consigli sempre validi. Questo ha contribuito alla mia crescita politica, anche se siamo su posizioni differenti. Sei uscito dalla politica in punta di piedi. Ci manca la tua capacità persuasiva, ma anche di mediazione».

Francesco Schittulli, presidente della Provincia di Bari: «Pierino Pepe ha rivestito un ruolo significativo anche nella Provincia. Vedo una maggioranza di presenze democristiane stasera. Questo testimonia il suo impegno costante».

Nicola Fusillo, senatore: «Ero convinto che la mia storia politica, quella di Pierino e quella di Gero Grassi fossero coincidenti. Pierino inizia 25 anni prima di me e finisce 5 anni dopo di me. Nel libro emergono tre A: Amicizia, Amore per la sua terra e per la Politica, Abituale stile di Vita. È un galantuomo in politica».

On. Gero Grassi: «Il libro è bello perché chi lo ha scritto non ha fatto né retorica né cronaca. Ha cercato di raccontare un Pierino Pepe che è tanti di noi».

Giuseppe Giacovazzo, senatore e giornalista: «Non ho condiviso la pubblicazione di questo libro perché secondo me è prematuro. Pietro Pepe non se ne va dalla politica, ma da questa politica, e forse fa bene. Questo libro mi rende triste perché è una sorta di addio».

«Perché hanno ucciso Aldo Moro? Moro doveva morire perché incarnava la democrazia. Le Brigate Rosse sono uno strumento. Con lui è stata uccisa la cultura politica di un'intera generazione. Moro rappresenta un continuo punto di contraddizioni».

Corrado Petrocelli, magnifico rettore dell'Università di Bari: «La vicenda storica e biografica che il libro di Natale ricostruisce ha una trama di robusta passione politica e civile. Pietro Pepe è un esempio di fedeltà e coerenza. Ha ricoperto ruoli che non si improvvisano sul palcoscenico della politica».

Professoressa Bianca Tragni: «Mi piace citare l'unica donna che non è mai apparsa, ma fondamentale nella vita di Pierino Pepe, la moglie Rosa Loiudice, riservata, umile, colta. Se Pierino era un grande uomo è perché dietro aveva una grande donna. Nell'impegno di Pepe c'è un ventaglio di valori. Fra questi, la Puglia, il Mediterraneo, l'Europa. Stasera non deve essere solo un ricordare, ma un riflettere sul presente».

Michele Ventricelli, consigliere regionale: «Pietro Pepe ci ha fatto capire che le istituzioni non sono luoghi neutri, ma da interpretare. Insieme a Fabio Perinei, rappresenta un punto di riferimento, un altro modo di fare politica. Oggi non esistono più i luoghi collettivi».

Monsignor Mario Paciello, vescovo della Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti: «Tanti strumenti diversi producono una sola sinfonia. Stasera ci sono persone differenti per posizione politica, pensiero, età, tutte convergenti quando si tratta di esprimere un giudizio sul presidente Pepe. Non bisogna guardare all'oggi con rassegnazione, basta essere uomini nuovi. Concludo con una petizione,che il presidente Pepe possa continuare a fare scuola di formazione politica».
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