carcere sovraffollato
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Cronaca

Suicidi in carcere, già undici i casi da inizio anno

Coinvolta anche la Casa Circondariale di Altamura

Dando uno sguardo d'insieme alle carceri italiane, sono già 11 i detenuti che si sono suicidati in cella dall'inizio del 2010. A dare voce a questo triste bilancio è l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere. I fatti parlano chiaro: anche nella Casa Circondariale di Altamura si è verificato un caso. Si tratta di C. P. che, il 2 gennaio scorso, all'età di 39 anni, si è tolto la vita, asfissiandosi con il gas. Doveva scontare ancora pochi mesi di una pena per maltrattamenti e reati contro la persona, avvenuti all'interno dell'ambito famigliare.

Per tamponare questa situazione oramai sempre più dilagante, nella sede del Dap a Roma è in corso un incontro tra Sebastiano Ardita, Direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dap, e i rappresentanti della Conferenza nazionale volontariato giustizia, di Antigone e di Ristretti Orizzonti, per la messa a punto di iniziative di prevenzione del suicidio, alle quali possano collaborare anche i volontari penitenziari. Si tratterà di più di 8.000 persone che garantiranno una presenza in quasi tutte le carceri italiane. In alcuni istituti penitenziari i volontari sono già impegnati in Gruppi di Ascolto per "intercettare" il disagio dei reclusi prima che questo sfoci in gesti estremi.
Tra le cause che possono essere annoverate come responsabili ci sono: la violenza sessuale da parte di altri prigionieri, l'invivibilità delle carceri, la mancanza di attività fuori dalla cella. Dunque, quello che porta al suicidio carcerario non è tanto la consapevolezza di dover passare molti anni in reclusione, ma spesso l'angoscia di un presente che a volte vede negata la stessa dignità umana.
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