L'Amministrazione risponde ad Aria Fresca su delibera Ato Ba/4

«Informazioni tendenziose». Nel documento si parla di «situazione di emergenza»

lunedì 13 giugno 2011 14.13
A cura di Anna Maria Colonna
L'Amministrazione comunale risponde alle accuse lanciate dal Movimento cittadino Aria Fresca circa il voto favorevole espresso dal sindaco Mario Stacca sulla possibilità che la cosiddetta "astronave" di Mellitto accolga due impianti per il trattamento dei rifiuti. «Informazioni tendenziose», si sottolinea in un comunicato diffuso da Palazzo di Città. Il riferimento è ad una delibera dell'Ato Ba/4 relativa all'impianto di compostaggio in questione.

Per «fare chiarezza», sul sito del Comune di Altamura è stata pubblicata la Delibera, «così chiunque può rendersi conto del reale contenuto, depurandolo dalle personalissime interpretazioni che vogliono ingenerare dubbi sull'azione amministrativa del Comune di Altamura».

Con tale documento, datato 15 aprile 2011 e scaturito dall'assemblea del Consorzio Ato Ba/4, svoltasi in data medesima presso il Comune di Altamura, si decide di «stabilire la realizzazione dell'impianto di compostaggio e del centro di raccolta, valorizzazione e stoccaggio della frazione secca, derivante dalla raccolta differenziata, presso il medesimo sito (ndr, ovvero la struttura di Mellitto)». Ma, si specifica nella Delibera, «le decisioni e le indicazioni assunte con il presente provvedimento sono condizionate dal positivo esito dei procedimenti penale ed amministrativo pendenti relativi al sito messo a disposizione dal Comune di Grumo Appula».

A novembre 2010, infatti, la Corte d'Appello di Bari confermò la sentenza che stabiliva la confisca dell'impianto di compostaggio, realizzato dalle società Tersan Puglia e Prometeo 2000 sulla statale 96, al confine tra Grumo ed Altamura. La struttura è sempre stata al centro di numerose polemiche a causa del luogo in cui si trova, a ridosso del Parco dell'Alta Murgia, in una Zona a Protezione Speciale (Zps) e in un Sito di interesse comunitario (Sic). La Procura di Bari la sequestrò nel 2004 perché realizzata in una zona soggetta a vincoli ambientali. Il suolo su cui è stato innalzato l'immobile passò gratuitamente da privati al Comune di Grumo Appula.

Nella Delibera, inoltre, si parla di «situazione di emergenza» nella quale versa il bacino Ato Ba/4, «privo di qualsiasi impianto di riferimento sul proprio territorio e costretto a trasportare e a conferire i propri rifiuti presso le discariche». Di qui la «necessità, da parte del Consorzio, di definire le dotazioni impiantistiche a proprio servizio, al fine di programmare in modo coerente la gestione del ciclo integrato dei Rifiuti Solidi Urbani e di procedere all'individuazione del gestore unico del servizio».

La Delibera è stata votata favorevolmente dai Comuni di Altamura, che detiene la quota più alta dell'Ato Ba/4, pari al 35%, Cassano Murge, Gravina, Poggiorsini, Spinazzola (69% in totale delle quote dell'Ato Ba/4). Astenutisi dal voto i Comuni di Toritto e di Santeramo in Colle. Assenti, invece, i Comuni di Minervino Murge e di Grumo Appula.

In risposta alla nota di Aria Fresca, l'Amministrazione comunale specifica che «l'atto è stato adottato nell'interesse del territorio, in quanto nell'Ato Ba/4 il ciclo dei rifiuti è incompleto e ciò comporta maggiori costi a carico dei cittadini. La struttura è di proprietà del Comune di Grumo e quindi di titolarità pubblica. Sarà chiesta a tutti gli altri Comuni dell'Ambito Ato Ba/4 - continua la nota - la disponibilità a voler indicare eventuali altri siti alternativi per localizzare l'impianto di compostaggio. Il Sindaco di Altamura agisce nell'interesse della collettività altamurana, avendo il mandato di non localizzare più impianti nel proprio territorio. La trasparenza - si conclude nella nota - è sempre stata garantita, tanto che la delibera dell'Ato è stata pubblicata sul sito del Comune, nella sezione Albo Pretorio on-line, in data 24.05.2011».


L'immagine è tratta dal sito Grumonline.it