Ferrovie Appulo Lucane: viaggi tra i disagi per i pendolari
Soppressioni e attese interminabili, monta la rabbia degli utenti
sabato 11 aprile 2026
12.00
Giornate difficili per i pendolari delle Ferrovie Appulo Lucane, alle prese con disservizi che continuano a ripetersi con preoccupante frequenza. Tra treni soppressi, ritardi e lunghe attese, il viaggio sulla tratta Gravina-Bari, passando per Altamura e altri paesi limitrofi, si trasforma in un vero e proprio percorso a ostacoli per studenti e lavoratori. Una situazione che sta generando sempre più malcontento e molti utenti sono scettici sull'affidabilità.
Nella giornata di giovedì 8 Aprile, studenti e lavoratori pendolari hanno montato la questione con rabbia a causa dei continui ritardi - compresi tra i 38 e i 150 minuti dei treni FAL. Essa, a sua volta, aveva giustificato i ritardi e le soppressioni dei treni con un post - poi rimosso - motivando come "elevato il numero di certificati di malattia" dei macchinisti di Gravina. Nella giornata del 9 Aprile, invece, nessun comunicato ufficiale ma i problemi, a quanto pare, non sono mancati: molti utenti hanno lamentato nuovamente i continui ritardi - compresi tra i 60 e i 130 minuti - dei treni FAL sin dall'inizio della mattinata e, in aggiunta, anche dei bus sul tardo pomeriggio. Ritardi che, naturalmente, non sono stati comunicati né tantomeno giustificati, oltre alla mancanza di autobus sostitutivi nel caso della soppressione di alcuni treni.
Anche nella giornata di ieri, 10 Aprile, non sono mancati ritardi - superiori ai 15 minuti - dei treni che hanno sfinito ulteriormente la pazienza di studenti e lavoratori pendolari. I problemi, però, non nascono solamente nelle ultime ore. Molti utenti lamentano "situazioni di totale disorganizzazione e mancanza di informazioni", raccontando di essere rimasti "bloccati anche per oltre un'ora nelle stazioni intermedie senza ricevere indicazioni chiare". In alcuni casi, i passeggeri hanno provato a contattare sia il personale ferroviario che le autorità locali, senza ottenere risposte, evidenziando così una gestione delle emergenze percepita come "insufficiente e poco coordinata". Alla già complessa gestione dei disservizi si aggiungono anche le condizioni di viaggio, spesso rese difficili dal forte sovraffollamento. Sia a bordo dei treni che nei bus sostitutivi, molti passeggeri sono costretti a viaggiare in piedi, in spazi ridotti e con limitata possibilità di movimento, una situazione che solleva più di una perplessità anche sul piano della sicurezza e del rispetto degli standard minimi di trasporto. A questo si affiancano inoltre segnalazioni legate alla scarsa pulizia dei convogli, con condizioni igieniche giudicate inadeguate dagli utenti, contribuendo ad aggravare ulteriormente il disagio complessivo.
Una situazione che non può più essere considerata episodica, ma che sta assumendo i contorni di un problema strutturale. I pendolari, ormai stanchi e sempre più arrabbiati, chiedono risposte concrete e soprattutto rispetto, dopo le ultime giornate. Perché quello che dovrebbe essere un servizio essenziale mette in difficoltà chi non ha alternative e si affida al trasporto pubblico per studio e lavoro.
Nella giornata di giovedì 8 Aprile, studenti e lavoratori pendolari hanno montato la questione con rabbia a causa dei continui ritardi - compresi tra i 38 e i 150 minuti dei treni FAL. Essa, a sua volta, aveva giustificato i ritardi e le soppressioni dei treni con un post - poi rimosso - motivando come "elevato il numero di certificati di malattia" dei macchinisti di Gravina. Nella giornata del 9 Aprile, invece, nessun comunicato ufficiale ma i problemi, a quanto pare, non sono mancati: molti utenti hanno lamentato nuovamente i continui ritardi - compresi tra i 60 e i 130 minuti - dei treni FAL sin dall'inizio della mattinata e, in aggiunta, anche dei bus sul tardo pomeriggio. Ritardi che, naturalmente, non sono stati comunicati né tantomeno giustificati, oltre alla mancanza di autobus sostitutivi nel caso della soppressione di alcuni treni.
Anche nella giornata di ieri, 10 Aprile, non sono mancati ritardi - superiori ai 15 minuti - dei treni che hanno sfinito ulteriormente la pazienza di studenti e lavoratori pendolari. I problemi, però, non nascono solamente nelle ultime ore. Molti utenti lamentano "situazioni di totale disorganizzazione e mancanza di informazioni", raccontando di essere rimasti "bloccati anche per oltre un'ora nelle stazioni intermedie senza ricevere indicazioni chiare". In alcuni casi, i passeggeri hanno provato a contattare sia il personale ferroviario che le autorità locali, senza ottenere risposte, evidenziando così una gestione delle emergenze percepita come "insufficiente e poco coordinata". Alla già complessa gestione dei disservizi si aggiungono anche le condizioni di viaggio, spesso rese difficili dal forte sovraffollamento. Sia a bordo dei treni che nei bus sostitutivi, molti passeggeri sono costretti a viaggiare in piedi, in spazi ridotti e con limitata possibilità di movimento, una situazione che solleva più di una perplessità anche sul piano della sicurezza e del rispetto degli standard minimi di trasporto. A questo si affiancano inoltre segnalazioni legate alla scarsa pulizia dei convogli, con condizioni igieniche giudicate inadeguate dagli utenti, contribuendo ad aggravare ulteriormente il disagio complessivo.
Una situazione che non può più essere considerata episodica, ma che sta assumendo i contorni di un problema strutturale. I pendolari, ormai stanchi e sempre più arrabbiati, chiedono risposte concrete e soprattutto rispetto, dopo le ultime giornate. Perché quello che dovrebbe essere un servizio essenziale mette in difficoltà chi non ha alternative e si affida al trasporto pubblico per studio e lavoro.