forte conferenza stampa rifiuti
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Politica

L’ombra delle tangenti e l’assordante silenzio della maggioranza

Abc e Partito democratico invocano le dimissioni

Oramai da giorni i cellulari squillano a vuoto. Dallo scorso 12 luglio, giorno in cui l'inchiesta congiunta di Guardia di Finanza e Carabinieri su un presunto giro di tangenti, ha stravolto la vita politica e amministrativa della città. Da giorni, con il sindaco agli arresti domiciliari, in maggioranza dilaga la confusione.

La linea comune, non si sa quanto concordata, impone il profilo basso: poche dichiarazioni, nessuna esternazione pubblica e meno che mai commenti social su una vicenda che difficilmente gli altamurani dimenticheranno.
Il vice sindaco Enzo Rifino da giorni si divide tra riunioni, audizioni dal prefetto e ore di studio a cercare di sbrogliare le tante matasse che compongono la vita amministrativa.
Tutto intorno l'ordine è perentorio: restare fermi in attesa che passi la bufera.
Intanto l'opposizione torna all'attacco e continua a chiedere le dimissioni del sindaco nella speranza di ridare un governo, per quanto commissariato, alla città.
Gli esponenti di Altamura bene comune, dopo l'interrogatorio del sindaco durante il quale Giacinto Forte ha deciso di non rispondere alle domande degli inquirenti, si dicono "ulteriormente amareggiati e umiliati nel vedere l'istituzione che rappresenta l'intera comunità precipitata in una palude senza fondo".

"Una delle peggiori amministrazioni della nostra città fatta di amministratori inconcludenti tenuti insieme solo da logiche spartitorie e dall'euforia del potere. Nessun progetto di città, nessuna attenzione al bene comune. Solo interessi, ambizioni personali e incapacità amministrativa" attaccano dal gruppo.
Incapacità, secondo Abc, manifestata negli ultimi atti politici tra cui "Le spudorate operazioni edilizie del Parco degli Ulivi e dell'area archeologica di via Vecchia Buoncammino e del parco urbano lungo la stessa via; gli oltre 700 mila euro elargiti ad un privato, sottoforma di transazione, per l'area a pascolo circostante la valle dei Dinosauri; l'incapacità di rendere fruibili gli spazi sociali costati fior di quattrini alla comunità e ancora chiusi (laboratorio di Port'Alba) l'allegra gestione delle casse pubbliche (da ultimo il salatissimo conto di oltre 500 mila euro per l'emergenza neve) e le spese esagerate per eventi di dubbio valore culturale; il silenzio compiacente sul devastante e inutilmente costoso progetto di sistemazione idraulica del canale Jesce (progetto sul quale, in tempi non sospetti, ABC ha inoltrato alla Regione puntuali osservazioni per evidenziarne tutte le criticità); il disinteresse e l'inerzia sulle politiche di accoglienza dei migranti, le inutili e bizzarre proposte sull'annosa questione dell'appalto rifiuti (vi ricordate lo sciopero della fame? la "gara ponte"?), questione poi sbloccata solo grazie alla gestione commissariale".

Un lungo elenco per chiedere ulteriormente la fine di questa amministrazione.
Conclusioni condivise anche in casa Pd dove l'appello è rivolto a tutti i consiglieri comunali invitati " a chiudere questa sciagurata esperienza amministrativa rassegnando le proprie dimissioni per il bene dei cittadini e per la tutela della propria dignità e del decoro dell'istituzione comunale".

"Un Sindaco accusato di reati di tale gravità, dovrebbe avere l'urgenza e la necessità di chiarire la sua posizione e controbattere alle accuse rivoltegli – attaccano dal partito Democratico senza tuttavia sortire alcun effetto. Almeno sino ad ora
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