Condanne a un anno per l'alluvione di Ginosa, morirono in 4

Tra loro i coniugi di Altamura Chiara Moramarco e Giuseppe Bari

giovedì 9 luglio 2026 20.45
A cura di Onofrio Bruno
A tredici anni dalla tragica alluvione di Ginosa del 7 ottobre 2013, in cui morirono quattro persone, oggi è arrivata la sentenza di primo grado: sei persone sono state condannate dal Tribunale di Taranto a pene lievi (12 o 18 mesi) e altre 21 assolte.

Nella tragedia persero la vita i coniugi di Altamura, Chiara Moramarco, di 27 anni, e Giuseppe Bari, di 32 anni, che per motivi di lavoro si erano trasferiti a Ginosa. Vennero travolti da un'ondata di piena mentre erano in auto e tornavano a casa. Stessa triste sorte per altre due persone: l'infermiere di Montescaglioso Giuseppe Bianculli (32 anni) e Rossella Pignalosa di Ginosa (30 anni).

I reati contestati più gravi, omicidio e disastro colposi, erano già stati prescritti. Le accuse si riferivano alla tracimazione di canali che hanno trasformato alcune strade in fiumi durante delle piogge abbondanti. Secondo i periti dell'accusa, le piogge cadute il 6 e il 7 ottobre 2013 misero in crisi il bacino dei torrenti Lognone Tondo e Gravinella e i rispettivi canali, con conseguenze devastanti. Acqua e fango si riversarono con grande violenza tra le case e sulle strade. Furono piogge molto intense ma secondo la tesi degli inquirenti fu una tragedia che sarebbe stata evitata se fossero state effettuate la manutenzione del territorio e la sistemazione idraulica dei corsi d'acqua, anche perché già dieci anni prima c'era stato un altro evento alluvionale.

Le persone condannate (funzionari e dirigenti dell'Autorità di Bacino) rispondono di presunte omissioni nelle attività di pianificazione e pulizia idraulica. Tutti gli altri enti coinvolti nel processo sono stati ritenuti non responsabili.

Il processo è stato molto complesso e lungo. Le famiglie non si sono mai arrese anche se i reati gravi erano prescritti, quindi si sapeva che in caso di condanne le pene sarebbero state lievi. Ma nessuna sentenza può restituire le vite spazzate via dalla furia dell'acqua diventata un fiume che devastava tutto. A loro un commosso ricordo collettivo.