Perdite di acqua del 40% in Puglia
Gli ultimi dati sulle reti idriche
lunedì 13 luglio 2026
9.57
In Puglia si disperde il 40,7% dell'acqua potabile immessa nella rete idrica, pari a 106 litri per abitante al giorno, con reti che continuano a mostrare criticità, mentre la crisi climatica rende la risorsa idrica sempre più strategica per cittadini, imprese e agricoltura, con campi e produzioni a rischio per la siccità. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, sulla base dell'analisi del report della CGIA di Mestre elaborato sui dati Istat, da cui emerge uno scenario di spreco della 'risorsa acqua' che conferma la necessità di passare dalla gestione dell'emergenza alla programmazione, con un grande piano infrastrutturale per ridurre gli sprechi e mettere in sicurezza la disponibilità idrica regionale.
Le perdite sono legate secondo la CGIA di Mestre principalmente alla vetustà delle condotte, alle rotture delle tubazioni, agli errori di misurazione dei contatori e agli allacci abusivi. Una criticità che assume un peso ancora maggiore in una regione come la Puglia, dove l'acqua – insiste Coldiretti Puglia - rappresenta il primo fattore produttivo per l'agricoltura e dove gli effetti dei cambiamenti climatici stanno accentuando l'alternanza tra periodi di siccità e precipitazioni intense.
Per Coldiretti Puglia non basta più intervenire quando l'emergenza è già esplosa, occorre una strategia strutturale per trattenere l'acqua quando arriva, aumentare la capacità di accumulo e rendere più efficiente il sistema di distribuzione. Servono nuovi invasi, il completamento delle opere incompiute, la manutenzione straordinaria delle infrastrutture esistenti, la riduzione delle perdite delle reti e il recupero dell'acqua piovana, trasformando ogni precipitazione in una riserva strategica per i mesi più difficili.
Le perdite sono legate secondo la CGIA di Mestre principalmente alla vetustà delle condotte, alle rotture delle tubazioni, agli errori di misurazione dei contatori e agli allacci abusivi. Una criticità che assume un peso ancora maggiore in una regione come la Puglia, dove l'acqua – insiste Coldiretti Puglia - rappresenta il primo fattore produttivo per l'agricoltura e dove gli effetti dei cambiamenti climatici stanno accentuando l'alternanza tra periodi di siccità e precipitazioni intense.
Per Coldiretti Puglia non basta più intervenire quando l'emergenza è già esplosa, occorre una strategia strutturale per trattenere l'acqua quando arriva, aumentare la capacità di accumulo e rendere più efficiente il sistema di distribuzione. Servono nuovi invasi, il completamento delle opere incompiute, la manutenzione straordinaria delle infrastrutture esistenti, la riduzione delle perdite delle reti e il recupero dell'acqua piovana, trasformando ogni precipitazione in una riserva strategica per i mesi più difficili.