A.B.M.C.
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L’A.B.M.C. risponde alle critiche di Valeria Gentile

"La dott.ssa non ha dovuto ritentare la fortuna"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di risposta dell'A.B.M.C. (Archivio Biblioteca Museo Civico) alla segnalazione della dott.ssa Valeria Gentile.

Abbiamo letto le rimostranze della dott.ssa Valeria Gentile su Altamuralife e dobbiamo delle risposte sia a lei sia a quanti, leggendo la sua lettera, possano condividerla o contestarla. Partiamo dalla conclusione, dal "fregio di Ente Morale": l'A.B.M.C. è un Ente morale non perché si fregia di tale titolo, ma perché è tale nel nome dei suoi Fondatori, dei tanti Consiglieri che si sono succeduti nel tempo ed hanno perseguito il solo obiettivo di conservarlo tale e di preservarlo dagli attacchi di chi se ne voleva servire per fini personali.

Il "di più" nel quale "si pavoneggia" è frutto della partecipazione ad un progetto APQ (Azione Programma Quadro), bandito e finanziato dalla Regione Puglia e cofinanziato dal Comune di Altamura, che ha permesso, oltre alla ristrutturazione, anche la messa a norma dei locali ed il recupero di uno spazio museale nel quale è stato possibile mettere in luce ciò che prima era nascosto. La conclusione del suddetto Progetto prevede, tra le altre "modernizzazioni", anche una nuova gestione della Biblioteca, con un regolamento che stabilisca diritti e doveri di chi custodisce e di chi richiede, al quale sta lavorando il Comitato Direttivo insieme alla Commissione Cultura costituitasi in seno al Consiglio dell'11.05.09

Si insiste sulle "modernizzazioni" perché fino all'arrivo recentissimo e provvidenziale del Personale ex CRSEC (nel quale è compreso anche il"moderno" impiegato che ha servito la dott.ssa), la ricerca, il prestito, la consultazione, ogni altra incombenza sono state gestite dall'unico operatore del Comune e da personale volontario tra il Direttivo e i Consiglieri dell'Ente che, peraltro, hanno assolto, pur senza le necessarie competenze, i compiti di distributori, di custodi, di telefonisti, di URP, di informatori...

Tra queste persone c'è anche il "socio" che è intervenuto nella discussione e che ha evidenziato il ruolo del "Volontario". Bene, quel socio è il Provveditore dell'A.B.M.C., nomina prevista dallo Statuto, che assolve il suo compito con assoluta dedizione. Dalle informazioni raccolte dal personale presente alla discussione tra il solerte impiegato e la dott.ssa, abbiamo desunto che l'accanimento della dott.ssa era determinato dal fatto che volesse sapere dov'era il libro, chi lo avesse, che fine avesse fatto e magari guardare anche i registri, le schede... La dott.ssa sa che cos'è la privacy?

La dott.ssa, che nei consigli alla cittadinanza sollecita l'utente a ritentare nel caso non si trovi un libro, perché la prossima volta potrebbe avere più fortuna, non ha dovuto ritentare ed ha avuto fortuna. L'impiegato moderno, da lei tanto biasimato, si è impegnato ed adoperato a cercare e trovare, presso la Biblioteca del CRSEC, che è ancora ubicata nei locali di Via S.Agostino, il libro da lei richiesto e le ha pure telefonato per avvertirla. Perché mai avrebbe dovuto scusarsi?

Il mancato rinnovo della tessera tornerà sicuramente a suo vantaggio: una pizza in più all'anno! Tanto, infatti, è il costo della tessera dell'A.B.M.C.

Michele Marvulli - Giuseppe Pupillo - Elena Saponaro - Arcangela Vicenti

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