Michele Lobaccaro
Michele Lobaccaro
Eventi e cultura

Il fondatore dei Radiodervish ad Altamura per presentare un cd su don Tonino Bello

L’ultimo lavoro di Michele Lobaccaro dedicato al grande vescovo di Molfetta. Nel corso della serata saranno eseguiti alcuni brani

Ci sono persone che lasciano il segno. Una di queste è stata sicuramente don Tonino Bello. Era un uomo che scommetteva sull'uomo. «La strada è lunga – scriveva – ma non esiste che un solo mezzo per sapere dove può condurre, proseguire il cammino». Lui di cammino ne ha fatto. Il vescovo di Molfetta morto nel 1993 non sarà mai dimenticato per i suoi «gesti semplici», simili a quelli dei «bambini e dei disarmati», in grado di cambiare il mondo.

Sabato 4 giugno, alle ore 20.30, presso l'auditorium del Sacro Cuore (via Sacro Cuore, nei pressi dell'omonima parrocchia), è prevista la presentazione del nuovo cd di Michele Lobaccaro, musicista italiano che ha dato vita al gruppo Radiodervish.

L'ultimo lavoro di Lobaccaro, dal titolo "Un'ala di riserva – Messa laica per don Tonino Bello" (edizioni la meridiana), è stato realizzato con la partecipazione di Franco Battiato, Nabil Salemeh, Caparezza, Alessia Tondo, Fabrizio Piepoli, Adria, Antonio Castrignanò, Giovannangelo De Gennaro e Faraualla. Le musiche sono di Michele Lobaccaro, il testo - La preghiera a Cristo - di don Tonino Bello.

Ad introdurre l'incontro con i saluti sarà don Giovanni Giove, parrocco del Sacro Cuore. Presenti Elvira Zaccagnino, presidente edizioni la meridiana, e Michele Locaccaro che, insieme ad Alessandro Pipino e Fabrizio Piepoli, eseguirà alcuni brani contenuti nel cd. Modera Leonardo Ferrulli, presidente servizio IRC (Insegnamento Religione Cattolica) della Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

«Questa messa laica e sparsa - scrive Lobaccaro - segue le indicazioni desunte nelle numerose riflessioni elaborate dalla stesso don Tonino sulla liturgia eucaristica. Una chiave per me utile è stata l'idea, più volte sostenuta dal vescovo di Molfetta, che La messa dovrebbe metterci in crisi ogni volta e che ci dovrebbe scaraventare fuori, allontanarci dalla ripetizione del già visto per orientarci verso l'inedito. Perché, come scriveva don Tonino, La pace è finita, andate a messa. Ché, se vai a messa, è finita la tua pace».
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