Salotto Fidapa

Il nostro territorio, viaggio in Basilicata.

Sulla via dei poeti...

L'incipit è racchiuso nelle parole del prof. Antonio Incampo, la cui presenza ha rappresentato privilegio e valore aggiunto alla giornata promossa dalla Sezione di Altamura - egregiamente coordinata dalla socia ing. Emanuela Vulpio -, all'insegna del mistero, della poesia , della cultura e dell'amicizia : " La scelta di inserire nei programmi sociali della Fidapa un viaggio in queste terre del Sud risponde non soltanto agli scopi ricreativi ma intravedo uno scopo culturale molto importante...lo potrei addirittura richiamare ad un'idea di civiltà di viaggi. Noi abbiamo il dovere di riscoprire queste nostre terre, noi, che siamo gente del Sud, abbiamo il dovere. Questa terra di mistero è per noi un dovere scoprirla, a maggior ragione se i viaggiatori dell '800, tedeschi, amavano queste terre. Dovremmo tutti sentire una sensibilità particolare. La Fidapa con questo viaggio credo che doni ai propri soci, ma credo che doni anche alla città altamurana che, in certo qual modo, è partecipe dei programmi della Fidapa, questo valore straordinario di inseguire sentieri come questi che sono i sentieri della nostra storia".

La conclusione nel commento dell'ospite d'onore dr. Angela Vernia: "Giornata esaltante! La via dei poeti ci ha condotti, sulle tracce del passato a scoprire il nostro sentire più profondo. Grazie Fidapa".

Nel mezzo, il gruppo di cinquanta persone ha fatto la prima tappa a Craco, il paesino costruito su argilla e roccia intorno ad un colle che ha in cima la torre normanna svuotato da una frana e finito da un'alluvione i cui effetti sono risultati dirompenti a causa di infrastrutture inadeguate. Rappresentazione plastica della forza irrefrenabile della natura e del concorso di quella mano umana che irreparabilmente costruisce e mestamente asciuga le lacrime di un disastro di cui è essa stessa artefice. Abitato da un unico cittadino, Craco, paese senz'anima e trafitto da crepe e mura disarticolate che parlano di precarietà, è luogo di straordinaria suggestionee ed è stato scelto da numerose produzioni cinematografiche come set, tra gli altri: "Cristo si è fermato ad Eboli" di Francesco Rosi , "The passion" di Mel Gibson, "Il sole anche di notte" dei fratelli Taviani.

Raggiunta Tursi, il gruppo, con il prezioso contributo dell'ing. Mario Maragno – direttore della Sopraintendenza alle Belle Arti-, ha potuto visitare il Santuario di S.Maria di Anglona, monumento nazionale dal 1931. La tappa successiva è stata la Rabatana di Tursi, il primo e più antico borgo, concepito e costruito come un grande castello, intorno ad un fortificato maniero ove avevano trovato sicuro rifugio i Goti prima , poi i Saraceni e quindi i Bizantini. Dalla sommità della collina l'arch. Vincenzo Incampo ha illustrato le valli fluviali dell'Agri e del Sinni edi calanchi , mentre la mente vagava tra le forme diversificate di quel "paesaggio lunare".

I viaggiatori hanno potuto ammirare la chiesa di Santa Maria Maggiore e scoprire che, proprio in Rabatana, è nato in via Duca degli Abruzzi n. 15, Albino Pierro (1916-1995), più volte candidato al premio Nobel, che ha reso immortale la lingua dialettale tursitana con le sue poesie, di cui la più importante e significativa parla proprio della Rabatana.
"La svolta rifondativa del nostro animo" , per dirla con le parole del prof. Incampo, è rappresentata dalla sosta presso l'antico palazzo canonico, ora di proprietà della famiglia Popia , che lo ha trasformato in " Il Palazzo dei Poeti".

Ad accogliere il gruppo è la cordialità e lo stile di Paolo Popia che lo guida "In un viaggio a ritroso nel tempo" mentre venivano degustati piatti della migliore tradizione culinaria locale con una presentazione innovativa e intervallati dal suono melodioso della poesia di Albino Pierro e dei Popia. Il luogo, i suoni, l'atmosfera sono stati altresì fonte ispiratrice di un breve componimento ad opera dell'in. Michele Loiudice, marito della socia Nunzia Cappiello. A malincuore i partecipanti hanno lascitato questo posto magico e misterioso per raggiungere il Parco letterario Isabella Morra a Valsinni ove, calati in una dimensione fantastica, accompagnati da un menestrello e una cantastorie hanno iniziato il "viaggio sentimentale" del vecchio borgo tra la suggestione dei luoghi ed i versi della infelice poetessa di Favale.

Il tragitto di ritorno al Altamura non si è sottratto al più classico rituale dei canti di gruppo e del clima scanzonato delle gite scolastiche. La giornata ha messo d'accordo tutti.

ROSA VULPIO
Presidente Fidapa - Sez. Altamura -




A la Rabatène venemme na dje
e de Pierro canuscemme la poesìe
e di cusse rengrazzieme Popia
nu cantore pure jeddi Tursiène.
' Nda cussu poste si mange 'buène,
vu disce nu strièle di femmene ttamurene.

(scritto da Ing. Michele Loiudice
Tursi 02.06.2011 )
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