Fruttivendolo
Fruttivendolo

Viale Martiri: “alberi inghiottiti dalla terra” e “anelli spazio-temporali”

Esperimenti alieni? No… colpa di un fruttivendolo

Gent.ma redazione di Altamuralife,

colgo l'occasione offerta ai lettori per fare un'inquietante segnalazione: ad Altamura gli alberi spariscono, vengono misteriosamente risucchiati dalla terra, sprofondano nelle aiuole e al loro posto nasce solido cemento… Ciò che mi preme non è tanto segnalare la classica occupazione di suolo pubblico, non so se sia autorizzata o no, comprendo la necessità per i fruttivendoli di esporre la loro mercanzia. Penso che in tutto il mondo ci sia una specie di intesa tra i fruttivendoli e i Comuni; penso che un po' tutti i Comuni chiudano un occhio su qualche cassetta di frutta e verdura esposta su un marciapiede, magari poggiata alla parete del locale commerciale.

In fondo una cosa simile non dà fastidio a nessuno, non è il caso di essere pedanti, ma quello che accade in viale Martiri, vicino piazza Aldo Moro, ha dell'inquietante: tagliare gli alberi per far posto alla merce è davvero intollerabile! Non solo ci sono colonne di cassette sul marciapiede, poggiate vicino alla parete dell'esercizio commerciale e per tutta la lunghezza del locale, ma ci sono anche altre cassette di fronte, a filo con la fine del marciapiede. Praticamente tutto il marciapiede è occupato, e, per fare ancora più posto alle colonne di cassette, sono stati tagliati tre alberi e le aiuole sono state coperte di cemento. In alcune è ancora appena visibile la circonferenza del piccolo tronco tagliato… mi fanno una tristezza, ogni volta che ci passo! Su una quarta aiuola invece è stata messa una grata di metallo, l'albero è stato conservato. Troppo costoso fare la stessa cosa anche per gli altri, invece di tagliarli e cementare l'aiuola?

A volte, quando viene scaricata la merce, vengono messe delle cassette anche sulla carreggiata. Quasi sempre non si riesce a passare, i pedoni sono costretti a camminare sulla carreggiata, se non vogliono essere imbrigliati nella folla dei compratori. Anche camminare per strada, a piedi o in macchina, non è facile, soprattutto all'ora di pranzo, l'ultimo tratto di viale Martiri, dove si trova il suddetto negozio di ortofrutta, è trafficatissimo: le auto parcheggiano su entrambi i lati della strada in posizione selvaggia per correre a fare la spesa (ma di questo non voglio certo incolpare il fruttivendolo) e la segnaletica tende a peggiorare ulteriormente la situazione, perché rende la zona del fruttivendolo un passaggio obbligato sia se si vuole andare verso la villa, sia se si vuole arrivare in via Santeramo.

Se dall'ultimo tratto di viale Martiri, salendo dalla Rotonda, si vuole andare in via Santeramo, bisogna girare a destra. La prima traversa a destra è via Pistoia ed è in divieto di accesso; la seconda, via Viterbo, si può prendere, ma porta in via Rodi, che è una parallela di viale Martiri, ma, una volta arrivati lì, si può solo girare a destra – per via del segnale di senso unico – tornando indietro, e risalire via Pistoia. Ci si ritrova così al punto di partenza, in viale Martiri. Se non fosse per i ritmi frenetici della vita, sarebbe uno splendido ritorno all'infanzia: "giro, giro tondo, quant'è bello il mondo".

La terza traversa a destra, via Pesaro, è di nuovo in divieto di accesso. Bisogna dunque passare obbligatoriamente davanti al fruttivendolo, e svoltare alla quarta traversa, via Urbino, rimanendo imbottigliati nel traffico causato, in parte, dall'occupazione della carreggiata con cassette di frutta e dalla sosta prolungata di grandi camion, al momento dello scarico delle merci; in parte dal parcheggio selvaggio degli automobilisti incuranti; in parte dall'attraversamento dei pedoni, che non possono usare il marciapiede a ragione.

Il suddetto marciapiede, a causa del grande affollamento, è stato spesso teatro di scippi. Ferma restante la barbarie del tagliare gli alberi e tutto il resto, il problema del traffico si potrebbe risolvere usando la traversa prima del fruttivendolo, via Pesaro, nell'altro senso di marcia, in discesa, anche perché questa strada in salita è inutile in quanto porta in via delle Cappelle, e via delle Cappelle si può solo scendere. Quasi nessuno usa quella traversa in salita. La stessa cosa accade se, invece, sempre dalla Rotonda, si vuole proseguire verso piazza Zanardelli. La parallela a sinistra di viale Martiri, via Rovereto, è permanentemente usata per mercatini vari.

La situazione, per quanto riguarda le parallele a destra è stata abbondantemente descritta, dunque l'unica via di transito verso piazza Zanardelli è viale Martiri, ancora una volta con passaggio obbligatorio dal tratto su cui si affaccia il negozio di ortofrutta, con l'enorme perdita di tempo che ne deriva. Tornando agli alberi tagliati, mi sono sempre chiesta se questa cosa è sfuggita alle autorità o hanno deciso di chiudere un occhio anche su questo. Per assurdo, sia pure nel caso l'esercente sia stato autorizzato dal Comune, tagliare gli alberi per fare posto alla merce mi sembra veramente troppo, non uno solo, tre alberi! Per non parlare di tutti gli altri disagi… poi i vigili – in quelle rare occasioni in cui si palesano – fanno le multe ai residenti, che per ovviare a tutti gli ostacoli descritti, imboccano traverse vuote a controsenso.

Una "martire" di viale Martiri

10 fotoAlberi tagliati in viale Martiri
Alberi tagliati in viale MartiriAlberi tagliati in viale MartiriAlberi tagliati in viale MartiriAlberi tagliati in viale MartiriAlberi tagliati in viale MartiriAlberi tagliati in viale MartiriAlberi tagliati in viale MartiriAlberi tagliati in viale MartiriAlberi tagliati in viale MartiriAlberi tagliati in viale Martiri
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