conferenza stampa assegni di cura
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Territorio

Assegni di cura, una mozione in Consiglio a tutela dignità disabili

Da Direzione Italia interrogazione alla Regione

Una mozione che impegni il Consiglio regionale a farsi carico delle istanze delle famiglie delle persone diversamente abili, per chiedere che vengano rivisti i criteri per l'attribuzione degli assegni di cura in cui i dati socio-economici rivestono importanza maggiore rispetto ad una valutazione multidisciplinare della patologia.
Questo l'impegno dei consiglieri regionali di Direzione Italia-Noi con L'Italia, Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini intervenuti all'incontro voluto per dare voce a chi, oltre ad affrontare quotidianamente i disagi legati alla disabilità si ritrova a combattere con la burocrazia. Tante le testimonianze dei genitori che chiedono che l'assegno di cura venga istituzionalizzato, piuttosto che essere vincolato a indicatori, come quello relativo all'ISEE familiare, che nulla hanno a che vedere con il rispetto della dignità di chi già vive un pesante dramma. Come dice Paolo, 18 anni, sulla sedia a rotella: "I disabili non sono punteggi, hanno diritto a condurre una vita per quanto possibile normale e questo non lo si può ignorare. E' necessario cambiare atteggiamento".

"Solo ascoltando le loro storie - hanno spiegato gli esponenti di DIt-NcI - si può capire quale situazione vivono e quali difficoltà incontrano anche solo nella compilazione delle domande di partecipazione a bandi i cui parametri e punteggi cambiano di anno in anno e per i quali occorre la consulenza di un commercialista".

"Pertanto - continuano - l'approccio non può essere burocratico, ma deve essere improntato all'umanizzazione del rapporto e al rispetto della dignità della persona disabile e della sua famiglia. Percepire un assegno di cura non può essere legato a un bando, perché le condizioni degli aventi diritto sono ben conosciute dai servizi sanitari e socio-sanitari delle Asl e dagli uffici di Piano di zona. Si tratta di patologie che di anno in anno peggiorano e non certo migliorano, e non è chiaro quale sia la necessità di dover riprodurre ogni volta una mole di documentazione".
"Non è concepibile, come lamentato dalle famiglie, che venga effettuata una valutazione dell'ammissibilità al beneficio in modo frettoloso da un singolo medico specialista, ma è necessaria un'unità di valutazione multidisciplinare perché la disabilità comporta ripercussioni negative nelle diverse aree di sviluppo e di attività della persona: chi è su una sedia a rotelle non ha solo un problema agli arti, ma un problema psicologico, relazionale, sentimentale e sessuale e quindi la sua valutazione non può essere svolta solo da un unico medico".

"E ancora, è assurdo che il giudizio di non ammissibilità all'assegno di cura non possa essere appellabile a un organo superiore e terzo: negare senza alcuna possibilità di appello significa essere in un sistema di tirannia e non in una civiltà democratica".
"Infine, ma non ultimo, è necessario che ognuno si attenga al proprio campo professionale, di competenze e di responsabilità: compito di chi valuta il bisogno assistenziale del disabile è quello di far emergere la complessità dei problemi e non deve essere condizionato dalla disponibilità o meno delle risorse. Tocca invece alla Politica reperirle e allocarle in Bilancio secondo il fabbisogno e le priorità di intervento che decide di darsi".

"Non ci sono malattie rare di seria A e serie B". I parenti dei pazienti pugliesi affetti da malattie rare, chiedono aiuto alla politica, perche' si possano migliorare i criteri in base ai quali viene stabilito il diritto all'assegno di cura. Il loro grido d'allarme, e' stato raccolto dai consiglieri regionali di opposizione di Direzione Italia/Noi con l'Italia che, in mattinata hanno organizzato a Bari una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche malati e parenti. "Il problema - ha detto il capogruppo Ignazio Zullo - e' di come si valuta il diritto a percepire l'assegno di cura. Una persona disabile - ha spiegato - ha delle difficolta' in diverse aree della sua vita, motoria, sensoriale, relazionale, quindi l'handicap - ha ribadito - non puo' essere valutato da uno specialista, come accade ora, ma deve essere valutata la persona, nella sua globalita', attraverso - ha continuato - una valutazione multidimensionale, fatta da una unita' di valutazione multidimensionale. Inoltre - ha sottolineato Zullo - la negazione di un diritto deve considerare anche la possibilita' di un appello a una commissione superiore, perche' - ha aggiunto - non e' possibile che un medico specialista nega un diritto a una persona che non sa poi se e a chi puo' appellarsi".

"In ultimo - ha spiegato Zullo - c'e' la questione dei buoni servizio, voucher che devono essere assegnati alla persona e non alle strutture, come accade, perche' altrimenti - ha chiarito - si determina una sudditanza psicologica delle strutture che scelgono chi ammettere o no. Noi - ha continuato Zullo - abbiamo raccolto la voce delle famiglie. Ma poiche' sappiamo - ha concluso - che molto spesso la voce dell'opposizione non incide molto sulla maggioranza, abbiamo invitato le famiglie in conferenza per raccontare quello che affrontano quotidianamente". "La nostra presenza qui - hanno detto le famiglie - e' per dare voce ai nostri figli che non parlano".
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