Vertenza Natuzzi: serve politica industriale, non assistenza

Intervento dell'on. L'Abbate (Movimento 5 stelle)

martedì 3 marzo 2026
"La Puglia non chiede assistenza, chiede politica industriale. E la chiede adesso". Lo ha dichiarata la deputata del Movimento 5 stelle, on. Patty L'Abbate, commentando gli sviluppi della vertenza Natuzzi dopo il tavolo di confronto di ieri a Roma.

"Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy - ha detto L'Abbate - si è riaperto il confronto sulla vertenza Natuzzi che coinvolge oltre 1.800 lavoratrici e lavoratori tra Puglia e Basilicata, che da anni vivono nell'incertezza della cassa integrazione e attendono risposte chiare sul proprio futuro. Qui non è in gioco solo il destino di alcuni stabilimenti, ma un intero pezzo dell'identità produttiva del Sud. Di un territorio che ha costruito negli anni un distretto riconosciuto a livello internazionale. Smontarlo pezzo dopo pezzo significherebbe impoverire non solo l'occupazione diretta, ma un intero indotto fatto di piccole e medie imprese. Natuzzi ha proposto un piano triennale con investimenti per circa 17 milioni di euro l'anno per tre anni, destinati a marketing, innovazione, digitalizzazione e riorganizzazione produttiva. È un segnale, ma non basta se non è accompagnato da una strategia industriale chiara e coraggiosa.

"Il punto cruciale - ha aggiunto - è il rientro in Italia delle produzioni dall'estero, in particolare dalla Romania, per ridurre strutturalmente la cassa integrazione. Non si possono chiedere sacrifici ai lavoratori italiani, proponendo chiusure, mentre parte della produzione resta all'estero. È necessario un vero piano di rilancio industriale, maggiori garanzie sugli incentivi all'esodo volontario, la salvaguardia del polo logistico, un impegno concreto sul rientro delle produzioni. Il Governo deve assumere un ruolo attivo e non notarile. Serve uno scatto ulteriore.

Deve attivare tutti gli strumenti disponibili – dai contratti di sviluppo agli incentivi per il reshoring – per sostenere concretamente il rientro delle produzioni, vincolare eventuali sostegni pubblici a un impegno occupazionale chiaro e verificabile, garantire che nessun lavoratore venga lasciato solo in questa transizione. Non possiamo permetterci l'ennesima vertenza che si trascina per anni senza una soluzione strutturale. Difendere Natuzzi significa difendere una storia industriale che ha reso il nostro territorio competitivo nel mondo. Da parte mia, assicuro un impegno costante in Parlamento e nei confronti del Ministero affinché questa crisi venga affrontata con la serietà che merita. Non è il tempo delle ambiguità: è il tempo delle scelte", ha concluso L'Abbate.