Guerra in Medio Oriente: anche cittadini altamurani bloccati negli Emirati Arabi Uniti

Professionisti e vacanzieri che si trovano soprattutto a Dubai

mercoledì 4 marzo 2026 19.29
Nello scenario bellico del Medio-Oriente, innescato dall'attacco di USA e Israele a Iran e acuito dalla rappresaglia iraniana in vari Paesi della regione, sono tantissimi gli italiani che sono rimasti bloccati. Oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha comunicato che sono 100.000 gli italiani "nel mondo" coinvolti dall'emergenza legata al conflitto iraniano. Non tutti vogliono rientrare, soprattutto tanti connazionali che vivono negli Emirati Arabi Uniti.

Ci sono anche altamurani, presenti a Dubai soprattutto per lavoro. Sono commercianti, rappresentanti di affari, professionisti della ristorazione o dell'accoglienza nelle catene alberghiere che si sono insediati. Ma ci sono anche persone che erano in vacanza o per periodi brevi di lavoro e che devono rientrare.

Sabato alcuni droni iraniani hanno colpito la rinomata località emiratina, altri sono stati intercettati e distrutti. Con il passare dei giorni, la situazione si è tranquillizzata ma non è ancora del tutto rassicurante. Nell'opulenta città degli Emirati Arabi la vita quotidiana non è ripresa normalmente. Le scuole sono chiuse. Non si può viaggiare. Per chi volesse o per chi deve rientrare, non c'è possibilità di lasciare il Paese perché non ci sono voli per i rimpatri per la chiusura dello spazio aereo, con la sola eccezione di collegamenti speciali istituzionali organizzati dai governi (come quello atterrato ieri a Malpensa con un gruppo di 200 studenti). Una situazione in evoluzione, sperando nel ripristino di tutti i collegamenti nel breve tempo.

Inoltre il consolato italiano non assiste i connazionali negli Emirati Arabi Uniti e aggiorna soltanto tramite i canali "social" o l'app Viaggiare sicuri. Ai numeri di emergenza non risponde nessuno, salvo messaggi pre-registrati che però non forniscono alcun tipo di assistenza.

Uno degli altamurani presenti è Piero Branà che si occupa di vendita di una pregiata linea di caffè con chicchi in oro, nelle lussuose catene di hotel. Lamenta la mancanza di assistenza da parte del Consolato italiano e si augura che la situazione possa normalizzarsi quanto prima visto che il clima che si sta vivendo è "irreale". Sabato si trovava da amici a Dubai quando ci sono stati gli attacchi dei droni. Le autorità locali rassicurano che la situazione è "sotto controllo" per la protezione delle persone.


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