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Habitat rupestre, un patrimonio da salvare

Le immagini parlano da sole

Teatro Mercadante. Orme dei dinosauri. Uomo di Altamura. Toccare tali argomenti significa ribadire la necessità di una valorizzazione che stenta a nascere. E senza nascita, non ci può essere crescita. Il passato ha regalato al territorio dei segni. I segni, se non protetti, prima o poi vengono cancellati. Questo vale non solo per il Teatro Mercadante, per le Orme dei dinosauri e per l'Uomo di Altamura. La questione ingloba tutti gli altri tesori di cui la città rimane all'oscuro. Se ne parla poco o non se ne parla affatto. Eppure, anche questi ultimi rappresentano un patrimonio da rendere fruibile. Proteggerli dall'incuria del tempo e, soprattutto, dell'uomo, significa recuperare una cultura che "cade a pezzi".

Il territorio altamurano è ricco di insediamenti rupestri, abitazioni scavate nella roccia, testimonianza di una pratica abbastanza diffusa in Puglia, quella del "vivere in grotta". Inizialmente fu l'uomo ad adattarsi alla Natura, occupando cavità di origine carsica. In seguito, l'uomo adattò la Natura a sé, plasmandola e modellandola secondo le sue esigenze. Un vero e proprio percorso a tappe si snoda fra gli insediamenti rupestri presenti nel territorio di Altamura, quasi tutti localizzati in proprietà private.

L'insediamento religioso di Sant'Angelo de la Ricza (San Michele delle Grotte), acquistato dall'A.B.M.C. (Archivio Biblioteca Museo Civico), è ubicato in via Madonna della Croce, in pieno centro cittadino. Secondo gli studiosi, il complesso, costituito da due grotte, risalirebbe al X secolo d.C. Tre navate, tre altari e numerosi affreschi (realizzati fra i secoli XIV e XVII) caratterizzano la grotta adibita a luogo di culto. L'insediamento di Fornello (via Santeramo) è composto da venticinque unità ipogee collegate fra loro da aperture e passaggi scavati dall'uomo nei muri perimetrali. Questo ha condotto alcuni studiosi ad ipotizzare la destinazione del luogo a dormitorio comune di una comunità cenobitica durante il Medioevo. Si parla della presenza di monaci basiliani, giunti dall'Oriente fra i secoli VIII e IX d.C. Nella cavità destinata a luogo di culto rimangono pochi resti di un affresco raffigurante un personaggio in abiti bizantini (ipotesi è che si tratti di un Kralj, cioè di un re serbo) nell'atto di offrire una chiesa di forma circolare alla Vergine e al Bambino. Nella contrada Casal Sabini (via Santeramo) è stata individuata una necropoli con due periodi di frequentazione risalenti al Bronzo Antico e al VI secolo a. C., oltre ad una tomba a grotticella di tipo siculo. Sempre lungo via Santeramo, la località San Tommaso, nota anche come Lama buccerii (lama del macellaio), fu frequentata a partire dal VI secolo a.C. La zona è ricca di cavità scavate dall'uomo (un vero e proprio labirinto sotterraneo) e conserva una vasta necropoli. A poca distanza, un trullo che, secondo alcuni studiosi, sarebbe databile al XIII secolo. Alto 7 metri e diviso, all'interno, in due piani, aveva, probabilmente, la funzione di torre di controllo del territorio circostante. Sulla stessa strada, la località di Pontrelli è costellata di grotte ricavate dall'uomo grazie alla facilità di lavorazione del tufo.

La cripta di San Giorgio, in località Carpentino (zona sfiorata dal tracciato dell'antica via Appia), conserva diversi affreschi databili al XV secolo. Alcuni, di cui rimane ben poco, riprendono santi senesi. L'immagine principale mostra Cristo crocifisso fra la Vergine e Maria Maddalena. Una vecchia leggenda narra di un tesoro nascosto sotto il pavimento. Questo è il motivo per il quale sono ancora visibili i segni di diverse picconate. A pochi passi dalla Masseria Jesce (via Carpentino, S.P. 41 per Laterza), ora di proprietà comunale e il cui nucleo originario risale al XVI secolo, c'è la cripta di Sant'Angelo, dalle pareti interamente affrescate. Il doppio ciclo di immagini è stato realizzato in tempi diversi. Il primo rivela influssi artistici greci e post-bizantini nella pittura rupestre pugliese del XIV e del XV secolo. Il secondo, realizzato dall'artista locale Didaco De Simone nella seconda metà del XVII secolo, celebra la vita di Cristo e della Vergine. Nelle vicinanze, sono state scoperte tre necropoli databili fra i secoli V e III a.C. Il villaggio cavernicolo di Pisciulo, località anch'essa ubicata in via Carpentino, risulta abitato dall'uomo sin dall'Età del Bronzo. Il suo nome deriva dal torrente che scorre nella parte sottostante e che riceve acque di fogna della città. Un'intera parete costellata di grotte, adeguate agli usi della vita agro-pastorale tipica del territorio murgiano, rende davvero suggestivo il paesaggio circostante. Nelle vicinanze, sono visibili alcune sepolture a tumulo, dette anche tombe a grotticella. Le cavità di Curtaniello (S.S. 96 per Bari) e di Corte li Rizzi (a 11 Km da Altamura, in direzione Trani) sono ricche di stalattiti e stalagmiti. La prima conserva un affresco del XIV secolo raffigurante l'arcangelo Michele. Tra gli altri insediamenti, si possono menzionare quelli di Graviscella (via Gravina), di Le Torri (via Cassano) e di Anna Menonna (via Ruvo). L'insediamento di Graviscella, oltre che per le numerose cavità, è importante anche per la grotta "dei graffiti", che presenta segni incisi sulla volta. Tra questi si riconosce la figura stilizzata di un Vescovo. Le grotte di Le Torri e di Anna Menonna mostrano, nelle tracce lasciate dal tempo, i segni di una lunga frequentazione umana.

Vi proponiamo le fotografie scattate presso Masseria Losurdo (leggi nel box di approfondimento), Pisciulo, la cripta di San Giorgio (Carpentino), Masseria Iesce e annessa cripta.
50 fotoInsediamenti rupestri nel territorio di Altamura
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Nell'ambito del programma regionale "Città aperte 2010", l'A.B.M.C. (Archivio Biblioteca Museo Civico) ha organizzato un percorso gratuito nell'habitat rupestre, con visite guidate presso Masseria Losurdo (via Carpentino, Km 6) e presso gli insediamenti di Jesce, Pisciulo e Carpentino.

Masseria Losurdo, ora agriturismo, masseria didattica e museo della civiltà contadina allestito nelle annesse grotte (abitate sin dall'età preistorica), conserva un'antica cappella dedicata a Santa Maria della Concezione. Fin dal XIII secolo fu un possedimento della famiglia degli Spirito, con capostipite Spirito degli Spiriti, nobile altamurano e ufficiale dell'esercito di Federico II di Svevia. Nel '700, per via ereditaria, passò alla famiglia Castelli e da questa, nel 1889, al capostipite Stefano Losurdo. Continua ad appartenere alla famiglia Losurdo. Tra il XV e il XVI secolo, fu arricchita di ampi locali e, nel corso del tempo, di tanti altri particolari che la rendono di grande rilevanza storica. Dell'antica cappella si hanno notizie a partire dal 1717, anche se sembra essere di età anteriore. Fu voluta da Michele Spirito, nobile della città. L'interno, costituito da un vano a botte, conserva le decorazioni del XVII secolo. La facciata esterna, settecentesca, appare ancora intatta. Sull'arcone superiore si conserva, anche se rovinata, una statua della Vergine Immacolata realizzata da artigiani locali. Nelle grotte annesse sono esposti al pubblico gli attrezzi della civiltà e e della tradizione contadina e gli strumenti degli antichi mestieri. In una zona esterna alla Masseria è possibile visitare la simulazione di scavi archeologici.

Per prenotare il percorso nell'habitat rupestre, chiamare ai numeri 080.3111708 o 3392071768.

Sempre nell'ambito del programma regionale "Città Aperte 2010", è possibile visitare la mostra fotografica "Insediamenti rupestri", allestita presso la Sala Conferenze dell'A.B.M.C. (Piazza Zanardelli 18). Orario: tutti i giorni (esclusa la domenica) dalle ore 19.00 alle ore 22.00.
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