Murgia bruciata: dichiarare calamità e aiutare le aziende

La richiesta del sindaco Petronella alla Regione

giovedì 23 luglio 2026 20.39
Masseria Viti De Angelis, Pozzi di Rota, La Mena, sino a Pescariello. Sono luoghi tra i più belli dell'Alta Murgia, in territorio altamurano. E sono stati feriti pesantemente dall'incendio dell'altro ieri che, secondo stime ufficiose, ha divorato centinaia e centinaia di ettari. Sulle cause indagano i Carabinieri del Reparto Parco nazionale dell'Alta Murgia.

C'è stata una grande perdita del patrimonio boschivo, di fauna selvatica, Insomma di natura e biodiversità. Uno scempio. E ci sono stati danni ad attività agricole e zootecniche perché sono stati bruciati i pascoli e i campi seminativi.

Il sindaco Vitantonio Petronella ha chiesto alla Regione di dichiarare lo stato di calamità per aiutare le attività colpite perché l'incendio "ha distrutto boschi, pascoli, aziende agricole. Ha messo in ginocchio allevatori e famiglie che ogni giorno lavorano la nostra terra con sacrificio e dignità. Tra le vittime di questa tragedia c'è anche un patrimonio unico: centinaia di capi di Pecora Altamurana, una razza simbolo della nostra identità e della nostra storia".

Quindi Petronella ha chiesto ufficialmente alla Regione Puglia, scrivendo al presidente Decaro, all'assessore Paolicelli e all'assessore Ciliento, "l'attivazione immediata di misure straordinarie di sostegno per gli agricoltori e gli allevatori colpiti dall'incendio del Bosco della Mena: ristori, aiuti concreti e il riconoscimento dello stato di calamità. Chi ha visto andare in fumo il lavoro di una vita non può essere lasciato solo".

foto di Raffaele Barone