Sanità: per abbattere le liste di attesa aumentate le fasce orarie

Primo provvedimento del presidente Antonio Decaro

martedì 13 gennaio 2026 8.48
Il primo provvedimento del presidente della Regione, Antonio Decaro, diventa attuativo. Per ridurre le liste d'attesa in sanità, entro circa 10 giorni ciascuna Azienda sanitaria deve presentare dei piani aziendali. L'obiettivo è il recupero delle prestazioni ambulatoriali prenotate oltre i valori soglia della classe di priorità, anche attraverso:
- aperture straordinarie degli ambulatori nei giorni di sabato e domenica;
- estensioni delle fasce orarie che consentano la funzionalità giornaliera degli ambulatori sulle 12 ore;
- eventuali prolungamenti delle attività degli ambulatori fino alle ore 23, applicando tale disposizione in via prioritaria al recupero delle prestazioni con priorità U e B (Urgenti e Brevi) per una durata di 5 mesi.

Secondo la Regione, oltre il 40% delle prescrizioni di radiodiagnostica (TAC e risonanza magnetica) risulta potenzialmente inappropriato. Questo significa sottrarre un esame utile a chi ne ha davvero bisogno. Per l'ordine dei medici, invece, questo dato è sproporzionato rispetto alla realtà "perché definito a livello amministrativo e non verificato secondo criteri clinici" e "definire l'appropriatezza di una prestazione sanitaria è un pezzo importante dell'esercizio professionale della medicina e non può essere fatto a tavolino e a posteriori'.

Tornando al provvedimento di Decaro, i Piani aziendali sperimentali dovranno contenere gli indicatori di monitoraggio per consentire la valutazione della costo-efficacia degli interventi, dell'appropriatezza prescrittiva delle prestazioni oggetto di recupero, nonché delle criticità applicative. Il monitoraggio dovrà essere effettuato dalla Cabina di Regia Monitoraggio Liste di Attesa, ad integrazione delle previsioni nazionali e regionali in materia, articolandosi attraverso la produzione di reportistica e riunioni su base mensile. Nell'ambito dei Piani Aziendali sperimentali, saranno riportate le misure adottate e programmate in materia di garanzia del percorso di tutela e le modalità di comunicazione al pubblico.

Al fine di garantire il percorso di tutela, i Direttori Generali e i Commissari Straordinari devono garantire le prestazioni in favore dei cittadini, nei tempi previsti dalla prescrizione secondo le seguenti modalità:
attraverso l'utilizzo dell'attività libero-professionale intramuraria, delle prestazioni aggiuntive o del sistema privato accreditato, sulla base della tariffa nazionale vigente;
per quanto riguarda il ricorso alle strutture private accreditate, deve avvenire, inderogabilmente, nei limiti di spesa già stabiliti dalla Regione.
L'attività libero-professionale intramoenia non può comportare per ciascun dipendente e per ciascun professore e ricercatore universitario inserito in assistenza, un volume di prestazione superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali, con conseguente responsabilità in capo alle direzioni strategiche aziendali delle relative verifiche, ed applicazione di misure, consistenti anche nella sospensione del diritto all'attività stessa.