Il Dipinto biancorosso: intervista al capitano dell’Altamura
Primatista di presenze, promozione e fascia al braccio: il racconto di chi ha vissuto ogni tappa.
lunedì 2 novembre 2026
Centoquaranta presenze, il primo posto nella classifica all-time del club, un campionato vinto con la promozione tra i professionisti e, da quest'anno, la fascia da capitano al braccio. A soli 24 anni, Nicola Dipinto ha già scritto una parte importante della storia recente dell'Altamura, e continua a farlo per i biancorossi. Lo abbiamo incontrato per ripercorrere il suo cammino: dalla scelta di venire ad Altamura ai ricordi della promozione, fino al presente da capitano e ai sogni per il futuro. In mezzo, aneddoti di spogliatoio, obiettivi di crescita e qualche domanda veloce.
Partiamo con un dato: 140 presenze con l'Altamura tra tutte le competizioni dal 2022 a oggi e al 1° posto nella classifica all-time. Lo sapevi e che effetto ti fa?
«Non sapevo di esserne il primatista. Tutto questo mi fa solo che piacere, perché alla fine sono al mio quinto anno qui e ho vissuto momenti indimenticabili come la vittoria del campionato ed ho conosciuto compagni che mi hanno aiutato in questo percorso bello ma difficile.»
C'è stato un momento più difficile nella tua carriera dal quale hai imparato?
«Sì, ricordo uno in particolare: ad Andria in C sono stato fuori rosa e ho faticato a trovare squadra a causa di un aneddoto particolare. Lì ho avuto paura di smettere, perché mi sono successe cose brutte. Però ho trovato squadra subito dopo scendendo di categoria e sono ripartito.»
Che ambiente hai trovato in primis in città - anche se so che non la vivi a pieno - e poi allo stadio?
«Altamura è una città passionale, l'ho vissuto sulla mia pelle con la vittoria del campionato. Non la vivo a pieno però ti posso dire che ho avuto un bel rapporto sia con la piazza sia con i tifosi.»
La fascia al braccio da quest'anno invece che effetto ti fa? Senti di dover essere comunque un punto di riferimento nonostante la tua giovane età?
«Mi fa un certo effetto, perché è una responsabilità. Penso nel mio piccolo di essere un punto di riferimento per i miei compagni, anche se ci sono leader senza fascia.»
Ti pesa un po' il fatto di non aver trovato ancora il gol in C?
«In realtà me l'hanno tolto, perché col Taranto segno e poi fallisce e quindi non viene conteggiato. Mi pesa e come, però io cerco sempre di dare il supporto alla squadra, penso prima al collettivo che al personale. Se capitasse un rigore? No, li lascio ad Alessio (Curcio, ndr), vado sul sicuro.»
Chi è l'avversario più difficile che hai affrontato? E il compagno di squadra più forte invece?
«Ne sono passati tanti, un avversario in particolare è Darboe del Bari per qualità e forza. Di compagni, invece, te ne dico un paio: uno è Alessio Curcio, perché tecnicamente non si discute. Mentre l'altro è Loiodice, non posso non nominarlo, perché nell'annata dalla D alla C ha fatto vedere cose importanti.»
L'intervista completa sarà disponibile in formato video su Facebook.
Partiamo con un dato: 140 presenze con l'Altamura tra tutte le competizioni dal 2022 a oggi e al 1° posto nella classifica all-time. Lo sapevi e che effetto ti fa?
«Non sapevo di esserne il primatista. Tutto questo mi fa solo che piacere, perché alla fine sono al mio quinto anno qui e ho vissuto momenti indimenticabili come la vittoria del campionato ed ho conosciuto compagni che mi hanno aiutato in questo percorso bello ma difficile.»
C'è stato un momento più difficile nella tua carriera dal quale hai imparato?
«Sì, ricordo uno in particolare: ad Andria in C sono stato fuori rosa e ho faticato a trovare squadra a causa di un aneddoto particolare. Lì ho avuto paura di smettere, perché mi sono successe cose brutte. Però ho trovato squadra subito dopo scendendo di categoria e sono ripartito.»
Che ambiente hai trovato in primis in città - anche se so che non la vivi a pieno - e poi allo stadio?
«Altamura è una città passionale, l'ho vissuto sulla mia pelle con la vittoria del campionato. Non la vivo a pieno però ti posso dire che ho avuto un bel rapporto sia con la piazza sia con i tifosi.»
La fascia al braccio da quest'anno invece che effetto ti fa? Senti di dover essere comunque un punto di riferimento nonostante la tua giovane età?
«Mi fa un certo effetto, perché è una responsabilità. Penso nel mio piccolo di essere un punto di riferimento per i miei compagni, anche se ci sono leader senza fascia.»
Ti pesa un po' il fatto di non aver trovato ancora il gol in C?
«In realtà me l'hanno tolto, perché col Taranto segno e poi fallisce e quindi non viene conteggiato. Mi pesa e come, però io cerco sempre di dare il supporto alla squadra, penso prima al collettivo che al personale. Se capitasse un rigore? No, li lascio ad Alessio (Curcio, ndr), vado sul sicuro.»
Chi è l'avversario più difficile che hai affrontato? E il compagno di squadra più forte invece?
«Ne sono passati tanti, un avversario in particolare è Darboe del Bari per qualità e forza. Di compagni, invece, te ne dico un paio: uno è Alessio Curcio, perché tecnicamente non si discute. Mentre l'altro è Loiodice, non posso non nominarlo, perché nell'annata dalla D alla C ha fatto vedere cose importanti.»
L'intervista completa sarà disponibile in formato video su Facebook.