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Una Comunità del Cibo tutta altamurana?

Ne parla Michele Polignieri, responsabile Slow Food Condotta delle Murge. "Si sta lavorando per la costituzione di un Mercato della Terra in città"

Filiera Corta. Km zero. Comunità del cibo. Mercato della Terra. Sono solo alcuni dei concetti chiave dell'associazione internazionale Slow Food. Fondata da Carlo Petrini nel 1986, attualmente conta più di 100.000 iscritti dislocati in varie parti del mondo. Fra gli obiettivi che l'Associazione intende perseguire, c'è la diffusione di una visione nuova del cibo e del piacere ad esso legato. Mirare a tale finalità significa educare al gusto, alla diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di produzione e degli artefici, a rispettare i ritmi delle stagioni. Tutto questo può essere racchiuso in tre parole, "Buono, Pulito e Giusto". Da un'idea di Slow Food è nata Terra Madre, il meeting mondiale tra le Comunità del Cibo. Si tratta di gruppi di persone che producono, trasformano e distribuiscono cibo di qualità in maniera sostenibile. Le Comunità del Cibo sono fortemente legate al territorio dal punto di vista storico, sociale e culturale. Condividono i problemi generati da un'agricoltura intensiva lesiva delle risorse naturali e da un'industria alimentare di massa che mira all'omologazione dei gusti, mettendo in pericolo l'esistenza stessa delle piccole produzioni.

Slow Food Condotta delle Murge, il presidio Slow Food presente nel nostro territorio, ha pensato di istituire una Comunità del Cibo che inglobi agricoltori e allevatori. A parlarne è Michele Polignieri, responsabile della locale Condotta: «L'idea proviene dal neonato Consorzio Campo e dai cerealicoltori ad esso legati. Loro hanno gettato il guanto di sfida. Lo stesso Consorzio è entrato a far parte della compagine associativa di Slow Food Condotta delle Murge. Ci sono tutte le condizioni necessarie alla redazione del disciplinare per la costituzione di questa prima Comunità, che è di prodotto, ma che potrebbe diventare anche di territorio. Si tratta della prima comunità silvo-pastorale dell'Alta Murgia. Ingloberà allevatori e agricoltori. Un volano per l'economia, inizialmente anche di piccola scala. L'unico modo per incoraggiare il consumo sostenibile è favorire l'economia di piccola scala, cioè il Km zero». Il Consorzio Campo, formato da cerealicoltori altamurani, mira, infatti, a valorizzare prodotti fatti con il grano duro locale e la pasta artigianale a lenta essiccazione, priva di contaminanti presenti in quasi tutti i prodotti in commercio, realizzati con grani d'importazione. Con un'indagine fatta presso il Dipartimento di Chimica degli Alimenti dell'Università di Napoli su venti paste molto diffuse sul mercato è stato dimostrato un contenuto di micotossine fuori norma all'interno degli stessi prodotti. Questo anche nelle paste che integrano l'alimentazione dei bambini.

Polignieri, durante un dibattito svoltosi ad Altamura lo scorso 12 marzo e intitolato "Dal Forcone alla Forchetta", cioè dal produttore direttamente al consumatore, aveva parlato di "Mercati della Terra", una progettazione Slow Food Italia già presente in diverse regioni della penisola e, in futuro, forse anche ad Altamura. «Altamura – aveva affermato in quella occasione – rappresenta un punto sensibile per la grande vitalità creatasi intorno alla rivolta buona di alcuni produttori cerealicoli. Costoro, infatti, non riescono a vendere il loro prodotto perché diffusa è la convinzione che il pane debba essere fatto con il lievito di birra».

A distanza di tre mesi, il responsabile di Slow Food Condotta delle Murge ribadisce: «Ad Altamura stiamo lavorando perché si costituisca un Mercato della Terra. Abbiamo parlato con il Presidente e con il direttore del Gal Terre di Murgia per poter utilizzare le strutture presenti in Piazza Resistenza. Faremo un censimento dei produttori buoni, puliti e giusti. L'idea è di offrire loro, magari ogni prima domenica del mese, una vetrina all'interno dei locali del Gal. Verrebbero, in questo modo, valorizzati l'artigiano, le donne che tessono i feltri a partire dalla lana di pecora, oramai senza più mercato perché tutti dormiamo sul lattice. Costituiremo questa vetrina per dare la possibilità anche a chi vive a Milano di poter comprare la cicerchia di Altamura o la lenticchia verde. Un'idea favolosa è il presidio internazionale della pecora altamurana, che consentirebbe di recuperare una fetta di lavoro, di cultura e di storia della nostra comunità agricola. Una comunità che, a mio parere, sta morendo. Se non c'è reddito, non si va avanti»




I MERCATI DELLA TERRA sono un progetto Slow Food. si tratta di una rete internazionale di mercati, di produttori e di contadini. Luoghi dove fare la spesa, incontrarsi, conoscersi, mangiare in compagnia. Un mercato gestito da una comunità, con valori e regole condivisi. Solo prodotti locali e di stagione, presentati solo da chi produce quello che vende.
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