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La città

Discarica, rimpallo di responsabilità tra Regione, Città Metropolitana e comune

Ventricelli chiama in causa l'Ato. Il Grillaio attacca l'amministraziome

"La scelta per eventuali siti non spetta alla Regione ma all'Ato".

Suona come un'indiretta difesa della politica regionale e una replica al sindaco di Bari, nonché metropolitano Antonio Decaro la dichiarazione del consigliere regionale Michele Ventricelli in merito alla vicenda dell'ipotesi di una discarica ad Altamura, contenuta nella lista dei 28 possibili nuovi siti di conferimento e smaltimento rifiuti. Una vicenda, all'interno della generale emergenza rifiuti nel barese, su cui Decaro aveva nei giorni scorsi sollecitato soluzioni da parte della Regione. Mentre la politica cittadina all'unanimità dice no a una nuova discarica altamurana, dopo aver fatto chiudere nel 2001 quella di contrada "le Lamie" dopo 30 anni di attività, più difficile è trovare una sintonia in merito a chi debba assumersi la responsabilità e l'onere di individuare una soluzione.

"Per quello che riguarda il sottoscritto – dichiara Ventricelli - non so quale sarà il mio ruolo istituzionale, non so quello che mi chiederanno di fare gli altamurani nei prossimi mesi, ma sento di poter prendere un impegno su questo fronte, che porterò avanti con tutte le mie forze, anche se dovessi ritornare ad essere un libero cittadino, per difendere la mia città da questa ennesima eventuale aggressione".

Una netta contrarietà, quella di Ventricelli, diviso tra il ruolo di rappresentante cittadino (e candidato alle prossime elezioni comunali) ed esponente della giunta vendoliana, espressa soprattutto chiamando in causa le responsabilità dell'ex Provincia e dell'Ato, nonché dell'amministrazione comunale uscente: "Sento parlare di indagini - prosegue - che si sarebbero fatte su indicazione della ex Provincia di Bari presieduta da Schittulli, di iniziative dell'Ato o della Città Metropolitana. Leggo che il sindaco Stacca invece di partecipare personalmente all'Ato manda un suo delegato e senza conoscere la legge chiama improvvidamente in causa la Regione".

"Allora chiedo allo stesso sindaco di usare molta attenzione su questi temi - conclude Ventricelli - e di non scherzare sulla pelle dei cittadini altamurani che per quasi trent'anni hanno tollerato una discarica ad Altamura e chiedo al consigliere metropolitano Luigi Lorusso di tenere sotto controllo la situazione metropolitana e di non lasciare spazio alla campagna elettorale".

Mentre Regione, Città metropolitana e comuni si rimpallano una patata bollente di non facile soluzione, ad attaccare Stacca sul tema dello smaltimento rifiuti è anche Il Movimento "Il Grillaio", che rivendica di aver proposto da molto tempo la realizzazione di un impianto di compostaggio pubblico, abbattendo i costi derivanti dal sistema attuale. Per il Grillaio "se si arriva a dire che le discariche si devono pur fare" e "a giustificare anche gli inceneritori con il loro carico di morte, è perché in tutti questi anni non si è stati capaci di realizzare, in provincia di Bari, uno (che fosse uno) impianto di compostaggio. Per la gioia di quei soliti noti che fanno soldi (tanti soldi) dai rifiuti". Ma ce n'è anche per il sindaco di Gravina Alesio Valente, presidente dell'Aro ma assente alla riunione in cui si è discusso del tema: "Proprio non ce la fanno – scrivono gli attivisti - a concepire una gestione della monnezza che non preveda le discariche: parole come riduzione, riuso, compostaggio domestico… non esistono per loro, forse perchè non contemplate dai loro grandi elettori".

E' però soprattutto sul tema dell'ecotassa che gli attivisti attaccano l'amministrazione riguardo ai successi recentemente vantati: "Alcune settimane fa, l'amministrazione comunale di Altamura ha deciso di sbandierare, con un esercito di manifesti, il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata necessari ad evitare il pagamento dell'ecotassa. In realtà, il Comune di Altamura continuerà a pagare una multa salata (ca. 15€/tonnellata) per i suoi standard di differenziata ben al di sotto degli obiettivi legislativi (19% contro 65%!!).Per i furboni, infatti, il più 5% è calcolato sul bassissimo dato di partenza (17%): l'aumento è quindi di soli 2% (dal 17 al 19%).Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato, visti i dati sconfortanti della raccolta differenziata, ma speravamo che nel frattempo si riuscisse a migliorare la sensibilità degli amministratori e degli amministrati. Certo, siamo riusciti ad evitare l'aumento massimo, ma l'aumento – che si aggiunge alla stangata insita nella TARI – arriverà e non sarà indolore".

"Quanto si sarebbe potuto risparmiare – si chiedono gli attivisti - avviando una politica seria di informazione e fornendo ai cittadini volenterosi i mezzi per una sana gestione dei rifiuti urbani? Oltre 160.000 euro nei soli 6 mesi del 2014!!! (su 11.000 tonnellate di indifferenziato). Il primo obiettivo di ogni Comune dovrebbe essere la RIDUZIONE della produzione di rifiuti, incentivando quanti si impegnano a tal fine (imprese e privati). I meccanismi premiali possono essere vari, anche senza aspettare il passaggio alla tariffa puntuale.A fronte di una continua emergenza sarebbe stato opportuno chiamare a raccolta tutte le agenzie educative - scuole, parrocchie e altri luoghi di aggregazione -, e coinvolgere tutte in un progetto – coordinato dal comune – di educazione al consumo volto alla riduzione dei rifiuti e alla corretta raccolta differenziata."

"Intanto – conclude con una proposta "Il Grillaio" - che ne dite di un Carnevale a rifiuti zero? Almeno animiamo la città su un tema essenziale... almeno un giorno all'anno cerchiamo di essere seri"!
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