Politiche Sociali, oltre 1 miliardo di euro per il triennio
Presentato il VI Piano regionale
lunedì 4 maggio 2026
20.00
Nella Fiera del Levante di Bari la Regione Puglia ha presentato il VI Piano regionale delle politiche sociali 2026–2028 che è stato illustrato dal vicepresidente regionale e assessore al welfare e allo sport Cristian Casili e dalla direttrice del dipartimento welfare Valentna Romano. Il Piano è il risultato di un lungo e articolato percorso di partecipazione e co-programmazione che ha visto il coinvolgimento attivo e propositivo di rappresentanti istituzionali e sociali e dei cittadini, integrando le politiche sociali, sanitarie e socio-educative, valorizzando competenze, esperienze e bisogni espressi dai territori.
Ha tenuto conto di profonde trasformazioni demografiche, economiche e sociali, tra cui l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle disuguaglianze e l'emergere di nuove forme di vulnerabilità. Con una dotazione complessiva di 1,1 miliardi di euro nel triennio, il Piano conferma e rafforza un modello integrato, di comunità, fondato sull'integrazione tra politiche sociali, sanitarie, educative, lavorative, abitative, culturali e sportive. Al centro, la persona, considerata non più destinataria passiva ma soggetto attivo di diritti e percorsi di vita. Gli ambiti territoriali sociali saranno chiamati a garantire non solo i Leps ma anche specifici obiettivi tra cui l'attivazione dei progetti di vita e lo sviluppo di servizi per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità, il mantenimento dei centri antiviolenza, il potenziamento delle azioni per l'invecchiamento attivo e l'attivazione di servizi di prevenzione a tutela dei minori, al fine di garantire diritti uniformi su tutto il territorio. Un asse strategico è il contrasto alle povertà che viene affrontato con il microcredito sociale, rivolto a persone che attraversano temporanee difficoltà economiche, e con interventi personalizzati e reti territoriali integrate.
Ha tenuto conto di profonde trasformazioni demografiche, economiche e sociali, tra cui l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle disuguaglianze e l'emergere di nuove forme di vulnerabilità. Con una dotazione complessiva di 1,1 miliardi di euro nel triennio, il Piano conferma e rafforza un modello integrato, di comunità, fondato sull'integrazione tra politiche sociali, sanitarie, educative, lavorative, abitative, culturali e sportive. Al centro, la persona, considerata non più destinataria passiva ma soggetto attivo di diritti e percorsi di vita. Gli ambiti territoriali sociali saranno chiamati a garantire non solo i Leps ma anche specifici obiettivi tra cui l'attivazione dei progetti di vita e lo sviluppo di servizi per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità, il mantenimento dei centri antiviolenza, il potenziamento delle azioni per l'invecchiamento attivo e l'attivazione di servizi di prevenzione a tutela dei minori, al fine di garantire diritti uniformi su tutto il territorio. Un asse strategico è il contrasto alle povertà che viene affrontato con il microcredito sociale, rivolto a persone che attraversano temporanee difficoltà economiche, e con interventi personalizzati e reti territoriali integrate.