Incidente in cui morì Nicolò Loporcaro, processo per omicidio stradale

Il processo alle fasi iniziali

lunedì 2 febbraio 2026 18.30
Al Tribunale di Bari è iniziato il processo per l'incidente stradale del 21 novembre 2021 in cui rimase ferito in condizioni gravissime Nicolò Loporcaro, giovane rider altamurano (aveva 21 anni in quel momento) che stava facendo la consegna di pizze. In via Mura Megalitiche mentre era a bordo di uno scooter fu travolto da un'automobile guidata da un altamurano (oggi 31enne). Per le fratture riportate, soprattutto quella gravissima al capo, il tempo si fermò per Nicolò che non ha più camminato né parlato, solo impercettibili risposte agli stimoli. Sottoposto a numerosi trattamenti e interventi di neurochirurgia in vari ospedali, soprattutto a San Giovanni Rotondo. Le speranze per Nicolò (25 anni) sono finite il 9 agosto 2025 quando è morto. Quasi quattro anni di agonia, dolore e sofferenza tra cure mediche, interventi chirurgici e riabilitazione, sempre in un letto di ospedale o di casa, con la madre e i familiari al suo fianco.

Secondo la ricostruzione della vicenda, la velocità del conducente dell'auto era di 110 chilometri al momento dell'impatto, ben oltre il limite di velocità, peraltro con una visibilità ridotta perché era tardi e nonostante il manto stradale viscido a causa della pioggia battente. Quindi, secondo l'accusa, il veicolo avrebbe invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente con il motorino del ragazzo. Questo procedimento è stato aperto per lesioni gravissime ma ovviamente il reato è stato modificato in omicidio stradale a carico dell'imputato che è il conducente dell'automobile.

La famiglia si è costituita parte civile nel processo. Negli atti si parla di «devastanti conseguenze che ne sono derivate in primis al giovane Nicola Loporcaro, ma anche ai suoi prossimi congiunti conviventi», evidenziando la «portata dello sconvolgimento umano che dalla vicenda è derivato, oltre che al povero Nicola Loporcaro, al suo intero nucleo familiare». Si tornerà in aula il 30 marzo. La difesa deciderà a quale rito giudiziario sottoporsi.