Natuzzi: si cercano soluzioni per i lavoratori
Azienda vuole trasferire una parte delle produzioni in Romania
domenica 7 giugno 2026
Nell'ambito della vertenza Natuzzi, azienda e organizzazioni sindacali avevano chiesto alla Regione Puglia, con la task force regionale Occupazione (Sepac), di ospitare nella sede istituzionale il confronto sul piano di gestione della Cigs, in scadenza a fine anno, dopo l'accordo sottoscritto lo scorso 19 maggio al Ministero del Lavoro. Un tavolo reso necessario dalle profonde distanze tra le parti e dalla difficoltà di proseguire il confronto in sede aziendale.
Dalla riunione svoltasi il 4 giugno scorso presieduta dal Comitato Sepac, guidato da Leo Caroli, non è stato ancora possibile raggiungere un'intesa, a causa della conferma da parte di Natuzzi del trasferimento del 15% delle attività oggi svolte tra Puglia e Basilicata negli stabilimenti del gruppo in Romania, condizione ritenuta pregiudizialmente inaccettabile dalle organizzazioni sindacali. Tuttavia, dal confronto sono emersi alcuni primi spiragli, ancora fragili ma utili a mantenere aperto il dialogo e a guardare con attenzione al prossimo appuntamento convocato l'11 giugno al Ministero a Roma.
Il primo spiraglio attiene all'impegno aziendale di convocare d'urgenza, comunque prima del tavolo Mimit del prossimo 11 giugno, le rappresentanze sindacali aziendali, per l'esclusiva discussione dei calendari dell'ammortizzatore sociale, lasciando fuori i temi divisivi del reshoring e della riorganizzazione degli stabilimenti da trattare, più propriamente, nella imminente riunione col ministro Urso, riguardante il più complessivo progetto industriale della Natuzzi ed il possibile ruolo pubblico a supporto dello stesso.
Un passaggio ritenuto significativo perché, rispetto alle rigidità emerse nelle precedenti interlocuzioni, lascia ancora una possibilità di approfondimento e di confronto per un accordo sulla cassa integrazione. Il secondo spiraglio attiene alle politiche di incentivazione all'esodo. Finalmente, dopo mesi di incomprensioni, pur manifestando il sindacato forti perplessità sul successo della misura, è stato varato un primo piano sperimentale di esodo per il quale Natuzzi ha messo a disposizione 6 milioni di euro, destinati a un'indennità massima di 50mila euro a favore dei dipendenti che, su base esclusivamente volontaria, sceglieranno di aderire.
Le adesioni saranno accompagnate da una misura di politica attiva del lavoro già pubblicata dalla Regione Puglia e destinata ai lavoratori interessati, che potranno accedere a specifici percorsi formativi di 400 ore con un'indennità di frequenza pari a 6 euro l'ora. Un'integrazione importante pensata anche per sostenere i lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali, fortemente penalizzati dalla riduzione del reddito.
Alla luce delle preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali, il Comitato Sepac si è impegnato a convocare entro tre mesi un primo tavolo di monitoraggio per verificare l'andamento delle adesioni, l'efficacia della misura e l'eventuale necessità di introdurre correttivi sostenibili, funzionali anche a ridurre la platea complessiva dei lavoratori in organico, in un contesto segnato da una evidente sovracapacità produttiva.
Il terzo spiraglio riguarda invece l'annuncio, da parte dell'azienda, dell'accordo raggiunto con un'importante realtà pugliese del settore gomma-plastica per la cessione dello stabilimento dismesso di Ginosa. L'intesa prevede anche l'assunzione, nella prima fase della reindustrializzazione, di 40 lavoratori provenienti dal bacino Natuzzi.
I lavoratori interessati, su base esclusivamente volontaria, potranno manifestare la propria disponibilità alla ricollocazione attraverso il "bacino delle competenze" costituito presso il Centro per l'Impiego competente.
Nel corso dell'incontro, il direttore di Arpal Puglia, presentando uno specifico progetto di outplacement, ha inoltre comunicato l'interesse manifestato da altre aziende della filiera territoriale del mobile imbottito e dell'arredo a selezionare ulteriori 40-50 lavoratori Natuzzi. In questo percorso, Arpal Puglia attiverà un progetto dedicato alla raccolta delle candidature volontarie dei lavoratori e al matching con le imprese interessate, mentre il Sepac ha già convocato per il prossimo 16 giugno un ulteriore incontro dedicato alla presentazione dei progetti industriali e di reindustrializzazione.
"Quella di Natuzzi è una vertenza complessa, delicata, che coinvolge centinaia di lavoratori e uno dei marchi storici della manifattura pugliese e nazionale. Proprio per questo, pur nella difficoltà del momento e nelle distanze ancora presenti tra le parti, riteniamo importante registrare alcuni segnali di apertura emersi dal tavolo di ieri", dichiara l'assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, Eugenio Di Sciascio.
"La disponibilità dell'azienda a convocare RSU e RSA prima dell'11 giugno – prosegue Di Sciascio - rappresenta un fatto positivo, perché restituisce centralità al confronto e crea le condizioni per provare a costruire una soluzione condivisa sulla gestione della cassa integrazione. Restano questioni molto delicate, a partire dalle preoccupazioni legate al trasferimento di attività produttive all'estero, rispetto alle quali il sindacato ha espresso posizioni chiare e legittime. Regione Puglia continuerà a fare fino in fondo la propria parte, mantenendo aperto il dialogo e lavorando per la tutela occupazionale, la salvaguardia del presidio industriale e il futuro della filiera del mobile imbottito. In questa direzione vanno anche le azioni già avviate con Arpal e con le aziende del territorio disponibili ad assorbire lavoratori eventualmente in esubero. L'auspicio – conclude l'assessore – è che Natuzzi possa arrivare al tavolo dell'11 giugno con un piano industriale capace di tenere insieme sostenibilità aziendale e tutela del lavoro, trovando un punto di equilibrio condiviso da tutte le parti coinvolte".
Dalla riunione svoltasi il 4 giugno scorso presieduta dal Comitato Sepac, guidato da Leo Caroli, non è stato ancora possibile raggiungere un'intesa, a causa della conferma da parte di Natuzzi del trasferimento del 15% delle attività oggi svolte tra Puglia e Basilicata negli stabilimenti del gruppo in Romania, condizione ritenuta pregiudizialmente inaccettabile dalle organizzazioni sindacali. Tuttavia, dal confronto sono emersi alcuni primi spiragli, ancora fragili ma utili a mantenere aperto il dialogo e a guardare con attenzione al prossimo appuntamento convocato l'11 giugno al Ministero a Roma.
Il primo spiraglio attiene all'impegno aziendale di convocare d'urgenza, comunque prima del tavolo Mimit del prossimo 11 giugno, le rappresentanze sindacali aziendali, per l'esclusiva discussione dei calendari dell'ammortizzatore sociale, lasciando fuori i temi divisivi del reshoring e della riorganizzazione degli stabilimenti da trattare, più propriamente, nella imminente riunione col ministro Urso, riguardante il più complessivo progetto industriale della Natuzzi ed il possibile ruolo pubblico a supporto dello stesso.
Un passaggio ritenuto significativo perché, rispetto alle rigidità emerse nelle precedenti interlocuzioni, lascia ancora una possibilità di approfondimento e di confronto per un accordo sulla cassa integrazione. Il secondo spiraglio attiene alle politiche di incentivazione all'esodo. Finalmente, dopo mesi di incomprensioni, pur manifestando il sindacato forti perplessità sul successo della misura, è stato varato un primo piano sperimentale di esodo per il quale Natuzzi ha messo a disposizione 6 milioni di euro, destinati a un'indennità massima di 50mila euro a favore dei dipendenti che, su base esclusivamente volontaria, sceglieranno di aderire.
Le adesioni saranno accompagnate da una misura di politica attiva del lavoro già pubblicata dalla Regione Puglia e destinata ai lavoratori interessati, che potranno accedere a specifici percorsi formativi di 400 ore con un'indennità di frequenza pari a 6 euro l'ora. Un'integrazione importante pensata anche per sostenere i lavoratori interessati dagli ammortizzatori sociali, fortemente penalizzati dalla riduzione del reddito.
Alla luce delle preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali, il Comitato Sepac si è impegnato a convocare entro tre mesi un primo tavolo di monitoraggio per verificare l'andamento delle adesioni, l'efficacia della misura e l'eventuale necessità di introdurre correttivi sostenibili, funzionali anche a ridurre la platea complessiva dei lavoratori in organico, in un contesto segnato da una evidente sovracapacità produttiva.
Il terzo spiraglio riguarda invece l'annuncio, da parte dell'azienda, dell'accordo raggiunto con un'importante realtà pugliese del settore gomma-plastica per la cessione dello stabilimento dismesso di Ginosa. L'intesa prevede anche l'assunzione, nella prima fase della reindustrializzazione, di 40 lavoratori provenienti dal bacino Natuzzi.
I lavoratori interessati, su base esclusivamente volontaria, potranno manifestare la propria disponibilità alla ricollocazione attraverso il "bacino delle competenze" costituito presso il Centro per l'Impiego competente.
Nel corso dell'incontro, il direttore di Arpal Puglia, presentando uno specifico progetto di outplacement, ha inoltre comunicato l'interesse manifestato da altre aziende della filiera territoriale del mobile imbottito e dell'arredo a selezionare ulteriori 40-50 lavoratori Natuzzi. In questo percorso, Arpal Puglia attiverà un progetto dedicato alla raccolta delle candidature volontarie dei lavoratori e al matching con le imprese interessate, mentre il Sepac ha già convocato per il prossimo 16 giugno un ulteriore incontro dedicato alla presentazione dei progetti industriali e di reindustrializzazione.
"Quella di Natuzzi è una vertenza complessa, delicata, che coinvolge centinaia di lavoratori e uno dei marchi storici della manifattura pugliese e nazionale. Proprio per questo, pur nella difficoltà del momento e nelle distanze ancora presenti tra le parti, riteniamo importante registrare alcuni segnali di apertura emersi dal tavolo di ieri", dichiara l'assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, Eugenio Di Sciascio.
"La disponibilità dell'azienda a convocare RSU e RSA prima dell'11 giugno – prosegue Di Sciascio - rappresenta un fatto positivo, perché restituisce centralità al confronto e crea le condizioni per provare a costruire una soluzione condivisa sulla gestione della cassa integrazione. Restano questioni molto delicate, a partire dalle preoccupazioni legate al trasferimento di attività produttive all'estero, rispetto alle quali il sindacato ha espresso posizioni chiare e legittime. Regione Puglia continuerà a fare fino in fondo la propria parte, mantenendo aperto il dialogo e lavorando per la tutela occupazionale, la salvaguardia del presidio industriale e il futuro della filiera del mobile imbottito. In questa direzione vanno anche le azioni già avviate con Arpal e con le aziende del territorio disponibili ad assorbire lavoratori eventualmente in esubero. L'auspicio – conclude l'assessore – è che Natuzzi possa arrivare al tavolo dell'11 giugno con un piano industriale capace di tenere insieme sostenibilità aziendale e tutela del lavoro, trovando un punto di equilibrio condiviso da tutte le parti coinvolte".