"Bloccate assunzioni alla Regione Puglia"

Concorsi, la protesta del Comitato idonei

sabato 16 maggio 2026 9.22
Il Comitato Idonei Regione Puglia esprime profonda preoccupazione e ferma condanna in merito all'attuale stallo delle procedure di assunzione. Nonostante i recenti provvedimenti legislativi che hanno garantito la proroga delle graduatorie, assistiamo a un paradosso inaccettabile: abbiamo ottenuto tempo, ma non abbiamo ottenuto giustizia.

Il Comitato afferma:
La proroga della validità delle graduatorie sta assumendo i contorni di una misura fine a se stessa, una "gentile concessione" che non trova riscontro nei fatti. Il PIAO della Regione Puglia prevede scorrimenti che, ad oggi, restano in gran parte fermi al palo. Prorogare delle graduatorie senza attivare i flussi di assunzione programmati significa condannare migliaia di professionisti a un limbo infinito, illudendo il merito e premiando l'immobilismo burocratico.

Inoltre, vogliamo ricordare con forza che la Legge Regionale n. 24/2023 obbliga le agenzie regionali e le società partecipate ad attingere prioritariamente dalle graduatorie vigenti della Regione Puglia prima di indire nuovi concorsi. Eppure, questa norma sembra essere diventata carta straccia nel silenzio delle istituzioni.
Il caso ARIF è emblematico: la recente pubblicazione di bandi di concorso da parte dell'Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali rappresenta un affronto diretto alla legge e a chi ha già superato una selezione pubblica rigorosa. Perché si spendono ulteriori soldi pubblici per nuovi concorsi quando esistono migliaia di profili già idonei e pronti a prendere servizio?
Il Comitato non resterà a guardare e chiede con urgenza l'attuazione integrale degli scorrimenti previsti dal PIAO, senza ulteriori rinvii o scuse tecniche e un monitoraggio ispettivo da parte della Presidenza della Regione per verificare il rispetto della L.R. 24/2023 da parte di tutte le agenzie e partecipate.
La proroga non è un traguardo, se non seguiranno le assunzioni, quella firma sulla legge resterà solo un esercizio di stile, mentre la macchina amministrativa pugliese continua a perdere le sue energie migliori.