Aumento Irpef per coprire il disavanzo nella sanità
Polemica tra maggioranza e opposizione
martedì 12 maggio 2026
09.00
Si prospetta un aumento dell'Irpef in Puglia per coprire il disavanzo nella sanità che è arrivato a un rosso di 350 milioni di euro.
Tale deficit deriva dalla chiusura del bilancio consolidato d'esercizio 2025 relativo alle Aziende sanitarie, ai Policlinici e agli Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico pugliesi in cui si rileva un disavanzo della spesa sanitaria pari a 350 milioni, 19 milioni in meno rispetto alle previsioni di fine marzo. La cifra cristallizzata al 30 aprile scaturisce da 361 milioni di perdite complessivo degli Enti sanitari a cui si sottraggono 11 milioni di utile rilevato nel bilancio della Gestione Sanitaria Accentrata. Entro il termine del 31 maggio la Regione dovrà stabilire quali azioni portare avanti per coprire il disavanzo.
Non ci sono comunicazioni ufficiali ma è chiaro negli ambienti politici che il governo regionale si sta muovendo principalmente con un aumento della tassazione Irpef. Non sarà l'unica misura ma di questo ormai si parla da giorni e ne è nata anche una polemica politica.
L'opposizione di centrodestra accusa del disavanzo le gestioni del centrosinistra che governa la Regione dal 2005. Invece il centrosinistra punta il dito contro il Governo nazionale per non aver stanziato fondi a sufficienza per il sistema sanitario, sostenendo che i costi maggiori derivano anche dall'aumento del personale. La maggioranza dice anche che c'è deficit anche nelle Regioni del Nord governate dal centrodestra.
E' pur vero, però, che una quota rilevante del disavanzo deriva dalla spesa per la mobilità passiva: vale a dire che sono molti i pugliesi che si curano in altri ospedali, soprattutto al Nord.
Insomma una bel "problemone" per la giunta regionale che dovrà compiere delle scelte impopolari. La tassazione sarà una leva necessaria anche se si ipotizza che non verranno toccate le famiglie con redditi sino a 15mila euro.
Tale deficit deriva dalla chiusura del bilancio consolidato d'esercizio 2025 relativo alle Aziende sanitarie, ai Policlinici e agli Istituti di Ricovero e Cura a carattere scientifico pugliesi in cui si rileva un disavanzo della spesa sanitaria pari a 350 milioni, 19 milioni in meno rispetto alle previsioni di fine marzo. La cifra cristallizzata al 30 aprile scaturisce da 361 milioni di perdite complessivo degli Enti sanitari a cui si sottraggono 11 milioni di utile rilevato nel bilancio della Gestione Sanitaria Accentrata. Entro il termine del 31 maggio la Regione dovrà stabilire quali azioni portare avanti per coprire il disavanzo.
Non ci sono comunicazioni ufficiali ma è chiaro negli ambienti politici che il governo regionale si sta muovendo principalmente con un aumento della tassazione Irpef. Non sarà l'unica misura ma di questo ormai si parla da giorni e ne è nata anche una polemica politica.
L'opposizione di centrodestra accusa del disavanzo le gestioni del centrosinistra che governa la Regione dal 2005. Invece il centrosinistra punta il dito contro il Governo nazionale per non aver stanziato fondi a sufficienza per il sistema sanitario, sostenendo che i costi maggiori derivano anche dall'aumento del personale. La maggioranza dice anche che c'è deficit anche nelle Regioni del Nord governate dal centrodestra.
E' pur vero, però, che una quota rilevante del disavanzo deriva dalla spesa per la mobilità passiva: vale a dire che sono molti i pugliesi che si curano in altri ospedali, soprattutto al Nord.
Insomma una bel "problemone" per la giunta regionale che dovrà compiere delle scelte impopolari. La tassazione sarà una leva necessaria anche se si ipotizza che non verranno toccate le famiglie con redditi sino a 15mila euro.